Deficit d'attenzione

Bambini vivaci o iperattivi?

bambini_spalliera
05 Ottobre 2010
Questa è la settimana europea di informazione sull'Adhd, la sindrome del deficit dell'attenzione, una malattia neurobiologica che si manifesta con sintomi di disattenzione, impulsività/iperattività, facile perdita della concentrazione.
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Sono agitati e distratti. Il loro comportamento è spesso “sopra le righe”. A casa come a scuola, perdono la concentrazione, si stancano e si annoiano facilmente. Si fa fatica a fargli fare i compiti. Sono solo bambini vivaci e disattenti oppure soffrono di deficit dell'attenzione?

"L'Adhd (Attention Deficit Hyperactivity Disorder ovvero Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività) è un disturbo di origine neurobiologica - spiega il professor Paolo Curatolo, Primario dell'Università degli Studi di Roma Tor Vergata -. E' caratterizzato da un marcato livello di disattenzione e da una serie di comportamenti che denotano iperattività e impulsività, più seri e frequenti di quanto tipicamente venga osservato in individui a un livello paragonabile di sviluppo".

"Pertanto - continua Curatolo - i bambini affetti da Adhd non riescono a controllare le loro risposte all'ambiente, sono disattenti, iperattivi e impulsivi, fino a compromettere la loro vita di relazione e scolastica".

La diagnosi dell'iperattività è complicata e il dibattito ferve, all'estero e in Italia, anche sulle cure. Negli Usa la diagnosi di Adhd viene fatta a otto bambini e adolescenti su 100, cioè tanti. Non solo: il ricorso ai farmaci (molto controversi: metilfenidato e in alcuni casi l'atomoxetina, per il primo si parla ad esempio di danni cardiovascolari e per il secondo di un aumento del rischio di suicidio), rispetto alla psicoterapia, è molto frequente perché i costi sono meno elevati.

Ma le voci dissenzienti si fanno sentire. Ben il 20% dei 5 milioni di bambini americani diagnosticati come iperattivi non lo sono affatto, sostiene una recente ricerca, da poco pubblicata sul Journal of Health Economic e condotta su 12mila bambini Usa. L'autore dello studio ha rilevato che i bambini più 'giovani' della classe (in prima ci si va a sei anni e mezzo ma anche a cinque) hanno il 60% delle probabilità in più di ricevere una diagnosi di Adhd.

In Italia le diagnosi di Adhd sono decisamente inferiori rispetto a Oltreoceano: le stime dell'Istituto superiore della sanità (Iss) parlano dell'1% dei bambini e adolescenti (70mila) affetti da deficit dell'attenzione, altre stime sostengono attorno al 3% (250mila bambini). Per evitare il ricorso eccessivo ai farmaci possono fare una diagnosi e prescrivere le cure solo uno dei Centri (sono 120) iscritti a un registro dell'Iss che devono operare secondo criteri prestabiliti per il percorso diagnostico e terapeutico.

Per promuovere una maggiore conoscenza del disturbo è stata organizzata dal 18 settembre una settimana di informazione. In Italia da Aifa Onlus (Associazione italiana famiglie ADHD), ideata a a livello internazionale da Adhd Europe.

In Italia opera anche un'associazione, 'Giù le mani dai bambini', secondo la quale i farmaci non andrebbero mai dati e i problemi risolti con psicoterapia.

 

Contatti utili

  • Istituto Superiore di Sanità, Gruppo di lavoro sull’Adhd, email: adhd@iss.it; www.iss.it/adhd;

  • Giù le mani dai bambini, Comitato nazionale per la farmacovigilanza pediatrica, email: info@giulemanidaibambini.org; www.giulemanidaibambini.org;

  • AIFA (Associazione italiana famiglie ADHD), email: presidenza@aifa.it, www.aifa.it.

 

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