Scuola

L'importanza del corsivo per i bambini

Di Silvia Calvi
corsivoscrittura
17 Ottobre 2017
In piena era digitale, c’è chi considera il corsivo ormai superato. Ma c’è anche chi sostiene il contrario. Come gli autori di un libro appena uscito. Irene Bertoglio, grafologa e rieducatrice alla scrittura, e Giuseppe Rescaldina, psicologo e psicoterapeuta, espongono la loro tesi nel libro "Il corsivo, encefalogramma dell’anima" (Libreria).
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Scrivere a mano fa bene alla mente. Ma occorre cominciare a giocare con la matita presto (3-4 anni, il cosiddetto pre-grafismo), imparare a scrivere subito dopo (5-6 anni) e, da ragazzi e adulti, non smettere mai completamente.

 

È la tesi che Irene Bertoglio, grafologa e rieducatrice alla scrittura, e Giuseppe Rescaldina, psicologo e psicoterapeuta, espongono nel libro Il corsivo, encefalogramma dell’anima (Libreria).

 

Con il corsivo? MOLTE AREE CEREBRALI AL LAVORO

In piena era digitale, perché i nostri figli dovrebbero scrivere a mano?

«Lo dicono studi e test neurologici», spiega Giuseppe Rescaldina. «Usare la tastiera attiva solo la parte sinistra dell’encefalo. Con carta e penna, invece, si attivano l’emisfero sinistro, la zona frontale inferiore e la corteccia parietale posteriore, cioè le aree che sovrintendono alla coordinazione occhio-mano, detta motricità fine, necessaria anche per allacciarsi le scarpe, usare le posate o abbottonare una camicia. Si tratta dunque di un’azione complessa, una tappa importante dello sviluppo di un bambino».

 

 

Secondo gli autori, poi, scrivere a mano fin dalla prima infanzia produce altri benefici: stimola l’attenzione (si deve pensare alla forma delle lettere e alla loro collocazione nel foglio), favorisce la memorizzazione (quando un ragazzino prende appunti, deve già attuare un primo livello di sintesi e apprendimento), e porta il cervello in uno stato di calma.

«L’importante, però, è scrivere in corsivo», aggiunge Irene Bertoglio. «A differenza dello stampatello, obbliga a non staccare la mano dal foglio. Uno sforzo che stimola il pensiero logico-lineare, quello che permette di associare le idee in modo sequenziale».

 

Un tipo di pensiero molto utile, sostengono gli esperti, anche per fare ordine nella mente sovraeccitata di un adolescente. Ecco nel box sotto i loro buoni motivi per cui, specie nell’età evolutiva, scrivere in corsivo fa bene.

 

I punti di forza del corsivo

È UNA GINNASTICA PER LA MENTE.

I bambini che scrivono quotidianamente in corsivo hanno un’attività neuronale più sviluppata rispetto a quelli che prediligono stampatello o tastiera. Fate una prova scrivendo la stessa frase in stampatello e in corsivo: dato che non si stacca mai la penna dal foglio, questa seconda modalità implica una migliore coordinazione occhio-mano, la capacità di orientarsi nello spazio, ma anche una maggiore abilità nella riproduzione delle lettere.

 

FAVORISCE LA FIDUCIA IN SE STESSI E STIMOLA LA CREATIVITÀ .

Proprio perché il corsivo implica la maturazione di abilità complesse, usarlo innalza l’autostima. E poiché la forma delle lettere cambia a seconda dello stato d’animo, questa modalità permette di esprimere meglio le proprie emozioni, stimolando la creatività.

 

AIUTA A LEGGERE E A FARE I CONTI.

Scrivere in corsivo stimola più intensamente che lo stampatello le aree del cervello connesse a pensiero, linguaggio e memoria. Ecco perché aiuta a migliorare anche le capacità di lettura, apprendimento e calcolo.

 

APRE AGLI ALTRI.

Tutti gli stampatelli sono simili, mentre il corsivo cambia da persona a persona. Per leggere il testo di un compagno, un bambino deve compiere uno sforzo di decodifica che indirettamente migliora la sua empatia e le sue relazioni con gli altri.