Libro per bambini

Come spiegare la Costituzione ai bambini

Di Francesca Paola Rampinelli Vincenzo Genovese
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04 Luglio 2012 | Aggiornato il 14 Dicembre 2018
Anche i più piccoli devono avere la possibilità di accedere al testo fondativo della nostra società: ecco i consigli di Anna Sarfatti, insegnante e autrice del libro "La Costituzione raccontata ai bambini"
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La Costituzione italiana contiene i principi fondamentali del vivere civile del nostro Paese: per questo è importante che anche i più piccoli abbiano la possibilità di leggerla,  magari in una versione più accessibile.

Questo è l'obiettivo di Anna Sarfatti, autrice del libro di filastrocche "La Costituzione raccontata ai bambini", illustrato da Serena Riglietti ed edito da Mondadori.

«Mi sono accorta del grande interesse con cui i bambini partecipavano alle conversazioni che trattavano di pace, di giustizia, di rispetto, di libertà, di regole». Insegnante per anni di scuola dell'infanzia e primaria, Sarfatti spiega come avvicinare con entusiasmo i bambini alla Costituzione e aiutarli a comprendere il testo-guida della nostra società.

La Costituzione non ha età

Secondo Anna Sarfatti, si può cominciare molto presto a parlare di Costituzione ai bambini perché, in fondo, si tratta di "diritti e doveri che regolano la nostra quotidianità". «Noi siamo modelli di comportamento per i nostri bambini: se rispettiamo strisce e semafori insegniamo le regole della strada; se siamo gentili con le persone mettiamo in pratica un modello positivo di convivenza civile», spiega l'insegnante.
 

Dall'astratto al concreto

Niente paura nemmeno di fronte a concetti complessi come democrazia, diritti o uguaglianza: basta declinare queste parole nella vita di tutti i giorni: «Quando dico a un bambino o a una bambina che non possono prendere al primo passaggio due fette di torta, perché prima devono servirsi tutti, insegno che gli altri hanno lo stesso diritto di ricevere la loro porzione».
 
 

Linguaggio adeguato 

«Con i bambini e le bambine si può parlare di tutto, ma con un linguaggio adeguato: si devono utilizzare quanto più possibile termini conosciuti, del vocabolario di base», afferma l'autrice. Alcune parole contenute nel testo originale potrebbero risultare sconosciute ai più piccoli: meglio allora spiegarle in termini più semplici, avranno tempo nel corso della loro vita per confrontarsi di nuovo con gli articoli costituzionali.
 
 
Articoli come filastrocche
Un esempio pratico di come rendere le parole della Costituzione più facilmente "digeribili" per i bambini arriva proprio dal libro di Sarfatti, che ha trasformato gli articoli in filastrocche accompagnate da un disegno. Ad esempio, per descrivere la corrispondenza fra diritto e dovere, l'autrice sceglie queste parole: "Se chiami un diritto risponde un dovere / chi ha sete beva ma lavi il bicchiere / così chi vien dopo ha il bicchiere pulito. / Diritto e dovere… non so se hai capito!"
 
Approccio narrativo, non didattico
Bisogna anche evitare di dare al bambino l'impressione che gli si sta insegnando qualcosa: «Alcuni di loro, riconoscendo l'intento didattico, staccano le antenne».
 
La soluzione può essere allora un approccio narrativo, come esemplifica Sarfatti a proposito del diritto al lavoro (Art.4): «Quando ho preso il diploma di pasticcera e ho cominciato a cercare lavoro non vedevo l’ora di essere assunta, perché i nonni non potevano più mantenermi. Avevo necessità di un mio stipendio per andare a vivere da sola. E infatti, appena assunta, ho cercato una stanza in un appartamento con altri due amici. Tutti hanno bisogno di lavorare e di avere uno stipendio per mantenersi. E di sentirsi realizzati nel loro lavoro».
 

