Apprendimento

Dislessia, in Italia colpiti 350mila scolari

bambini_lettura
29 Ottobre 2008
Fa fatica a leggere, scrive male e non riesce a fare i conti. Uno scolaro svogliato? No, dislessico. Per aiutare questi bambini l'Associazione italiana dislessia, da venerdì in Congresso a Roma, chiede una legge che favorisca l'integrazione didattica degli alunni con disturbi dell'apprendimento.
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Fa fatica a leggere, scrive male e non riesce a fare i conti. Uno scolaro svogliato? No, potrebbe essere dislessico.

Colpa di una disfunzione neurobiologica che interessa le funzioni legate al processo di lettura, scrittura e calcolo, ma senza colpire le funzioni cognitive globali. In questa situazione, secondo le stime, si trovano 350mila alunni italiani dai sei ai 18 anni.

“Un giovane dislessico ha un'intelligenza nella media o superiore – ha detto Roberta Penge, neuropsichiatra e presidente dell'Associazione italiana dislessia (Aid, http://www.aiditalia.org/), alla presentazione ieri in Senato dell'undicesimo congresso nazionale dell'Aid, che si terrà il 31 ottobre nella Capitale - ma per colpa di queste disfunzioni può commettere gravi errori ortografici, avere una grafia poco comprensibile, faticare a leggere i testi, invertire lettere e numeri”.

Per rendere la vita scolastica di questi ragazzi meno faticosa basterebbero semplici accorgimenti: più tempo per i compiti scritti, possibilità di usare un pc o la calcolatrice, non dover copiare dalla lavagna o leggere ad alta voce. Proprio per aiutare questi giovani studenti l'Aid chiede a gran voce una legge per la dislessia. “Una norma che riconosca questo problema e favorisca l'integrazione didattica degli alunni con disturbi dell'apprendimento”. Il problema è che solo un piccolo dislessico su quattro viene riconosciuto e, quindi, aiutato. Ancora oggi questo disturbo sfugge alla diagnosi”, sottolinea la Penge.

Dalla fine della prima elementare ci si può accorgere che probabilmente il piccolo è dislessico, ma i sospetti possono venire anche prima. E' il caso dei bimbi che parlano tardi e in modo confuso e non fanno rime e giochi di parole che appassionano i coetanei. Ma attenzione: solo la metà di questi piccoli - avverte la neuropsichiatra infantile - ha realmente questo disturbo”.

E' importante dire, anche ai genitori, che grazie a un buon percorso terapeutico e scolastico questi piccoli alunni possono superare l'ostacolo dislessia”, assicura l'esperta. Lo dimostrano i tanti dislessici famosi, dagli attori Tom Cruise, Keira Knightley e Orlando Bloom, alla cantante Cher, fino ai grandi 'presunti dislessici' del passato: figure del calibro di Albert Einstein, Winston Churchill e Walt Disney.

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