Apprendimento

10 cose che migliorano l'apprendimento scolastico

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10 Settembre 2014 | Aggiornato il 24 Ottobre 2017
Fare sport, andare a dormire a orari regolari, fare una buona colazione, non avere i pomeriggi troppo impegnati, limitare tablet e smartphone... ecco le regole di buon comportamento per aiutare vostro figlio a migliorare le sue capacità di apprendimento. Lo provano​ recenti studi scientifici.
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La scuola è già iniziata da un po' e il nuovo anno scolastico porta nuove sfide e molti impegni che richiedono ai piccoli un grande sforzo di apprendimento.

 

Diversi studi scientifici ci vengono in aiuto con alcuni consigli per migliorare il loro rendimento scolastico se vanno già a elementari o medie o per iniziare a stimolare le loro capacità di apprendimento se vanno ancora alla materna. 

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1) Fategli fare sport: i bambini in forma vanno meglio a scuola

 Lo rivela una ricerca su 48 bimbi di 9-10 anni pubblicata sulla rivista Plos One, dal gruppo di Lauren Raine della University of Illinois a Urbana-Champaign. Lo studio ha misurato in modo diretto la capacità di memoria e di apprendimento degli alunni. Poi i risultati sono stati messi a confronto con lo stato di forma fisica di ciascun bambino. E' emerso che i bambini in gran forma fisica erano i più  ''scattanti'' a memorizzare nomi di città e altri posti e la loro posizione su una mappa. I bambini in condizioni di scarsa forma fisica, al contrario, avevano più difficoltà. Probabilmente, spiega un'altra ricerca pubblicata sulla rivista Cell Metabolism e diretta da Bruce Spiegelman del Dana Farber Cancer Institute e Harvard Medical School di Boston, l'effetto dell'attività fisica sul cervello è dovuto alla molecola chiamata 'irsina'. Una molecola neuroprotettiva che potenzia le funzioni cognitive e che viene prodotta quando si fa sport.

"Questi risultati evidenziano che anche in tempi di ristrettezze finanziarie non paga trascurare l'educazione fisica o ridurla o eliminarla dall'orario scolastico"  conclude Lauren Raine.

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2) A nanna sempre alla stessa ora

Secondo uno studio inglese pubblicato sulla rivista Pediatrics, non è solo importante quanto dormono i ragazzi, ma anche la regolarità con cui vanno a letto. I bambini che vanno a nanna alla stessa ora fin dai 3 anni, all'età di 7 hanno ottenuto prove migliori di lettura, matematica e maggiori abilità spaziali rispetto ai coetanei che vanno a letto a orari disordinati. Un altro consiglio è cercare di far fare ai bambini un sonnellino al pomeriggio. Infatti una ricerca della  University of Massachusetts Amhers ha sottoposto 40 bambini a un test di memeoria ed è risultato che i piccoli che avevano fatto un riposino  riuscivano a ricordare il 10% in più rispetto ai bambini meno riposati.

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3)  E se vostro figlio è adolescente: fatelo dormire di più


Gli adolescenti dovrebbero dormire tra le 8,5 e le 9,5 ore a notte. Lo dicono i pediatri dell'AAP, "American Academy of Pediatrics". Che hanno anche constatato che i ragazzi americani non dormono a sufficienza. Secondo gli esperti la mancanza di sonno contribuirebbe all'insorgere di diversi problemi come obesità, diabete, ansia e anche a disagi comportamentali. Oltre ad abbassare il rendimento scolastico. Ma la soluzione non è quella che sembra più ovvia, cioè mandarli a letto prima. Infatti secondo l'AAP  i giovani in questo periodo della loro vita sono portati ad andare a letto più tardi perché il loro fisico lo richiede, e di conseguenza si svegliano più tardi la mattina. Gli adolescenti tendono infatti a non addormentarsi prima delle 23. Tirarli giù a forza dal letto significa solo privarli del riposo necessario. I pediatri americani propongono quindi di far incominciare le lezioni non troppo presto, non prima delle 8.30. In questo modo migliorerebbe anche il loro rendimento scolastico, infatti dai test e dagli esami sostenuti, risulta che i ragazzi che dormono di più ottengono risultati migliori.

