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Ocse: studenti italiani bocciati in matematica

Di Luisa Perego
matematicascuola.600
11 febbraio 2016
Troppe carenze tra i 15enni italiani: in matematica, lettura e scienze. Questi sono i dati Ocse, l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico  (riferite però al 2012). Più di un ragazzo italiano su quattro (il 28%) ha forti carenze in almeno una delle competenze scolastiche di base. 

"Analfabeti" in matematica. Più di un quindicenne su quattro in Italia avrebbe infatti dei problemi con i calcoli. I conti sembrano proprio non tornare secondo l'ultimo rapporto pubblicato ieri dall'Ocse, l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, per i ragazzini italiani. Che vengono definiti "Low performing students". Il 24,7 % avrebbe infatti problemi con la matematica e quello italiano resta uno dei sistemi scolastici europei con il peggior risultato. Sotto di noi si posizionano solo Portogallo e Grecia.

 

 

Solo la matematica? Anche lettura e scienze

 

Come se non bastasse, bisogna fare i conti non solo con la matematica, ma anche con le altre materie. Secondo l'Ocse uno studente italiano su cinque è analfabeta in senso tecnico, cioè ha problemi di lettura e comprensione di un testo e uno su sei è gravemente insufficiente in scienze.

 

«Questo – ha sottolineato il direttore dell’Education and Skills dell’Ocse, Andreas Schleicher - ha conseguenze sia a livello personale che delle economie e delle società: questi ragazzi rischiano di lasciare la scuola prima di finirla e così si compromette l’intero sistema economico e la crescita del proprio Paese». Infatti quando una larga fetta della popolazione è carente nelle competenze di base, anche la crescita economica dell'intero paese viene compromessa.

 

 

Chi resta più indietro in matematica: le statistiche Ocse

 

Una performance negativa non è però legata a un singolo fattore di rischio, ma è piuttosto una combinazione di barriere e svantaggi che colpiscono i vari studenti nelle loro vite. Barriere che possono essere abbattute.

 

Nella media dei paesi dell'Ocse, i ragazzi che hanno di solito un cattivo rendimento in matematica è probabile che siano svantaggiati socio-economicamente, vivano in famiglie monoparentali, frequentino scuole in aree rurali. Lo stesso, come riportato nello studio Ocse, avviene anche nel territorio italiano. In particolare si è evidenziato che i ragazzi più carenti in matematica statisticamente sono svantaggiati socio-economicamente, sono ragazze, a casa parlano un'altra lingua rispetto a quella usata a scuola, non hanno un'educazione pre-scolastica. E' emerso anche che di solito sono studenti più pigri che spendono meno tempo a casa a fare i compiti e sono meno perseveranti rispetto agli alunni che hanno un rendimento migliore.

 

 

Che cosa fare quindi per aiutare gli studenti?

 

Questo basso risultato nel rendimento scolastico non deve essere visto come un limite ma, come una risorsa per lavorarci sopra e per cambiare. Gli attori in ballo sono non è solo la classe politica e gli insegnanti, ma anche genitori e studenti si possono rimboccare le maniche per fare parte del cambiamento. Secondo l'Ocse si è infatti visto per esempio che gli studenti italiani rendono di più quando frequentano scuole che hanno attività scolastiche matematiche extra-curricolari e dove i genitori fanno pressione per mantenere gli standard accademici.

 

Ecco alcune azioni che si possono fare per ridurre il numero di ragazzi a basso rendimento scolastico:

 

  • offrire un supporto il prima possibile agli studenti in difficoltà
  • smantellare gli stereotipi di genere e assistere le famiglie monoparentali
  • offrire programmi speciali per gli immigrati, le minoranze linguistiche e gli studenti delle aree rurali
  • offrire supporto mirato alle famiglie svantaggiate

 

Fonte:«Low performing students, perché restano indietro e come aiutarli», studio Ocse 2016