Psicologia

"Sei uno stupido" Le parole che feriscono i bambini

stupidok
19 Novembre 2014
Stupido, brutto, codardo, incapace: quante parole vengono dette ai bambini senza pensare alle 'cicatrici emotive' che possono lasciare. Per mostrare i segni nell'anima della violenza verbale altrimenti invisibile è nato negli Usa  il progetto fotografico "Weapon of Choice" (Scelta dell'Arma)
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Stupido, brutto, codardo, incapace, imbecille ... le parole sono armi e possono lasciare segni nei bambini, come uno schiaffo. Ma spesso chi commette violenza verbale nei confronti dei bambini non se ne rende conto. Può capitare che un genitore molto arrabbiato dica cose che non pensa, oppure che i compagni di classe usino parole offensive per scherzo. 


 Ma per il bambino viene insultato la rabbia non è una scusa e le battute non sono divertenti. Parole che sembrano innocue possono fare molto male e lasciare cicatrici.

 

Per questo in America è nato il progetto fotografico "Weapon of Choice" (Scelta dell'arma).

"E' stato dato questo nome al progetto perché quando si vuole aggredire qualcuno si sceglie quale arma usare: quella fisica o quella verbale. Sono due armi dello stesso arsenale. Entrambe infliggono un danno" spiegano sul sito gli ideatori del progetto.

 

A ogni partecipante è stato chiesto di scegliere, in una lista di parole offensive, quella che per lui aveva un significato maggiore. Poi questa parola è stata dipinta sul suo corpo, come se fosse una violenza fisica. VEDI GALLERIA FOTOGRAFICA SOPRA


Lo scopo delle immagini è colpire e far riflettere chi le osserva. Non solo per condannare i bulli ma anche per sensibilizzare chi assiste alla violenza verbale e non fa nulla per fermarla, rendendosi così complice dell'abuso. Nel progetto (che comprende anche adulti) ci sono parole molto forti.

 

La parola più scelta dai bambini piccoli è stata: 'stupido'.  "Questo ci ha sorpreso e ci insegna che non si può mai sapere quale impatto devastante possono avere le parole sui bambini". 

Mentre l'offesa verbale più diffusa contro le donne e le ragazzine è "slut", prostituta. "Questa parola non è solo una parola dolorosa, ma anche un'accusa volta a rovinare una reputazione e che oggi attraverso internet e i social network fa ancora più danni".

 

Un altro aspetto che è emerso nel corso del progetto è la diffusione del bullismo tra i bambini. "Questo progetto all'inizio non voleva essere esclusivamente una campagna anti bullismo, ma poi molti dei bambini partecipanti si sono rivelati essere vittime di bullismo e durante il progetto hanno avuto il coraggio di raccontare la loro esperienza. Molte storie ci hanno sorpreso, ma hanno sorpreso anche i loro genitori, che nella maggior parte dei casi erano all'oscuro di tutto". Leggi anche: Bullismo, consigli ai genitori

 

Leggi anche: Come farsi ubbidire dai figli senza urlare (e perché è meglio) e L'educazione dei bambini con l'intelligenza emotiva