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Salute

Obesità infantile, ecco cosa rischiano i bambini

Di Irma Levanti
obesita

05 Dicembre 2017
Ipertensione, colesterolo alto, fegato grasso, pre-diabete: sono alcune delle complicazioni che possono presentarsi in bambini e adolescenti obesi, aumentando il rischio di sindrome metabolica, arteriosclerosi, danno epatico. Lanciano l'allarme le principali società italiane di pediatria, con un documento tutto dedicato all'obesità infantile.

 

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In Italia, a 9 anni un bambino su 10 è obeso e due su dieci sono in sovrappeso. E circa la metà degli adolescenti obesi rischia di rimanerlo anche da adulti. Bastano pochi dati a descrivere un fenomeno, l'obesità infantile, che il presidente della Società italiana di pediatria (SIP), Alberto Villani, definisce come ancora "dilagante e persistente".

 

E il problema non sono tanto questi numeri, quanto le complicanze fisiche e psicosociali che l'obesità porta con sé già nell'infanzia, e che tendono ad aggravarsi in età adulta. A far luce su queste complicanze è un documento appena presentato dalla SIP e dalla Società italiana di endocrinologia e diabetologia pediatrica (SIEDP), in collaborazione con altre società italiane di pediatria, che riporta appunto lo stato dell'arte delle conoscenze disponibili sull'argomento, dalla diagnosi al trattamento alla prevenzione.

 

Emerge per esempio che più del 30% dei bambini obesi - uno su tre - ha valori di trigliceridi e di colesterolo LDL (quello "cattivo") più elevati della norma, e valori di colesterolo HDL (quello "buono") più bassi: condizioni che espongono al rischio di sindrome metabolica e di arteriosclerosi. Ancora: più del 30% dei bambini obesi ha grasso accumulato nel fegato. Significa che è presente un danno epatico iniziale, che può progredire e peggiorare nel tempo. Un bambino su dieci ha una pressione più alta della norma e uno su 20 ha una glicemia superiore alla norma.

 

Per gli esperti si tratta di una condizione di pre-diabete, che per fortuna può ancora regredire, se si interviene con opportuni cambiamenti dello stile di vita (corretta alimentazione a attività motoria). Quella del pre-diabete è tuttavia considerata una condizione molto preoccupante: "In genere, il diabete di tipo 2 compare in età adulta, ma vediamo che sta comparendo sempre prima" spiega Claudio Maffeis, professore di pediatria all’Università di Verona. "E se l'esordio è precoce, il diabete è più aggressivo, con complicanze che compaiono in media media tre volte prima”.

 

Proprio per tenere sotto controllo queste possibili complicazioni, il documento propone di ricercare alcune alterazioni metaboliche (incremento di glicemia, trigliceridi, colesterolo, pressione arteriosa) e segnali del fegato grasso nel bambino con obesità già a partire dai 6 anni.

 

Altre condizioni possono complicare la vita di bambini e adolescenti con obesità. Tra queste, disturbi respiratori del sonno, complicanze ortopediche (ginocchio valgo, piede piatto), emicrania e cefalea, sindrome dell'ovaio policistico nelle ragazze.

 

Prevenzione: cruciali i primi 1000 giorni
La buona notizia è che l'obesità può essere prevenuta. Fondamentale, per farlo, è prestare attenzione ai primi 1000 giorni di vita, dal concepimento al secondo compleanno, che rappresentano un periodo cruciale per la sensibilità dell’organismo all’esposizione a fattori di rischio o protettivi per il suo metabolismo, con effetti importanti a lungo termine sulla salute.

 

Tra le regole d'oro per la prevenzione ci sono allattamento al seno, svezzamento secondo le raccomandazioni nazionali, no a sale e a zuccheri aggiunti. E via via che i bambini crescono diventa fondamentale la sana alimentazione (che dovrebbe essere la vera dieta mediterranea) e l'attività fisica (almeno un'ora al giorno).

 


Per favorire la corretta prevenzione SIP e SIEDP hanno elaborato un Decalogo anti-obesità con le regole da osservare dal concepimento e per l’intera vita.

 

Prevenzione a scuola
Non solo famiglia: anche la scuola - dove i bambini passano gran parte del loro tempo e da cui apprendono i comportamenti da attuare - riveste un ruolo cruciale nella prevenzione dell'obesità. 

”Alcuni studi hanno dimostrato l’efficacia di alcune misure scolastiche nella prevenzione dell’obesità infantile" ricorda Alberto Villani. “Tra questi la rimozione dei distributori automatici di bevande zuccherate e alimenti ricchi di sale e grassi, l’offerta di frutta e acqua gratuitamente o a basso costo e l’aumento delle ore di educazione fisica in orario scolastico ed extrascolastico”.