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Sos compiti, 8 regole d'oro per aiutare il bambino a concentrarsi

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09 Ottobre 2014 | Aggiornato il 29 Gennaio 2018
L'ambiente deve essere tranquillo, il bambino deve essere riposato, lo studio va spezzato con piccole pause ... Ecco alcuni consigli dell'insegnante tedesca Uta Stuecke dal suo libro "Allenare la concentrazione", Erickson, per migliorare la concentrazione dei bambini e ottenere migliori risultati scolastici.

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​La concentrazione, cioè la capacità di controllare e mantenere l'attenzione durante un compito, è fondamentale per poter andare bene a scuola. 
I bambini di oggi sono sottoposti a molti più stimoli rispetto al passato: televisione, videogiochi, smartphone, ma spesso hanno difficoltà a concentrarsi nel fare i compiti o nel seguire le lezioni a scuola.


Per questa ragione Uta Stuecke, insegnante tedesca della scuola primaria, nel libro “Allenare la concentrazione”  (Erickson),  ha messo a punto un sistema di esercizi destinato a genitori e insegnanti, per allenare i piccoli alla concentrazione, proprio come ci sia allena nello sport. 

 

Ecco alcuni consigli dell'autrice per imparare a concentrarsi.

 

1) L'ambiente in cui il bambino studia deve essere tranquillo, senza distrazioni da smartphone e ben ossigenato

Per concentrarsi anche i fattori ambientali sono importanti. Quando un bambino si mette a fare i compiti bisogna assicurasi che la stanza sia ben ossigenata, non ci siano rumori fastidiosi e né distrazioni dal cellulare o altro mezzo di comunicazione.

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2) Il bambino deve aver dormito a sufficienza
Molti bambini sono distratti quando sono stanchi e affaticati. Quindi bisogna assicurarsi che i piccoli riposino la notte un numero di ore sufficienti per la loro età.

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3) Fare delle pause

“Numerose ricerche scientifiche hanno dimostrato che le persone che fanno piccole interruzioni rendono meglio di quelle che studiano senza sosta” dice la Stuecke. Un bambino è in grado di concentrasi bene solo quando ha la possibilità di staccare e riposarsi, perciò è importante prevedere brevi pause di 2-5 minuti almeno ogni 10-15 minuti di studio. I bambini che alternano in modo regolare momenti di lavoro e momenti di pausa imparano in modo più efficace, perché in 10 minuti di lavoro concentrato si produce di più che in 30 minuti seduti distrattamente alla scrivania.

 

4) Meglio studiare la mattina o il tardo pomeriggio. Mai dopo pranzo

E' importante rispettare anche il ritmo quotidiano. In una giornata ci sono momenti in cui si rende di più e momenti che si rende meno.


In linea di massima non si dovrebbe studiare dopo pranzo. Perché il corpo è impegnato nella digestione e la stanchezza che ne deriva compromette la capacità di concentrazione. 
“I momenti migliori per studiare sono la mattina e il tardo pomeriggio. Ovviamente però ognuno deve seguire le sue attitudini, c'è chi rende meglio la mattina e chi la sera. Ciascuno deve trovare da sé il suo momento migliore. 

 

5) Se va male a scuola ed entra in un circolo vizioso che non riesce più a studiare perché demotivato va aiutato a uscirne

L'atteggiamento del bambino verso lo studio influisce la sua capacità di concentrazione.

Se un piccolo si scontra continuamente con insuccessi scolastici la sua motivazione cola a picco: non si sente più in grado di fare niente e potrebbe addirittura sviluppare paura della scuola e dei compiti, entrando così in un circolo vizioso: “non riesco”, “non studio”, “vado male a scuola”...


Per rompere questo circolo vizioso è necessario che il genitore si impegni giorno per giorno ad allenarlo alla concentrazione. Quando un bambino impara a concentrarsi, migliora a fare i compiti e  andrà meglio a scuola.

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6) Allenare la concentrazione: bastano 10 minuti al giorno

Un bambino fa fatica a concentrarsi se non è mai stato abituato a farlo. L'allenamento alla concentrazione deve essere visto dai genitori come un allenamento sportivo. Ogni giorno bisogna abituare il bambino a concentrarsi 10 minuti di seguito. All'inizio per lui sarà faticoso ma col tempo si vedranno i risultati. L'importante è perseverare e non arrendersi se i risultati non arrivano subito.

 


7) Lodare e incoraggiare

Quando un bambino riesce a concentrarsi il tempo stabilito e riesce a raggiungere un obiettivo scolastico, va lodato dal genitore e va incoraggiato nell'ambito in cui si dimostra più abile. "L'adulto non deve soltanto sottolineare i doveri dei bambini, ma anche sostenerli". 

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8) Al bambino non chiedere troppo né troppo poco.
Se si chiede troppo poco si rischia che il bambino non si impegnerà a sufficienza, ma se si chiede troppo, potrebbe perdere subito ogni motivazione e non riuscire a risvegliare il proprio interesse per gli esercizi.

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