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Il bambino a scuola si annoia? Potrebbe essere plusdotato

Di Marta Pizzocaro
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25 Settembre 2009
Genitori e maestre devono imparare a riconoscere i bambini di talento e aiutarli a sviluppare le loro preziose capacità. Il rischio è che altrimenti si sentano incompresi, isolati e che addirittura abbandonino la scuola. I consigli degli esperti emersi a un convegno a Pavia.

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Sono bambini vivaci, molto intelligenti, ma spesso in classe sono distratti perché si annoiano. Alle maestre e si genitori nella maggior parte dei casi appaiono come "diversi". E’ così che si presentano i bambini plusdotati, dotati cioè di capacità cognitive superiori alla media o con un talento specifico molto potenziato.

Se le loro capacità non vengono riconosciute, si trovano etichettati da diagnosi superficiali e sbrigative come "soggetti patologici". E così finiscono per sentirsi isolati, incompresi e feriti nella loro autostima, con gravi conseguenze per il loro sviluppo e un alto rischio di abbandono della scuola.

“In molti casi si tratta di studenti che hanno una marcia in più o delle potenzialità che la scuola non riesce a tirar fuori, veri e propri talenti che andrebbero riconosciuti e gestiti come tali,” spiega Maria Assunta Zanetti, docente di psicologia dello sviluppo e dell’educazione all'università di Pavia, che da anni lavora con gli insegnanti e gestisce da anni casi di disaffezione scolastica. E’ quanto emerso a un convegno sullo sviluppo del potenziale e ai bambini di talento, che si è svolto a Pavia il 4 settembre scorso.

La storia – Un ragazzo come gli altri ma con il genio per l’informatica

Vincenzo Iozzo, 20 anni, è un ragazzo plusdotato. Da quando ha 15 anni si occupa di sicurezza informatica, oggi lavora come consulente per un’azienda italiana e tra poco sarà ricercatore per un'azienda tedesca. Dopo aver crakkato l’iPhone, il diffusissimo melafonino della Apple Iozzo ha ricevuto (e rifiutato) un'offerta di lavoro dalla casa di Steve Jobs, la Apple appunto. Al convegno racconta della passione per il suo lavoro e della sua decisione di rimanere a lavorare in Europa anche per questioni di cuore, come un ragazzo qualunque: “Sono soddisfatto di quello che faccio, lavoro in un ambiente stimolante e poi, qui c'è la mia ragazza”. A differenza di altri ragazzi di talento, Iozzo ha avuto foruna: “Non mi sono mai sentito uno "diverso" e anche i miei compagni non mi hanno mai etichettato o isolato. Mi consideravano uno molto bravo, ma questo non è mai stato un problema, anzi”. E conclude: “Avere doti sopra la norma può essere un problema perché spesso si hanno interessi molto diversi da quelli degli altri, ma ho sempre risolto il problema con due gruppi di amici: con quelli di lunga data, gli stessi che mi aiutavano a scuola perché ero sempre distratto, faccio le cose che sono normali per la mia età e con gli altri, i colleghi, mi confronto sull’informatica”.

COME RICONOSCERE UN BAMBINO DI TALENTO - C’è il talento della matematica, quello musicale, ci sono talenti che toccano la sfera emotiva e altri che riguardano la creatività. Tra i bambini di talento c’è chi a tre anni ci sa già fare molto bene con i numeri, chi a due è già in grado di fare delle rime e chi ancora alla materna riesce a leggere in modo fluente.

Questi bambini imparano in fretta e non hanno bisogno di continue ripetizioni. “I bambini plusdotati arrivano più velocemente dei loro coetanei alla fine di un processo mentale, poi ‘spengono’ l’attenzione, si distraggono, si annoiano, diventano enigmatici e impossibili da capire agli occhi di noi adulti,” dice Rosa Angela Fabio, cattedra di Psicologia Generale all’Università di Messina ed esperta di plusdotazione.

ISTRUZIONI PER L'USO (OVVERO CONSIGLI A MAMME E MAESTRE) - “I ragazzi plusdotati rendono al massimo nei contesti che sentono stimolanti, quindi è fondamentale motivarli e comprenderli,” premette Fabio. Ci sono poi alcune strategie da adottare quando il bambino, soprattutto quando si dimostra provocatorio:

  • l'accettazione incondizionata, cioè fargli percepire che lo si accetta così com’è;

  • l'empatia, ovvero cercare di capire cosa prova e come si sente;

  • il rinforzo positivo, ossia evidenziare i suoi lati positivi minimizzando quelli negativi, associare i comportamenti adeguati a una gratificazione;

  • l'estinzione, vale a dire non reagire di fronte alle provocazioni, ignorando i comportamenti negativi;

  • il contenimento, che significa porre dei limiti alla reazione eccessiva di fronte agli stimoli, portare il ragazzo a fare o a costruire una cosa dall'inizio alla fine, senza disperdersi.

RISCHI PER TALENTI NON RICONOSCIUTI - Se le capacità del bambino plusdotato non vengono riconosciute e apprezzate dalla famiglia e dalla scuola, si origina un conflitto tra il bambino e il suo ambiente, difficile da gestire. “In Italia sono 8 su 100 i bambini che rischiano di ritrovarsi emarginati dai coetanei o costantemente rimproverati da insegnanti e genitori perché troppo precoci, e quindi strani, disattenti, iperattivi, polemici e perfino ansiosi - dice Anna Maria Roncoroni, neuropsicologa responsabile dell'Italian Gifted Children Program del Mensa - Quando questi bambini vengono classificati come iperattivi, la strada è quella delle visite psichiatriche e degli psicofarmaci”.

E lancia un allarme: anche se il talento viene riconosciuto, dice Roncoroni, la situazione è comunque critica. Secondo un'indagine tedesca, l'Italia è l'unico Paese sviluppato in cui non esiste un regolamento scolastico o uno strumento legislativo che definisca le modalità di inserimento per gli studenti plusdotati.

Come impedire allora che questa ricchezza si perda? Bisogna far sì che questi bambini possano esprimere le loro capacità, possano imparare e sviluppare le loro potenzialità con stimoli costanti, anche con attività extrascolastiche: “Noi non siamo a favore delle classi differenziate ma siamo per la valorizzazione delle risorse che già ci sono e per la creazione di occasioni in cui i ragazzi plusdotati possano ‘sfogare’ le loro capacità,” conclude Roncoroni.

INFO UTILI

  • Laboratorio di ricerca-intervento sul talento e la plusdotazione - Dipartimento di Psicologia-Università di Pavia: Anna Maria Roncoroni – cell. 3338666135 - annamaria.roncoroni@unipv.it ; labtalento@unipv.it

  • Geni e iperdotati mentali. Dinamiche psicologiche e interventi di realizzazione del potenziale - di Fabio Rosa A., Mainardi M. Cristina - Franco Angeli Editore

  • Corsi extra scolastici per bambini di talento: Formath si occupa di ricerca scientifica e didattica della matematica (www.formath.it) e organizza stage e campi estivi di matematica e giochi di strategia.

  • Da tenere d’occhio i festival tematici: Tutto è Numero a Caldè (www.tuttoenumero.it); BergamoScienza (www.bergamoscienza.it), Festival della Scienza a Genova (http://festival2009.festivalscienza.it), Perugia Science Fest (www.perugiasciencefest.eu), Festival della matematica a Roma (www.festivaldellamatematica.it), La scienza in piazza Maggiore a Bologna (www.lascienzainpiazza.it).

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