Nostrofiglio

Scuola primaria

Le 10 regole per essere (forse) un buon rappresentante di classe

rappresentanteclasse

31 Ottobre 2014 | Aggiornato il 31 Agosto 2017
Che cosa deve fare (e saper fare) il rappresentante di classe? L’esperienza di una mamma giornalista. Tra diritti e doveri da compiere e che cosa non è tenuto a fare (ma spesso fa).

Facebook Twitter Google Plus More

Mio marito lo chiama il mio secondo lavoro. Lo svolgo spesso di notte, digitando compulsivamente alla tastiera, ma talvolta mi ‘succhia’ parecchie ore diurne (questa settimana, ad esempio, ho tre riunioni in agenda, un’intera giornata lavorativa se ancora esistessero le 8 canoniche ore quotidiane di lavoro).

 

Ho iniziato a fare la rappresentante di classe lo scorso anno, quando la mia primogenita è entrata nel magico mondo della scuola primaria. Non l’avevo deciso subito. Diciamo che mi ci sono ritrovata in mezzo, se per eventi esterni intendiamo le fantomatiche riunioni dei genitori in cui ci si guarda in faccia atterriti quando si deve rispondere alla domanda posta dalle maestre: ‘Chi s’offre?’ (ma ‘Chi soffre?’ sarebbe stato più onesto..) per l’ambito ruolo.

 

Io ho alzato timidamente la mano (ignara di essere l’unica in lizza), ho vinto facile.

 

Ci vuole il phisique-du-role per fare il rappresentante di classe? Ci vuole pazienza, tempo e volontà comunicativa. Con la prima me la cavicchio, con il secondo sono messa male, con la terza vado alla grande, da instancabile parlatrice quale sono e con un’ottima memoria per ricordare nomi e cognomi di mamme, papà, bambini tate e nonni (per poi magari dimenticare le chiavi sulla porta di casa). Il mio lavoro – faccio la giornalista, comunico per mestiere – mi ha aiutato, certo. Direi tuttavia che l’ingrediente fondamentale per fare il rappresentante di classe è l’amore incondizionato per la scuola. Se vostro figlio frequenta una scuola pubblica di qualsiasi ordine o grado saprete bene quanto l’impegno dei genitori possa essere un valore aggiunto. E non sto parlando di rifornire i nostri istituti di carta igienica e sapone detergente (sempre beneaccetti, ovvio: ho appena avviato la terza raccolta di classe). Sto parlando della presenza e del contributo di adulti che aiutano presidi e docenti a fare molto con poco. (Leggi anche: genitori, 10 cose che cambiano dall'inizio alla fine della scuola)

 

Prima regola: saper raccogliere soldi velocemente

 

La prima regola che impara subito il bravo rappresentante di classe è che tutto si gioca sulla partita dei soldi. Fondo cassa della classe, contributo all’istituto (volontario, ma ormai quasi obbligatorio, se vogliamo che i nostri figli vivano in una scuola migliore) e poi gite, teatro, mostre, musica, attività sportiva: tutto questo si traduce in una colletta perenne, in un’autotassazione continua. Che il bravo rappresentante di classe deve portare a termine alla velocità della luce, a volte vestendo i panni truci dell’esattore delle tasse, appostandosi di nascosto al bar davanti alla scuola, per cogliere in flagrante i genitori ‘pendenti’, talvolta sbattendo un po’ più forte le ciglia per far breccia in qualche cuore di ghiaccio.

 

Seconda regola: essere bravi in matematica

 

Il bravo rappresentante deve anche saper far di conto, a mente, e velocemente se un genitore pretende di pagare con 50 euro i suoi 6,85 di quota per la visita al museo. Non può mai permettersi di dire “Me li porti domani”, perché quel domani potrebbe voler dire dopo due mesi (oppure mai). Importante: il bravo rappresentante di classe ha sempre il portafoglio pieno di spicci per il resto.

 

Terza regola: a volte bisogna saper anticipare di tasca propria

 

Il bravo rappresentante di classe deve tenere bene a mente che capita, ogni tanto, di dover anticipare di tasca propria, a volte a fondo perduto. Ma i soldi, tutto sommato (sì, tutto sommato nel vero senso della parola) sono il meno.

 

Quarta regola: avere l'anima del pr

 

Il bravo rappresentante di classe deve avere un po' l’anima del pr. Deve saper coinvolgere, stuzzicare, incuriosire. La parlantina (a tratti estenuante) non mi manca, e confesso di essermi letta un prontuario di fundraising – raccolta fondi – e di marketing per farmi venire idee davvero creative su come reperire fondi utili alle attività extrascolastiche della scuola. Esagerata? Forse sì. Utile? No. Ma va detto che una buona mailing list e un gruppo WhatsApp nella classe facilita, e di molto, le comunicazioni ‘di servizio’ (riunioni, informazioni su gite o compiti, compleanni e feste della scuola).

