scuola primaria

Compiti a casa, sì o no?

Di Antonella Laudonia
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26 aprile 2012
Dopo le polemiche dei genitori francesi (non sconosciute anche alle mamme italiane), pro e contro secondo due esperti nel campo dell'educazione e dello studio, Anna Maria Roncoroni, psicologa e Presidente dell’Associazione Italiana per lo Sviluppo del Talento e della Plusdotazione, e Matteo Rampin, psichiatra e psicoterapeuta, autore del libro Come non farsi bocciare a scuola (Salani Editore)

Dopo la bagarre montata in Francia qualche tempo fa sul tema dei compiti a casa, quando i genitori francesi avevano addirittura proposto il loro boicottaggio per due settimane per riconquistare il tempo libero coi figli, anche da noi non mancano le lamentele delle famiglie, stanche di trascorrere interi week end su quaderni e libri di esercizi dei piccoli scolari, nonostante un'interminabile settimana di lezioni con il tempo pieno, programmi intensi e stressanti.

 

Ne abbiamo parlato con due esperti nel campo dell'educazione e dello studio, Anna Maria Roncoroni, psicologa e Presidente dell’Associazione Italiana per lo Sviluppo del Talento e della Plusdotazione, e Matteo Rampin, psichiatra e psicoterapeuta, autore del libro Come non farsi bocciare a scuola (Salani Editore). Ecco il loro punto di vista, partendo dai pro e dai contro.

 

PRO

  • I compiti a casa servono a fissare e assimilare ciò che è stato spiegato a scuola. I concetti hanno bisogno di essere rielaborati e ripetuti, anche attraverso gli esercizi, complementari alle ore di lezione in classe. (Anna Maria Roncoroni, Matteo Rampin)

  • Insegnano a sviluppare la concentrazione, utile man mano che gli studi si intensificano, col passare degli anni. (Anna Maria Roncoroni)

  • Aiutano a sviluppare le strategie di studio, che non si possono imparare a scuola. Sui banchi è possibile insegnare le tecniche di studio (sottolineare, sintetizzare, schematizzare, ecc. ecc.) ed è bene che queste cose vengano spiegate in classe. Ma poi le metodiche vanno messe in pratica a casa. (Anna Maria Roncoroni)

  • Permettono l'acquisizione di un metodo di organizzazione del tempo e l'apprendimento della nozione di priorità. (Matteo Rampin)

  • Danno la possibilità di mettersi alla prova, e di sviluppare l'autonomia, a patto che si cerchi di svolgerli da soli. (Matteo Rampin)

 

CONTRO

  • I compiti non vanno bene quando sono troppi. Occorre trovare il giusto equilibrio. Se oggigiorno i genitori, per lo più lavoratori, hanno poco tempo da condividere con i figli, e se gran parte di esso viene monopolizzato dai compiti, non rimane più tempo per fare altro: per parlare, per raccontare la giornata, per imparare qualcosa gli uni dagli altri, per guardarsi in faccia, e così via.(Anna Maria Roncoroni, Matteo Rampin)

  • Sono controproducenti quando sono ripetitivi fino all'eccesso nella tipologia di esercizi, senza un minimo di creatività. Bisogna cercare di assegnare attività che aprano la mente, non solo quelle monotone (Anna Maria Roncoroni)

  • Non devono essere svolti sempre con i genitori accanto. E' indispensabile che i figli siano pian piano educati all'autonomia nei compiti. Un genitore troppo presente a lungo andare mina l'autostima del bambino. (Anna Maria Roncoroni)

  • Qualche insegnante ancora oggi usa i compiti a casa come metodo di correzione disciplinare, ma si sa che l'unico effetto che si ottiene è di creare antipatia per la materia in questione (Matteo Rampin)

  • Se sono troppi, richiedono un surplus di lavoro di correzione agli insegnanti stessi, i quali avranno quindi meno tempo in aula per proseguire con il programma. Anche in questo caso possono crearsi meccanismi disfunzionali. (Matteo Rampin)

 

Come conciliare l'esigenza di attività sportiva e di vita all'aria aperta, così sentita con la bella stagione, con i compiti?

"Alcuni insegnanti adottano un metodo interessante, che risponde a questa duplice esigenza. Se la classe è adeguata e all'altezza, accelerano lo svolgimento dei programmi durante l'autunno-inverno, cercando di terminarli entro aprile-maggio così l'ultimo mese e mezzo può essere dedicato a consolidare quanto appreso, senza caricare troppo di compiti gli scolari," dice Anna Maria Roncoroni.

Secondo Matteo Rampin, è "d'aiuto scegliere le attività del tempo libero anche in base al criterio della vicinanza da casa; evitare di sovraccaricare i figli con sport scelti dai genitori per compensare loro desideri più o meno irrealizzati; accompagnare i figli a scuola in bici o a piedi, invece che col macchinone".

Un ultimo suggerimento di Roncoroni: "Non sovraccaricare i bambini di attività extra-scolastiche: questa scelta si ripercuoterebbe sui compiti. Ci sono bambini che fanno anche due o tre attività alla settimana (sport, musica, inglese) e poi arrivano a essere troppo stanchi per svolgere i compiti. L'eccesso di attività, talvolta a ritmi frenetici, provoca abbassamento della soglia di concentrazione. Rieducarli al gioco libero o anche a momenti di relax in casa aiuta i bambini a migliorare l'attenzione".

 

Come la pensi sui compiti a casa? Dì la tua nello spazio dei commenti o confrontati con le mamme del forum nella sezione dedicata alla scuola primaria

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