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Compiti delle vacanze: come organizzarsi. L'agenda mese per mese

Di Alessia Calzolari
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09 Giugno 2017 | Aggiornato il 15 Giugno 2018
Ecco come affrontare i compiti delle vacanze, per fare in modo che lo studio sia proficuo ed evitare estenuanti sessioni di recupero per finirli in tempo prima di tornare a scuola
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Non c’è estate senza compiti delle vacanze: c’è chi convince i figli a farli tutti non appena finisce la scuola, in modo da finirli entro giugno; chi lotta ogni giorno invano con il proprio pargolo per fargli fare almeno una paginetta e che si ritrova poi a dover fare estenuanti sessioni di studio a settembre per recuperare; chi, invece, decide che i compiti non hanno senso e scrive un’accorata giustificazione per il rientro sui banchi.

Cosa accomuna questi diversi approcci? Lo stress di dover gestire “l’affair compiti delle vacanze”. Silvia Caffulliideatrice e coordinatrice del progetto Io studio sereno, assistente sociale e counselor, fornisce alcuni spunti e trucchi per poter passare un’estate riposante, rilassante, divertente e godendosi la famiglia, nonostante i compiti.

 

 

Strategie organizzative

«Quello che fanno di solito gli studenti è iniziare una materia, finirla e poi passare a un’altra». Ma Silvia Caffulli spiega che, in realtà, si tratta di una strategia poco funzionale: «Quello che succede, è che se ad esempio si inizia con italiano a giugno, poi non si ripasserà più per i successivi tre mesi e, al momento di tornare a scuola, le materie fatte per prime saranno svantaggiate: ormai i concetti appresi saranno stati dimenticati. L’ideale sarebbe, quindi, alternare le materie su più giorni o addirittura alternare più materie in un’unica giornata, in base al tempo a disposizione, per tutta la durata delle vacanze

 

Organizzazione in pratica

Una prima ipotesi potrebbe essere, ad esempio, la seguente suddivisione:

 

  • Lunedì: italiano
  • Martedì: matematica
  • Mercoledì: storia
  • Giovedì: inglese
  • Venerdì: geografia

In alternativa, se c’è abbastanza tempo durante le giornate - che spesso sono occupate da centri estivi, oratori, colonie, campus, etc. – si potrebbe anche concordare con il proprio bambino un programma tipo questo:

 

  • Lunedì: due pagine di italiano; due pagine di storia; due pagine di geografia;
  • Martedì: due pagine di matematica; due pagine di scienze; due pagine di inglese;
  • Mercoledì: due pagine di storia; due pagine di arte; due pagine di italiano;
  • Giovedì: due pagine di inglese; due pagine di matematica; due pagine di scienze;
  • Venerdì: due pagine di geografia; due pagine di arte; due pagine di matematica.

«L’ordine delle materie da fare dovrebbe essere discusso e deciso con i bambini, alternando le materie preferite con quelle meno amate. Bisogna, inoltre, assicurarsi di rispettare i ritmi e i talenti del bambino e tenerne conto per calibrare il carico di lavoro dei singoli giorni, per stare nei tempi concordati: chi ha un figlio bravissimo in matematica, ma poco incline della scrittura potrebbe unire le due materie in una stessa giornata, ma magari evitare di aggiungere anche lo studio di 15 pagine di storia.»

 

«Quello che si potrebbe fare, soprattutto se i figli sono più piccoli, è costruire con mamma e papà un tabellone con i giorni della settimana per tutti e tre i mesi di vacanza. Ogni giorno di compiti fatti senza capricci, si riceverà un simbolo – una faccina sorridente, un adesivo, una stellina… e dopo aver accumulato un determinato numero di bollini (anche questi concordati in precedenza), ad esempio dieci, ci sarà un premio».

Attenzione, però, l'esperta avverte di non usare un oggetto o del cibo come ricompensa, ma di sfruttare il premio in maniera educativa (senza che lo sembri): «La classica caramella o il gelato andrebbe sostituito con qualcosa di speciale, del tempo dedicato alla famiglia, un’esperienza, ma legato a quanto si sta imparando. Se, ad esempio, tra i compiti c’è lo studio dei pesci, si potrebbe organizzare una gita all’acquario cittadino».

 

 

Ma non sono vacanze?

«L’estate è comunque un momento in cui staccare, riprendersi dalle fatiche di nove mesi fatti di scuola, sport, catechismo, attività pomeridiane divertenti e fondamentali, ma stancanti. Vanno assolutamente previsti e concordati con i bambini dei giorni di riposo. Possono essere il classico sabato e domenica, ma anche il lunedì, il giovedì e la domenica o dei giorni scelti di comune accordo tra genitori e figli, in base a impegni e attività che si svolgeranno durante l’estate».

 

Compiti e centro estivo: sì o no?