 

Quinta regola: saper rendere la scuola sexy

 

Il bravo rappresentante di classe deve saper rendere la scuola ‘sexy’ (o rock, per dirla alla Celentano) a genitori sempre di corsa, spesso incuranti del luogo in cui i loro figli passano 8 ore al giorno, individui talvolta privi di strumenti culturali, talaltra armati di pregiudizi o spocchiosa saccenza.

 

Sesta regola: far appassionare gli altri genitori

 

Il bravo rappresentante di classe ha il compito di far appassionare i genitori della classe all’avventura educativa – mai termine pare più azzeccato – dei loro figli. Perché una sola cosa fa davvero male alla nostra scuola: l’indifferenza. Dopo un anno e mezzo di ‘training on the job’ ho imparato che i bambini sono spugne e che il gruppo classe si crea tra i banchi solo se alle spalle c’è armonia tra gli adulti.

 

Settima regola: essere un po' psicologo, un po' negoziatore

 

Il bravo rappresentante di classe deve essere un po’ psicologo, un po’ negoziatore: deve trovare il tempo di prendere il caffè con la mamma ansiosa, telefonare a quel papà che si lamenta per la condotta del figlio o la didattica della maestra, fare talvolta da confidente dei movimenti tellurici interni a ogni famiglia (nuove nascite, nuove case, nuovi amori…) nella misura in cui possono avere una ricaduta nella vita scolastica di uno o più studenti.

 

Ottava regola: tutelare la privacy degli altri

 

Il bravo rappresentante di classe deve imparare a essere una Sfinge: sa molto, ma dice poco perché tutela la privacy di ciascuno, quando è doveroso farlo.

 

Nova regola: saper dialogare con tutti

 

Il bravo rappresentante di classe deve saper accettare le criticità della classe e a dialogare con tutti i genitori, non solo con quelli con cui è più in confidenza o in sintonia: mettere la testa sotto la sabbia, fare il sorrisino in riunione davanti al corpo docenti e insabbiare i problemi sollevati dai genitori è molto più facile che chiedere colloqui extra, richiedere chiarimenti, sollevare problemi, fare le pulci. In una parola: il bravo rappresentante di classe deve rompere le scatole, fare il poliziotto buono e pure quello cattivo. Per il bene degli studenti.

 

Decima regola: non avere spirito di protagonismo

 

Il bravo rappresentante di classe deve sempre fare un passo indietro, avere spirito di servizio e non di protagonismo, pensare sempre al benessere ‘collettivo’ e meno a quello individuale.

 

Provare ad essere un bravo rappresentante di classe è un ottimo esercizio quotidiano per dare il meglio di sé agli altri. Anche alle 8 del lunedì mattina.

 

I diritti e i doveri del rappresentante di classe (e che cosa non è tenuto a fare, ma spesso lo fa)

 

Per i più rigorosi, ecco l’elenco dei diritti/doveri del rappresentante di classe, secondo le direttive del Miur e la sintesi redatta del Coordinamento Nazionale Comitati e Genitori della Scuola (www.genitoriescuola.it)

 

Il rappresentante di classe DEVE:

  • essere un TRAMITE tra i genitori della classe che rappresenta e la scuola
  • farsi PORTAVOCE delle istanze (segnalazioni, problemi, suggerimenti) dei genitori della propria classe presso il corpo docente
  • farsi portavoce di problemi, iniziative, proposte, necessità della propria classe presso i rappresentanti al Consiglio di Circolo o di Istituto e presso il Comitato Genitori della scuola
  • essere INFORMATO sulla vita scolastica della classe e dell’Istituto (eventuali progetti particolari, gite, feste, iniziative)
  • informare i genitori, mediante diffusione di relazioni, note, avvisi o mail, previa richiesta di autorizzazione al Dirigente Scolastico, circa iniziative avviate o proposte dalla Direzione, dal corpo docente, dal Consiglio di Circolo o di Istituto, dal Comitato Genitori.
  • convocare l'assemblea della classe che rappresenta qualora i genitori la richiedano espressamente
  • accedere ai documenti inerenti la vita collegiale della scuola (ad esempio i verbali delle riunioni di interclasse)
  • presenziare alle riunioni del Consiglio in cui è eletto, ovvero il gruppo di interclasse, e a quelle mensili del Comitato Genitori di cui fa parte di diritto
  • promuovere iniziative per coinvolgere nella vita scolastica le famiglie che rappresenta

Il rappresentante di classe NON DEVE:

  • occuparsi e segnalare al corpo docenti problemi riguardanti un singolo studente della classe o una famiglia
  • intervenire nella didattica o nel metodo di insegnamento dei docenti della scuola

Il rappresentante di classe NON E’ TENUTO A (ma spesso lo fa):

  • promuovere collette per la classe o l’istituto
  • gestire il fondo cassa della classe (acquisto di materiale necessario alla classe o alla didattica, pagamento delle uscite didattiche della classe o altro).

Leggi anche: 20 COSE CHE AVEVI GIURATO NON AVRESTI MAI FATTO PRIMA DI AVERE FIGLI