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4) Attenzione ai chili di troppo: riducono l'intelligenza

  L'obesità nei bambini fa male non solo alla salute ma anche alla loro resa scolastica. Lo dimostra uno studio presentato al workshop di econometria sanitaria all'Università di Padova, da Paolo Castelnovo dell'Università Statale di Milano, che ha analizzato 4368 soggetti di 34 anni e 3699 di 10 anni. L'esperto ha preso in considerazione svariate abilità cognitive, sottoponendo i campioni a vari test diversi per le differenti età, per esplorare capacità linguistiche, di memoria numerica e di logica. 

E' emerso che, sia a 10 sia a 34 anni, le abilità intellettive risultano ridotte dall'eccesso di peso. Al crescere dell'indice di massa corporea, decrescono le capacità mentali.
"Inoltre, avendo a disposizione informazioni sul peso di un individuo quando questo aveva 10 e 34 anni, abbiamo studiato l'effetto sulle abilità cognitive di eventuali cambiamenti nel tempo della condizione di peso di ciascuno, ossia se l'individuo inizialmente normo-peso diveniva obeso o viceversa, o se rimaneva normo-peso o in sovrappeso.  E' emerso  che l'incremento di peso è associato negativamente al risultato del test effettuato a 34 anni, mentre alla perdita di peso nel corso degli anni non segue un miglioramento significativo delle abilità cognitive" dice Castelnovo.
"Nel nostro lavoro abbiamo dimostrato che l'obesità è un agente causale della riduzione dell'intelligenza" conclude l'esperto.

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5) Alla mattina assicuratevi che vostro figlio faccia una buona colazione


Uno studio condotto dall’American Dietetic Association ha evidenziato che i bambini e gli adolescenti che fanno quotidianamente una prima colazione ricca e bilanciata sono più attenti a scuola e ottengono prestazioni intellettuali e sportive migliori per tutta la mattinata. Al contrario, i bambini che saltano, o che mangiano poco, sono meno concentrati e rendono meno. 

Inoltre un altro studio pubblicato sulla rivista Pediatrics ha messo in evidenza che più i bambini fanno una buona colazione e meno rischiano di ingrassare (e i chili di troppo, come abbiamo visto prima, riducono le capacità mentali).

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6) Cucinate spesso il pesce: migliora la memoria


Lo dimostra uno studio pubblicato sulla rivista Plos One e condotto da Alex Richardson e Paul Montgomery della Oxford University su un campione di 493 bimbi di 7-9 anni.
Gli esperti hanno trovato che i bimbi con alti livelli di grassi omega-3 nel sangue vanno meglio a scuola, in particolare nella lettura e nella memorizzazione delle nozioni apprese. Gli omega-3 sono un nutriente importantissimo per il cervello e si trovano soprattutto nel pesce. Già in passato alcuni studi dello stesso gruppo di ricerca hanno evidenziato che dando integratori di grassi omega-3 aumentano alcune capacita' cognitive, di apprendimento e memoria. In questo studio sono andati a vedere quanto pesce mangiavano i bambini e poi quanti omega-3 avevano nel sangue. Hanno confrontato questi dati con le loro capacità a scuola e visto che più alti erano i livelli di omega-3 nel sangue, maggiore il loro rendimento nella lettura e nella memoria.

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7) Non riempitegli il pomeriggio di attività: la noia e il gioco libero sviluppano l'intelligenza

I bambini che seguono troppi corsi sono meno autonomi nel risolvere problemi rispetto ai coetanei lasciati liberi di giocare e sperimentare. Lo dimostra uno studio di Yuko Munakata della University of Colorado (Usa) e pubblicato sulla rivista Frontiers of Psychology.
Si tratta, sostengono gli autori del lavoro, del primo studio che esamina scientificamente la questione di come le attività organizzate e fisse, come il corso di pallavolo o le lezioni di musica o di inglese, possano influenzare lo sviluppo neurale dei bambini.

E' sempre più acceso il dibattito su quale filosofia sia meglio adottare per crescere i propri figli: quella della ''mamma tigre'' che gli riempie la settimana di corsi ed attività, o quella della ''mamma ruspante'' con meno ansie e meno velleità di inquadrare e controllare la crescita e lo sviluppo intellettivo dei propri figli.