La Costituzione su Youtube

I bambini di oggi però passano spesso più tempo su internet che sulle pagine dei libri. Nessun dramma, visto che anche in rete si trovano strumenti validi per comunicare i concetti della Costituzione: Sarfatti segnala tre video realizzati dalle scuole primarie "Ghiaia di Falcinello" e "E. Luzzati" di Sarzana (La Spezia): commentano con animazioni e canzoni rispettivamente l'Articolo 2 (diritti e doveri), l'Articolo 3 (diritto all’uguaglianza) e il terzo l’Articolo 4 (diritto-dovere del lavoro). Per i più grandi c'è un racconto, molto chiaro di Neri Marcorè.
 
 

La Costituzione è anche nostra

Un altro libro che può tornare molto utile ai più piccoli è La costituzione è anche nostra" di Roberto Piumini, Valerio Onida e Emanuele Luzzati, edito da Sonda nel 2012.

 

Le illustrazioni del pittore e scenografo genovese, Luzzatti, rendono facilmente accessibile ai più piccoli il testo dei primi dodici articoli, spiegato e adattata da un costituzionalista di rango come Valerio Onida e sintetizzato in rime dallo scrittore Roberto Piumini.

I commenti sono naturalmente in italiano ma i testi della Carta fondamentale sono inoltre tradotti in ben 12 lingue, dall’albanese, al russo, all’arabo, per poter essere letti nelle nostre scuole elementari ormai splendide raccolte di bambini arcobaleno. 

Di seguito alcuni esempi di come un testo di legge possa essere reso facilmente comprensibile.

Articolo 1

Democrazia

Spiega Piumini che l’antica parola greca rappresenta una “casa di tutti: una grande casa, la nostra casa, non soltanto mia, dove ciascuno sta, ma non da solo, dove si vive in buona compagnia”. “Non una reggia dove il re comanda, o una caverna senza una ragione: ma una casa di gente che sceglie tra le cose cattive e quelle buone. Una grande casa dove ci si parla, aperta a nuove idee e a nuovi amici, dove si impara a diventare liberi, dove si prova a essere felici”.

Lavoro

“La grande casa è stata costruita da uomini e da donne, lentamente: non è fondata su qualche potere, ma sul lavoro di tutta la gente..” “Ognuno ha diritti e doveri, perché la libertà è un lavoro, un gioco insieme ad altri, non da soli, un canto che si canta tutti in coro”.

Articolo 3

Uguaglianza

“La gente è diversa per la lingua, per usi, fede, sesso, convinzioni, ma nella grande casa, tutti quanti sono uguali, senza distinzioni”….

“Se c’è qualcuno che non ce la fa, che ha problemi che è debole o isolato, la grande casa si occupa di lui, lo aiuta a migliorare il proprio stato”.

Articolo 6

Rispetto delle diversità linguistiche

“La lingua dell’Italia è l’italiano, e i dialetti, lingue un pò speciali, parole di un posto, lingue vive, sono lingue italiane, ma locali”.

“E nella grande casa c’è qualcuno con una lingua che non è italiana, tedesca o albanese o francese, araba o cinese o castigliana. Le lingue sono tutte una ricchezza, esprimono, e l’espressione è un bene: la grande casa le accoglie e difende, le ascolta, le capisce, le mantiene”.

Articolo 9

Cultura e ricerca

E’ meravigliosa l’affermazione di Piumini che legge il testo costituzionale traducendolo liberamente con “Ci sono scuole, musei, biblioteche, teatri, corsi, università: il vuoto della mente porta male, e l’ignoranza non è libertà”.

Ambiente

“L’Italia è bella, dice la leggenda, ma il bello si rovina facilmente: la grande casa deve provvedere anche alla bellezza dell’ambiente”.

Articolo 10

Accoglienza dello straniero

“La grande casa ha le porte aperte, e quando ci è entrata della gente la tratta con giustizia e con rispetto, come si usa fare civilmente”. “Ma, poi, c’è chi altrove vive male, perseguitato o senza libertà: la nostra grande casa lo accoglie, gli offre asilo e ospitalità”. “Perché la grande casa di chi sta fra le sue mura, è anche casa di quelle persone che altrove hanno violenza o paura”.