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Come scegliere la scuola: i consigli sulla scuola dell'infanzia, primaria, secondaria

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19 Gennaio 2015 | Aggiornato il 09 Gennaio 2018
Come scegliere la scuola giusta per il proprio figlio? Di fronte a questa decisione i genitori si trovano in più occasioni: per la scuola dell'infanzia, per la scuola primaria, per quella secondaria di primo e secondo grado. Scuole, insegnanti e metodi d'insegnamento non sono tutti uguali. I consigli degli psicologi dell'Ospedale pediatrico Bambin Gesù

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Come scegliere la scuola giusta alla quale iscrivere il proprio figlio? Che cosa aspettarsi dalla scuola? Ecco i consigli degli esperti di Psicologia Clinica dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, rivolti ai genitori. I consigli riguardano: scuola dell'infanzia, scuola, primaria, scuola secondaria di primo e secondo grado. 

 

La scuola dell'infanzia: una tappa importante della crescita

L'ingresso nella scuola dell'infanzia segna un momento delicato nello sviluppo di ogni bambino. Al di là della struttura da scegliere, scrivono gli psicologi del Bambin Gesù, "è fondamentale che i genitori si dispongano ad accompagnare e sostenere il proprio figlio affinché l'inserimento avvenga nel modo più sereno e armonioso possibile. Si deve realizzare un momento di crescita sia per lui sia per la sua famiglia".


"È importante che in questa fase si rispettino tempi e modalità proprie di ogni bambino, informandolo su cosa troverà - sia per quanto riguarda l'insegnante che per quanto riguarda i compagni, cosa farà e cosa gli verrà chiesto, adattandosi alle sue necessità in maniera elastica, sostenendolo e accompagnandolo in ogni momento importante: primo giorno, incontro con gli insegnanti, esplorazione degli spazi, introduzione alla classe".

 

E aggiungono: "Il bambino deve essere rassicurato sulla capacità dell'ambiente e dell'insegnante di prendersi cura di lui e dei suoi bisogni cioè mangiare, bere, evacuare, riposarsi, ecc.".

 

Che cosa aspettarsi dalla scuola? "L'insegnante della scuola a cui ci si rivolge dovrà illustrare ogni giorno le attività programmate, per rendere l'ambiente prevedibile e rassicurante", sostengono gli esperti.

 

"Al momento dell'iscrizione, sarà anche utile verificare che il bambino disponga di un piccolo spazio-contenitore solo suo - armadietto o altro - dove riporre le proprie cose e averne unico accesso".


La scuola primaria: meglio modulo o tempo pieno?

"La scelta tra modulo e tempo pieno va calibrata, possibilmente, sul particolare bambino, tenendo conto delle sue caratteristiche e delle sue eventuali difficoltà," suggeriscono gli psicologi.

 

In particolare, la scelta del modulo "è indicata per coloro che manifestano difficoltà di attenzione, di apprendimento, oppure che devono effettuare particolari terapie in orario extrascolastico," sostengono gli psicologi.

 

"Il tempo pieno, invece, permette di stare di più in classe tutti insieme. Se si adotta questa soluzione, da un lato si corre il rischio di aumentare lo stress dei ragazzi, in particolar modo quelli che soffrono il distacco prolungato dalla famiglia, ma dall'altro si favorisce l'integrazione tra loro," dicono gli psicologi.

 

Che cosa aspettarsi dalla scuola? "L'importante è che se il bambino si trattiene di più a scuola, non sia subissato di ulteriori compiti da svolgere al di là del normale orario scolastico".


Un ulteriore aspetto da verificare riguarda il metodo di insegnamento utilizzato: soprattutto in caso di scuola primaria, infatti, non deve essere di tipo ‘precoce' rispetto alle normali potenzialità del bambino.

 

Infine meglio "evitare istituti nei quali i professori marciano troppo spediti con il programma da portare a termine. Nella valutazione generale su quale scuola scegliere, quindi, è di fondamentale importanza verificare tutti questi aspetti parlando prima con i dirigenti scolastici e con gli insegnanti della scuola a cui ci si rivolge," concludono gli psicologi.

 

La secondaria di primo grado e il passaggio dalle maestre al corpo docenti

Spesso il passaggio dalle elementari alle medie si rivela problematico, osservano gli psicologi del Bambin Gesù. E' consigliabile individuare scuole vicine a dove si abita, in modo che i ragazzi socializzino anche al di là dei normali orari di lezione.

 

Abitare vicino all'istituto, inoltre, svincola i ragazzi dalla necessità di essere per forza accompagnati dai genitori, consentendogli di raggiungere la scuola autonomamente.

 

Rispetto a prima, infatti, al bambino è richiesta una maggiore capacità di rendersi indipendente e, se il piccolo non è preparato psicologicamente, tale momento può essere problematico.

 

Mentre, infatti, nella scuola primaria il piccolo vede la maestra (o le maestre) come fosse la figura materna supplementare dalla quale sentirsi continuamente approvato o disapprovato, in quella secondaria, dove c'è un maggior numero di docenti, questo rapporto risulta invece frammentato e quindi è più difficile mantenere l'approccio ottimale con ogni professore.  


La scuola secondaria di secondo grado e l'importanza della fase dell'orientamento

"E' importante che la scelta della scuola secondaria sia condivisa quanto più possibile con i ragazzi. I genitori, spesso senza esserne consapevoli, tendono a consigliare i ragazzi in relazione ai propri desideri piuttosto che all'effettivo orientamento del figli," dicono gli psicologi.

 

"E' importante ponderare bene la scelta parlando in primo luogo con loro e ascoltando anche il parere degli insegnanti della scuola media appena conclusa".  

 

"La fase di orientamento è molto importante per la scelta dell'indirizzo scolastico che potrebbe condizionare, se non adatto, la salute psicologica dei ragazzi", dicono inoltre gli esperti di psicologia clinica del Bambino Gesù.

 

Un secondo aspetto, secondo gli psicologi, è importante. I genitori devono verificare se nella scuola si siano verificati episodi di bullismo o meno. Nel caso se ne appurasse l'esistenza, "non allarmarsi, né desistere dall'iscrivere il proprio figlio nell'istituto in questione".

Però "sarà importante prestare maggiore attenzione ad alcuni segnali rivelatori, che possono essere individuati attraverso un'attenta osservazione della classe e delle dinamiche che si creano al suo interno," dicono gli psicologi.

 

Eccone alcuni: si isola un soggetto, si creano gruppi rigidi, si delineano forti personalità di alcuni, dal carattere dominante, si verificano strani movimenti della classe nei momenti di svago e ricreazione.

 

"In presenza di dinamiche di questo tipo, che rivelano distribuzioni non omogenee della leadership dei membri del gruppo, sarà opportuno informare le famiglie e il corpo docente, perché insieme possano ostacolarne lo sviluppo e impedire così l'insorgere del bullismo, concludono gli esperti.

 

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