Scuola primaria

I bambini imparano la matematica giocando

Di Daniela Ovadia
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29 Settembre 2014
Il movimento aiuta i bambini ad apprendere la matematica. Li aiuta anche fare esperienze e applicare concetti astratti alla vita quotidiana. E’ utile inoltre anche sviluppare l’autostima e non mettergli nella testa che la matematica è una materia difficile
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La matematica si apprende con l’azione, lo sport, il movimento

Per far amare la matematica, niente di meglio di una sana corsa in cortile o una partita di pallone. È paradossale ma è quanto affermano gli esperti che hanno studiato in che modo il nostro cervello recepisce i concetti aritmetici e matematici e li rende facilmente fruibili al bambino. Leggi anche Sport, scegli quello più adatto al bambino

 

“L'azione è fondamentale per lo sviluppo delle categorie mentali primitive” spiega Giuseppe Pea, docente di matematica e statistica all'Università di Brescia che da anni studia l'influenza dell'educazione ricevuta a casa sull'apprendimento della matematica. “Tra queste vi sono i concetti di spazio e tempo e lo sviluppo della logica, tutti coinvolti nell'apprendimento della matematica”.

No alla ‘mamma chioccia’: bambini più liberi di sperimentare e sbagliare

Mamme e papà tendono a essere sempre più iperprotettivi, a volte perdendo di vista la differenza tra “proteggere” il bambino e impedirgli di crescere facendo le proprie esperienze e commettendo i propri errori. Leggi anche 10 modi pratici per educare tuo figlio all'autonomia

 

Tutto ciò si ripercuote anche sui suoi risultati scolastici e sull'amore per lo studio, poiché è molto difficile amare una materia nella quale si prendono brutti voti: “Abbiamo notato che in Italia le prestazioni in campo matematico dei bambini di oggi sono nettamente calate rispetto a 20 anni fa” dice Pea.

 

Alcune scelte apparentemente molto lontane da addizioni e sottrazioni possono influire sulla facilità con cui la matematica verrà affrontata: secondo Pea, anche ritardare l'età del vasino, lasciando il piccolo col pannolino fino a tre anni, rende più complessa l'acquisizione di concetti come “dentro-fuori”, essenziali, per esempio, in geometria.

 

L'esperto consiglia quindi ai genitori di lasciare i propri bambini più liberi di sperimentare, di fare giochi da cortile e all'aria aperta, di acquisire consapevolezza del proprio corpo e dello spazio che lo circonda.

I concetti astratti si apprendono nel quotidiano. Facciamo una gita al museo?

 

L'esperienza è essenziale per l'apprendimento di materie scientifiche, ed è proprio il loro utilizzo pratico a renderle utili e interessanti. I concetti astratti sono infatti complessi per un adulto, figurarsi per un bambino. “In Italia siamo molto bravi nella recitazione della matematica ma non nel fare nostri i concetti sottostanti” afferma Pea. Il metodo migliore per insegnarla è quindi applicarla alla vita reale quotidiana, magari usando qualche gioco come strumento di insegnamento.

 

Un buon punto di partenza potrebbe essere una gita a un museo della matematica, come per esempio quello di Firenze - Il giardino di Archimede - dove vengono organizzate attività didattiche per i bambini sin dalla prima infanzia: dalle bolle di sapone e gli origami per capire la geometria, ai puzzle per fare proprio il teorema di Pitagora, alle altalene per capire la meccanica di Galileo, fino a tutti gli strumenti per contare, dagli abachi degli antichi romani ai bastoncini cinesi, per acquisire dimestichezza con i numeri. Molti musei della scienza hanno una sezione o dei laboratori di matematica. Leggi anche i Musei per bambini più belli d'Italia

Lo stress da matematica si evita sviluppando l’autostima e con il relax

Molto importante è anche lo sviluppo dell'autostima. È stata identificata infatti una vera e propria fobia emergente tra i bambini di oggi, chiamata “stress da matematica”. Un gruppo di ricercatori dell'Università di Stanford, negli Usa, ha scoperto che alcuni bambini, quando sono alle prese coi numeri, attivano le stesse aree del cervello che vengono “accese” in chi soffre di fobie più comuni.

 

Il metodo migliore per combattere questo problema non è certo quello di etichettare il bambino come incapace né di costringerlo a fare più matematica, il che accrescerebbe solo la sua ansia, bensì insegnarli tecniche di rilassamento e, soprattutto, aiutarlo ad accrescere la sua autostima.

 

In età infantile ciò significa essenzialmente percepire la stima degli altri e venir lodato per le cose in cui si riesce meglio. Leggi anche: L'autostima dei bambini, regole d'oro per coltivarla

La matematica è alla portata di tutti. Non è una materia difficile

L'ambiente circostante conta moltissimo: diversi studi hanno dimostrato, per esempio, che la performance in matematica delle ragazze aumenta se prima del test si fa una lezione sulle grandi figure di scienziate donna, anche perché non esiste alcuna ragione biologica che giustifichi una maggiore capacità dei maschi in questo ambito del sapere.

 

Ciò significa che fornire esempi di successo, rassicurare sul fatto che la matematica è alla portata di tutti ed evitare di giustificare l'insuccesso sulla base del fatto che si tratta di una “materia difficile” è l'ingrediente base per costruire un buon rapporto tra il bambino e il mondo dei numeri.

(con la collaborazione di Attilia Burke) 

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