Scuola primaria

Anna Oliverio Ferraris: l'importanza della socializzazione in classe

scuolaattiva
10 Aprile 2018
Impostare le lezioni in maniera attiva, organizzare lavori di gruppo, favorire la socializzazione degli alunni, non solo aiuta l'apprendimento, diminuisce il bullismo, ma anche prepara i bambini al mondo del lavoro. Ce ne parla la psicologa Anna Oliverio Ferraris, una delle relatrici al convegno "La lezione non serve" che si terrà a Milano sabato 14 aprile. 
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Perché l'apprendimento sia efficace è necessario che la scuola sia un luogo accogliente in cui gli alunni stiano bene sia con gli insegnanti, sia con i compagni.

E per questo, ci spiega Anna Oliverio Ferraris, psicologa e docente di psicologia dello sviluppo all'università di Roma e relatrice al convegno del CPPP "La lezione non serve", sono necessari due requisiti fondamentali: primo, le lezioni devono essere "attive", secondo, gli insegnanti devono favorire la collaborazione tra gli allievi e non la competizione.

 

 

Lezioni attive: una volta si imparava lavorando

"L'importanza di tenere lezioni in cui gli alunni partecipano attivamente non è un tema nuovo, ne parlavano già Maria Montessori, Jean-Jacques Rousseau e altri pedagogisti. 

 

D'altronde la scuola con la sua lezione di tipo frontale è invenzione recente.

Fino all'Ottocento la famiglie ricche educavano i bambini in casa con precettori, mentre gli altri mandavano i figli a bottega. Ed è proprio dalle botteghe che sono usciti artisti quali Michelangelo, Raffaello, e tanti altri abilissimi artigiani. 

 

In bottega il sapere era trasmesso attraverso il lavorare insieme al maestro.

Era un apprendimento attivo.

Poi con l'introduzione della scuola dell'obbligo si è passati al modello passivo.

 

Ma ormai, oltre alle intuizioni dei grandi pedagogisti del passato, sono numerosi gli studi e le ricerche che hanno dimostrato la scarsa efficacia di questo tipo di insegnamento. Eppure nonostante ciò si continua con la lezione frontale.

Il motivo?  Perché è più semplice e richiede meno sforzo da parte degli insegnanti.

E' più veloce scrivere alla lavagna una serie di operazioni matematiche da risolvere che lavorare insieme alla classe, facendosi delle domande a partire da situazioni pratiche, fino ad arrivare a risolvere i problemi in maniera induttiva.

Nei Paesi del Nord Europa le lezioni attive sono una realtà già da anni.

 

Per fare botanica si va nel bosco, anche d'inverno, poi in classe si approfondisce, ma partendo da un'esperienza reale.  E' il modo migliore per invogliare bambini e ragazzi sia a stare attenti in classe sia a studiare" .

 

La scuola: palestra di socializzazione e di team building

"I bambini vanno a scuola soprattutto per stare con i compagni. Per questo la scuola si può anche considerare il luogo dove si impara a convivere con gli altri.

Lo psicologo americano Thomas Gordon nei suoi studi sull'educazione ha dimostrato quanto è più efficace l'apprendimento in un bambino se si trova bene con i compagni di classe. 

 

Ecco perché è importantissimo che gli insegnanti prestino attenzione ai rapporti tra gli alunni. Devono essere dei facilitatori di realzioni.

 

Gordon suggerisce per esempio la tecnica del circle time da programmare in classe una volta alla settimana. I bambini si mettono in cerchio e parlano dei problemi vari. In questo modo imparano ad ascoltare,  a rispettare punti di vista diversi e a esprimere le proprie idee. Questa è una pratica molto utile per sviluppare la tolleranza. 

 

Un'altra pratica molto utile può essere un corso di musica.

Si è visto che nelle scuole dove si fa orchestra (o in alternativa coro) c'è meno aggressività e non ci sono episodi di bullismo. Perché i bambini sono chiamati a fare qualcosa di bello tutti insieme, ognuno deve dare il proprio contributo, tutti sono importante.

Può funzionare anche fare teatro o qualsiasi altro lavoro artistico purché sia di gruppo e richieda la partecipazione di tutti. Infatti, l'insegnante deve stare molto attento che nessuno rimanga da parte, bisogna suddividere i compiti, altrimenti vanno avanti solo i più grintosi. 

 

E in generale i docenti dovrebbero cercare di organizzare il più possibile lavori di gruppo sulle materie di studio. Così non solo si favorisce l'apprendimento dei bambini, diminuisce il bullismo, ma anche li si prepara al mondo del lavoro, che è un mondo attivo, in cui saper fare team building (cioè lavori di gruppo) è una delle competenze più importanti e più richieste" conclude Anna Oliverio Ferraris.

 

 

Info

Convegno: "La lezione non serve. La scuola come comunità di apprendimento".

Quando: 14 aprile 2018

Dove: Milano presso il Teatro Carcano, Corso di Porta Romana, 63

Iscrizioni: cppp.it