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Psiche bambini

Mamma, mi fa male la pancia (ovvero non voglio andare a scuola)

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05 Ottobre 2010 | Aggiornato il 07 Settembre 2017
Ricomincia la scuola e ricominciano le ‘scuse’ per non andarci: ho il mal di pancia, mi fa male la testa, ho la nausea, mi sento la febbre … Come affrontare questi sintomi di disagio? I consigli della psicologa infantile

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Si va dai classici mal di pancia e mal di testa, ai più fantasiosi mal di alluce o mal di gamba con zoppia, che improvvisamente scompare alla vista della compagna del cuore.

Alzi la mano tra le mamme e i papà chi non ha dovuto confrontarsi con questi sintomi di disagio dei bambini al rientro della scuola dopo i giorni di vacanza. Come affrontarli? Ecco che cosa dice l’esperta.

Mal di pancia & Co, perché? "Alla ripresa della scuola, che si tratti della materna, della primaria o delle medie, a tutte le età, può essere presente un certo disagio nel dover abbandonare i piaceri delle vacanze e doversi riadattare ai ritmi invernali spesso frenetici, soprattutto per i bambini delle grandi città” spiega Simonetta Gentile, psicologa psicoterapeuta dell'età evolutiva presso l’Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile, Responsabile dell’ U.O Semplice di Psicologia Clinica dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

“Soprattutto il bambino più piccolo può aver difficoltà nell'esprimere le sue sensazioni di lieve tristezza che accompagnano il dover lasciare i ritmi più tranquilli delle vacanze, la vicinanza dei genitori, le esperienze di viaggi e divertimenti con tutta la famiglia.

Tale senso di tristezza è quasi sempre non del tutto mentalizzato e non se ne ha vera consapevolezza, ma a volte può esprimersi attraverso il corpo con il manifestarsi di malesseri fisici e "viscerali" di breve durata a cui non bisogna dare troppa importanza (a meno che non si tratti di vere e proprie sintomatologie psicosomatiche persistenti, che sono tuttavia piuttosto rare).

“Per fortuna i bambini amano stare con i coetanei, ritrovare insegnanti e routine consolidate e quindi i malesseri sono in genere transitori,” dice la psicologa.

Mamme e papà, dategli fiducia. Qual è l’atteggiamento corretto da parte dei genitori? “Quasi sempre basta dimostrare tranquillità nel gestire il problema, non mostrandosi allarmati, ma ascoltando e rassicurando il bambino sulla normalità di tali sensazioni che possono essere affrontate e superate” consiglia la psicologa.

“Occorre avere fiducia nella capacità del bambino di affrontare la ripresa, interpretando anche la sua possibilità di sostenere i piccoli dolori come momento di crescita individuale”.

Ma conclude: “Non deve naturalmente mancare la vigilanza da parte di genitori e insegnanti per essere certi che non ci siano fattori stressanti associati alla frequenza scolastica, come difficoltà legate all'apprendimento o alle relazioni sociali del bambino, che possano generare senso di inadeguatezza o stato di ansia”.

Questo funziona! Ecco i suggerimenti della psicologa Maria Rita Parsi (Manuale anti-ansia per genitori), per aiutare i bambini a inserirsi (o reinserirsi) bene a scuola: 

Evitate i predicozzi, specialmente se i figli sono reduci da un periodo scolastico fallimentare o poco brillante. Capire invece le ragioni degli insuccessi;

Organizzate visite a musei e a città d'arte, gite in campagna, cinema e teatro per ragazzi, laboratori, letture ... in altre parole favorite l'amore per la cultura e lo studio

 

Mantenete un dialogo costante con gli insegnanti;

Organizzate una grande festa a casa o se possibile a scuola per celebrare l'inizio di un nuovo anno scolastico. Ogni inizio richiede un rito di iniziazione;

Fate in modo che l'acquisto di oggetti e gadget per la scuola (zainetti, quaderni, astucci ...) non sia l'unico momento di gratificazione o di allegria collegato alla scuola.