Scuola e bambini

Educare all'ascolto i bambini della scuola primaria

Di Antonella Laudonia
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02 Agosto 2012
Alcuni consigli per potenziare le capacità di concentrazione dei propri figli che vanno alla scuola primaria. Ne abbiamo parlato con Matteo Rampin, psichiatra e psicoterapeuta, autore del libro Come non farsi bocciare a scuola (Salani Editore).
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Abbiamo chiesto a Matteo Rampin, psichiatra e psicoterapeuta, autore del libro Come non farsi bocciare a scuola (Salani Editore), di rivelarci trucchi e consigli utili da mettere in atto fin da subito per aumentare l'attenzione dei bambini ed educare l'ascolto. Perché un bimbo più attento impara prima e meglio.

Educare all'ascolto i bambini delle scuole elementari:

 

  • Evitare l’uso eccessivo di giochi elettronici, che sono tarati su tempi velocissimi e abituano a scenari in continua evoluzione. Meglio che i bimbi trascorrano il proprio tempo giocando insieme ai coetanei, facendo attività fisica, studiando o seguendo dei corsi, ma anche non facendo niente (semplicemente oziando);

  • Abituarli all’ordine nello spazio fisico, per esempio a riconoscere il valore simbolico degli spazi (“Qui è lo spazio dei genitori, qui è lo spazio tuo, qui c’è un confine; in casa si può parlare ad alta voce, sulle scale e nei negozi non si può gridare”, ecc.);

  • Incoraggiare all’apprendimento di poesie a memoria; per imparare a memoria occorre focalizzare l’attenzione;

  • Favorire giochi che insegnano l’attesa, l’immobilità, la concentrazione (gli scacchi sarebbero l’ideale);

  • Trovare il modo di farsi spiegare le cose (non semplicemente ripetere) che sono state insegnate, quasi invertendo i ruoli (il modo migliore per imparare qualcosa è insegnarla), o chiedere ai bambini di insegnare o ripetere gli argomenti ai fratellini più piccoli o ai nonni.

 

Consigli generali, validi per tutti i bambini

 

  • Fare in modo che i bambini trascorrano del tempo con i nonni, perché le persone anziane hanno ritmi più lenti, in genere non sono ossessionate dalla frenesia di dover stare dietro a mille impegni, e possono essere “più presenti” senza sentire la necessità di affidare i piccoli alla televisione;

  • Avviare allo studio di uno strumento musicale o al canto corale, che permettono di acquisire una “disciplina del tempo” e affinano l’orologio interno che regola tutte le funzioni psichiche, compresa l’attenzione;

  • Chiedere ai bambini di raccontare quello che è successo, quello che hanno fatto, le cose che hanno visto a scuola. Raccontare è un modo per imparare a mantenere l’attenzione su un filo logico;

  • Incoraggiare alle arti figurative, al disegno, all’uso dei colori, alla composizione di mosaici con tessere di carta o chicchi di riso, all’uso del collage;

  • Se si vuole tener desta l’attenzione occorre puntare sulle storie e sulle narrazioni; qualsiasi materia esposta in forma narrativa viene ascoltata e ricordata meglio;

  • Prevedere pause durante le lezioni o lo studio ogni 45 minuti; insistere quando i bambini sono stanchi è controproducente;

  • Quando possibile, creare un clima di sana competizione, per esempio dividendo la classe in squadre e premiando i vincitori di una gara incentrata sulla materia in questione;

  • In aula, ricordarsi di collegare il più spesso possibile ciò di cui si parla, a situazioni che riguardano o interessano direttamente l’età degli scolari; l’attenzione dei bambini si accende quando si parla del loro mondo, di un loro coetaneo, di un coetaneo che loro conoscono, di loro stessi;

  • Gli insegnanti che puntano molto sulla relazione, prima che sul contenuto di ciò che insegnano, guadagnano in efficacia e in efficienza. L’umorismo è un ottimo sistema per tenere alta l’attenzione;

  • Evitare gli ordini in negativo come “non distraetevi”, “non dormite”, “non dovete pensare alla partita”, perché spesso ottengono l’effetto opposto.