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Ocse: in Italia si danno troppi compiti a casa

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26 Giugno 2017
Studiare più ore non comporta necessariamente risultati di apprendimento migliori. A sostenerlo un'indagine dell'Ocse, dove emerge anche che in Italia gli studenti passano troppo tempo a fare i compiti. 
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Le vacanze scolastiche sono iniziate, ma non sono pochi gli studenti e i genitori che si lamentano per i troppi compiti. 

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A mettere in dubbio l'efficacia delle ore passate a studiare a casa è anche una ricerca  dell'Ocse ( l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico),  dal titolo: “Gli studenti impiegano abbastanza tempo per imparare?”.  Nel rapporto si legge che passare troppo tempo a fare i compiti non serve per forza a migliorare le prestazioni. 

 

Nel report si sono incrociati i dati sulle performance dei quindicenni di mezzo mondo in scienze, lettura e matematica, con il tempo dedicato allo studio a scuola e a casa. Risultato: chi studia di più a casa non ottiene per forza risultati migliori. 

 

"Studiare più ore non comporta necessariamente risultati di apprendimento migliori" sostengono gli esperti dell'Ocse. 

 

In Finlandia, Paese in vetta  alla classifica del Pisa (Influential Programme for International Student Assesment) che misura alfabetizzazione e capacità matematiche degli studenti, i quindicenni studiano: 2,2 ore a settimana matematica, 1,9 ore finlandese e 2 ore scienze.

L'Italia, che nella classifica è al  34° posto, le ore dedicate ai compiti sono il doppio: 4,1 di scienze, altrettante di matematica e 4,4 di italiano. 

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Un sovraccarico di compiti che riguarda anche elementari e medie. 

 

"E' difficile dire quanto tempo gli studenti dovrebbero spendere nell’apprendimento, ma sembra chiaro che molti studenti passano troppo tempo a studiare dopo la scuola; almeno più di quanto sembra ragionevole se vogliono condurre una vita equilibrata" è il commento dell'Ocse riportato dal quotidiano La Repubblica.  

 

"Lo studio e l’apprendimento dopo la scuola non solo possono essere ingiusti ma potrebbero anche essere un modo meno efficiente per raggiungere risultati migliori. I politici, le scuole, gli insegnanti, i genitori e gli studenti dovrebbero raddoppiare i loro sforzi per rendere più efficaci i tempi di apprendimento a scuola" concludono gli esperti. 

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