Molto spesso i bambini frequentano, almeno per qualche settimana un centro estivo, un campus tematico, un oratorio feriale: come conciliare queste attività con i compiti? «Sarebbe opportuno che i genitori si informassero se il centro prevede lo spazio fisico – una stanza silenziosa, dei tavoli spaziosi, un ambiente illuminato adeguatamente – e mentale – cioè un lasso di tempo in cui non sono previste altre attività – in cui bambini e ragazzi possano concentrarsi sui compiti. Assolutamente da evitare di infilare i compiti nello zainetto e chiedere al proprio figlio di tentare di farli nei momenti di pausa o quando riesce: innanzitutto è difficile trovare il tempo e lo spazio, le giornate hanno un’organizzazione spesso piuttosto schematica e ferrea. Si rischia, inoltre, di mettere il bambino in difficoltà ed esporlo a sensi di colpa perché non è riuscito a fare i compiti oppure farlo studiare in un ambiente poco adatto e, magari, circondato da bambini che giocano e fanno rumore, compromettendo anche la qualità dello studio.»

 

«Patti chiari, amicizia lunga.»

Nel caso non ci sia modo di fare i compiti al centro estivo vale il vecchio adagio. «Concordate con il bambino un’ora di orologio di riposo e gioco libero dopo il centro estivo e poi un lasso di tempo ben definito – potrebbe essere un’ora, così come due o tre – con un orario di inizio e di fine dedicato ai compiti». Insomma, evitate il generico “adesso facciamo i compiti”, che potrebbe essere benissimo una frase da film dell’orrore, ma concedete ad esempio dalle 16 alle 17 il gioco libero o il riposo a cui seguono, dalle 17 alle 19, i compiti.

 

I compiti da fare mese per mese

Difficile, secondo la coordinatrice del progetto Io studio sereno, stilare un vero e proprio calendario, ma alcuni capisaldi si possono trovare. «L’ideale, almeno in linea teorica, è distribuire il carico sui tre mesi».

 

Giugno

«Almeno per 10-15 giorni dalla fine della scuola non esistono compiti e ci si dimentica della scuola. Ricordatevi di comunicare a vostro figlio qual è il giorno X in cui si riprenderà a studiare, magari segnandolo anche sul calendario, in modo che non si trovi sorpreso e spaesato, dopo un periodo libero, a dover tornare sui libri. Se, ad esempio, la scuola finisce il 9 giugno, fino al 25 il bambino può dedicarsi al 100% alle vacanze, ma deve sapere sin da subito che il 26 si inizia con i compiti estivi. Passati questi giorni di zona franca, si organizzerà insieme il lavoro, suddividendolo sui diversi giorni».

 

Luglio

Questo è un mese dedicato interamente ai compiti, secondo i consigli dati fino a ora. Si alterneranno le materie, i giorni di riposo e le attività didattiche (ma che non sembrano tali) in famiglia per rendere i compiti delle vacanze meno antipatici.

 

Agosto

In questo mese, di solito, si riesce a fare qualche giorno di villeggiatura al mare, in montagna oppure magari un viaggio più o meno lungo con tutta la famiglia. «Nelle settimane di vacanza fuori i compiti vanno sospesi e ci si gode la famiglia e il tempo insieme».

 

Settembre

«Se tutto è filato liscio, i giorni prima di tornare a scuola dovrebbero essere idealmente dedicati solo a un ripasso di quanto fatto durante le vacanze. Per ripassare non è obbligatorio usare solo il libro, anzi, magari potrebbe diventare un modo per imparare a usare uno strumento tecnologico in maniera educativa e usare gli strumenti didattici come libro, appunti, indice. Si potrebbe, ad esempio, fare un piccolo quiz su WhatsApp mandando delle domande sul cellulare del bambino o – se non lo ha ancora – mandandole magari sul cellulare della nonna, se magari passa il tempo con lei».
 

 

Ultime raccomandazioni

«È importantissimo verbalizzare gli accordi in maniera esplicita e informare il bambino su tutti i vari passaggi e le tempistiche. Soprattutto i più piccoli potrebbero fare fatica a capire perché fino al giorno prima potevano giocare in giardino dal mattino alla sera e poi – di punto in bianco, senza spiegazione – la mamma o il nonno, il papà o la tata iniziano ad arrabbiarsi per i compiti da fare».

L'esperta ricorda che è bene organizzarsi, ma bisogna anche tenere conto dei momenti di crisi del bambino, valutando se è reale stanchezza, perché magari ha trascorso un giorno in piscina con l’oratorio feriale, oppure un capriccio.

«Siamo pur sempre in vacanza, manteniamo un minimo di flessibilità, anche sui compiti: così come noi adulti siamo stanchi d’estate o, in generale, dopo una lunga giornata di lavoro, lo sono anche i bambini. Anzi, proprio perché è estate, magari si potrebbe organizzare di fare i compiti con qualche amichetto: si gioca, si fa merenda, si lavora insieme, ma in maniera più vacanziera».

 

Il difficile mondo delle medie

Quanto consigliato fino ad ora vale soprattutto per i bambini delle elementari, che tendenzialmente sono più mansueti e i genitori possono dirigerli di più. «Con i ragazzini delle medie sarà necessario contrattare di più, magari il planning fatto andrà bene per una decina di giorni, prima che il ragazzo lo rifiuti. Anche in questo caso bisogna sempre continuare a verbalizzare i patti fatti e programmare tenendo conto di impegni famigliari, prevedere periodi più e meno intensi».