Gli psicologi Usa hanno voluto misurare quale stile genitoriale sia meglio per lo sviluppo neurale del bambino. Per farlo hanno coinvolto 70 bimbi di 6 anni chiedendo ai genitori
di compilare un diario dettagliato delle attività dei figli. Poi hanno diviso i bimbi in due gruppi a seconda che fossero superimpegnati e bimbi invece più liberi da attività extrascolastiche. Hanno sottoposto i piccoli a una serie di test cognitivi per misurarne l'autonomia esecutiva nel perseguimento di obiettivi e visto che i bimbi troppo pressati tra corsi e lezioni sono alla fine quelli che ''rendono meno'' quanto a capacità di raggiungere obiettivi in modo autonomo e autogestito. La libertà di gioco e anche la sana noia, quindi, fanno più di tanti corsi sullo sviluppo dell'intelligenza del bambino.

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8) Limitate il tablet e giocate con lui alle costruzioni: sarà più bravo in matematica

Costruzioni, puzzle e i giochi manuali in generale,  insegnano meglio la geometria e la matematica di tablet e smartphone. Lo afferma una ricerca dell'università del Delaware pubblicata da Trends in Neuroscience and Education.
 Gli autori hanno passato in rassegna diverse ricerche da cui è emerso che i giocattoli fisici sono in grado di insegnare i principi base della scienza. In un esperimento su bambini di 3
anni è emerso ad esempio che quelli che sanno impilare le costruzioni con l'esatto ordine di dimensioni e colori sono anche i più abili nelle addizioni.

''Il ragionamento spaziale, cioè l'abilita' di visualizzare e manipolare gli oggetti, è importante in molte discipline scientifiche, a partire dall'ingegneria" scrivono gli autori dello studio, coordinati da Brian Verdine. Quando il gioco coinvolge i genitori, inoltre, il dialogo è un'opportunità ulteriore per apprendere altre nozioni''. Questa funzione, spiega lo studio, non può essere svolta dai dispositivi elettronici, tablet, smartphone e pc.

'' Inoltre i bambini che passano più tempo davanti agli schermi hanno difficoltà di attenzione e punteggi più bassi nei test di linguaggio''.

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9) Evitate i litigi di coppia davanti a vostro figlio: lo sviluppo del suo cervello potrebbe risentirne

Le liti di mamma e papà di fronte ai figli mettono a rischio il corretto sviluppo mentale dei bambini, con ripercussioni notevoli negli anni a venire. Lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista NeuroImage da ricercatori dell'Università East Anglia.

Lo studio, condotto da Nicholas Walsh, mostra che i bambini esposti prima degli 11 anni  a liti o a silenzi carichi di tensione tra genitori, presentano, quando sono più grandi, alcune differenze nel cervello rispetto a bimbi che sono cresciuti in un clima familiare sereno.

Gli esperti hanno osservato il cervello di 58 adolescenti sulla cui infanzia i genitori avevano riferito informazioni, specificando se nel corso dei primi 11 anni di vita i ragazzi erano stati esposti a litigi in famiglia. E' emerso che i giovani 'traumatizzati' da un clima familiare burrascoso presentavano un cervelletto di ridotte dimensioni, parametro anatomico già precedentemente collegato al rischio di disturbi psichiatrici.
Non servono grossi traumi, conclude Walsh, bastano piccoli litigi magari ripetuti nel corso dell'infanzia per compromettere lo sviluppo cerebrale del bambino.

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10) Leggetegli le fiabe della buona notte, imparerà a leggere senza difficoltà


Leggere ad alta voce le favole contribuisce a stimolare l'apprendimento. Una ricerca coordinata dal pediatra Barry Zuckerman, docente presso la Boston University, ha dimostrato che i figli dei genitori che leggevano ad alta voce le fiabe avevano acquisito delle capacità linguistiche superiori riscontrabili già nei primi anni di scuola. Una marcia in più non soltanto in una maggiore proprietà di linguaggio ma anche nell'imparare a leggere prima degli altri. 
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