Scuola e Dsa

Certificazioni DSA (Disturbi specifici di apprendimento): troppe e frettolose. L'allarme di Federico Bianchi di Castelbianco

scuola
02 Luglio 2015
Il bambino ha difficoltà a scuola? Attenzione a non trasformare subito queste difficoltà in 'etichette' diagnostiche. Le certificazioni per i disturbi specifici dell'apprendimento DSA rischiano infatti di peggiorare la situazione se non si basano su diagnosi estremamente accurate e precise. A lanciare l'allarme è Federico Bianchi di Castelbianco, psicologo psicoterapeuta e logopedista
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Le certificazioni per i disturbi specifici dell'apprendimento (DSA in cui rientrano dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia in base alla Legge n. 170, dell'8/10/2010) rischiano di essere controproducenti per i bambini se non si basano su diagnosi estremamente accurate e precise. 

 

A lanciare l'allarme è Federico Bianchi di Castelbianco, psicologo psicoterapeuta e logopedista, Direttore dell’IdO (Istituto di Ortofonologia) di Roma, che ne parlerà al primo Festival dell'educazione di Viterbo

 

Che cosa può comportare una diagnosi e certificazione generica di DSA se non rispecchia il disturbo specifico di apprendimento del bambino?

 

“La diagnosi è importantissima e nel caso in cui sia sbagliata 'massacra' il bambino: farlo entrare in una categoria grave, se non è davvero così, causa danni enormi. Tutte le patologie hanno bisogno di un processo diagnostico che non si deve basare sui semplici sintomi ma è fondamentale rintracciare le cause", per poi adottare strategie differenziate.

 

'Ci ha messo tanto per leggere, dunque è dislessico': questa è una affermazione sbagliata, perché i sintomi possono essere analoghi ma non avere le stesse origini”, sostiene Federico Bianchi di Castelbianco. 

Quanti alunni in Italia hanno la certificazione DSA?
Impennata delle certificazioni DSA nell'anno scolastico 2011-2012, rispetto all'anno precedente. A riscontrarlo è lo stesso ministero dell'istruzione in una relazione sul tema.
In particolare, si rileva che gli alunni della scuola primaria con certificazione DSA sono aumentati del 24% rispetto all'anno prima, a 27.279, quelli della scuola secondaria di primo grado del 39% (38.549 alunni) e quelli della scuola secondaria di secondo grado del 54% (24.203). Tale incremento è maggiormente indicativo, conclude il Miur, se si considera il decremento nel totale degli alunni iscritti. 

 

Quali sono i casi più comuni in cui si parla erroneamente di dislessia, secondo lei?

 

 

“Alcuni bambini, per esempio, che vanno a scuola a cinque anni vengono etichettati come DSA perché faticano a leggere e sono lenti o fanno errori in base al test per la dislessia ma non lo sono affatto. Questo abbiamo potuto verificarlo nel nostro progetto “Ora sì” del 2010, quando siamo stati invitati a valutare l'operato a scuola su 1.200 alunni dove erano stati individuato circa l'11 % di casi di DSA. Dopo un anno di osservazione la percentuale è calata al 6 %. Per quanto riguarda, invece, la prima classe, tra gli iscritti a cinque anni, è stato identificato quasi il 14% con disturbi di apprendimento e un 3 %  tra gli alunni di sei anni.
 
Insomma, spesso, la causa reale della difficoltà è l'immaturità del bambino: tra gli anticipatari, ci sono quelli che non hanno raggiunto i prerequisiti necessari per avvicinarsi alla letto-scrittura e non sono riusciti a cavarsela. Pochi anticipatari sono davvero pronti per leggere e scrivere, per gli altri è uno sforzo enorme anche se dotati e senza alcun deficit.

 

C'è poi il bambino che ha grosse difficoltà, per esempio, e fatica a scrivere ma quando la maestra si mette accanto a lui, improvvisamente 'sembra miracolato'! In questo caso, una serie di sintomi che potrebbero indicare la dislessia, sono causati invece dalla paura e dall'ansia da prestazione”. (Leggi anche: Come si tiene la disciplina in classe? Con lezioni coinvolgenti)

 

Nell'ambito della scuola, in quali altri casi può capitare che la certificazione presentata non valuti correttamente il bambino?

 

“Tra questi casi rientrano anche i bambini plusdotati che sono circa 500mila su una popolazione scolastica di 10 milioni ma soltanto 3.000 sono riconosciuti come tali. E spesso vengono etichettati come DSA o anche come bambini con il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività, ADHD. Come mai questo accade? Per il fatto che escono dalla regola: questi bambini catalogati vanno dallo specialista che si occupa della diagnosi, non è quindi colpa degli insegnanti.

 

Un bambino che ha un quoziente di intelligenza (QI) molto alto, 130, è anni luce avanti, e se gli viene diagnosticato, per esempio, il disturbo ADHD va in depressione perché è intelligente.

 

Inoltre, è importante anche considerare che chi non riesce a stare attento e a concentrarsi, a volte non ce la fa perché dipende dallo stato di quel momento. In ogni caso, se un bambino ha le strutture organizzative e cognitive per concentrarsi, la domanda da porsi è 'perché non le mette in atto? E poi, è fondamentale cercare i motivi”. (Leggi anche: Scuola, 8 regole d'oro per aiutare il bambino a concentrarsi

 

Come deve essere una diagnosi accurata di DSA?

 

“La regola vincente per una buona diagnosi è quella di fare una serie di ipotesi da verificare nel tempo, non può essere una valutazione statica. E' importante tenere conto dell'origine del problema e lavorare su causa ed effetto.

 

La diagnosi deve essere completa, non solo due righe. Quindi, tutti coloro che si occupano di certificazioni dovrebbero fare una riflessione, poiché i numeri sono alti. Tra l'altro, una diagnosi sbagliata danneggia la vita dell'alunno in classe: le maestre non si fanno completamente carico dei bambini perché hanno la certificazione”.

 

E la famiglia? Come dovrebbe agire se vede che il figlio ha qualche difficoltà?

 

"Oggi, spesso, i genitori si sentono inadeguati se il figlio ha qualcosa: chiedono la certificazione, così non dipende più da loro. C'è anche chi pensa che se il bimbo ha qualche disturbo di apprendimento, a scuola, almeno, lo manderanno avanti. Ma non va bene scambiare eventuali lacune culturali e scientifiche per un deficit che non è reale.

 

E' importante che anche il genitore cerchi di verificare l'origine del problema del figlio prima di pensare alla certificazione. A volte, le difficoltà nella letto-scrittura, per esempio, sono legate alla disorganizzazione e, in questo caso, anche la famiglia può dare un aiuto ad aggirarla”. 

 

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