Orto

Orto a scuola, 7 cose che si imparano

Di Simona Regina
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17 Dicembre 2015
Diverse ricerche scientifiche hanno ormai evidenziato quanto e come vivere a contatto con la natura faccia bene alla nostra salute psicofisica. In particolare, uno studio pubblicato su "Journal of Public Health" indica i benefici, fisici e psicologici, che si traggono prendendosi cura dell'orto. Ecco sette cose che i bambini possono imparare facendo l'orto a scuola.
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Diverse ricerche scientifiche hanno ormai evidenziato quanto e come vivere a contatto con la natura faccia bene alla nostra salute psicofisica: fa bene all'umore, favorisce la concentrazione, migliora le prestazioni cognitive e ci rende meno pigri.

 

In particolare, uno studio recentemente pubblicato su Journal of Public Health indica i benefici, fisici e psicologici, che si traggono prendendosi cura dell'orto. Basta mezz'ora a settimana per mettere un freno a stress, ansia, rabbia e depressione, contribuendo allo stesso tempo a tenere sotto controllo il peso. Tanto che gli autori suggeriscono di destinare il più possibile spazi pubblici agli orti come misura di prevenzione: per salvaguardare la salute dei cittadini. 

 

Un'attività, quella di seminare, annaffiare, curare le piantine, sradicare le erbacce, adatta anche ai più piccoli, tanto che lungo lo stivale sono diverse le iniziative che introducono la cura dell'orto a scuola. Affinché, indipendentemente dalla possibilità di farlo a casa, bambini e bambine possano sporcarsi le mani e scoprire il fascino e il valore del lavoro nei campi. Ma non solo.

 

Ecco cosa possono imparare facendo l'orto a scuola.

 

1 - Fare l'orto come strumento di educazione alimentare

 

É ormai noto quanto sia importante, per una sana alimentazione (di bambini e adulti), mangiare ogni giorno più porzioni di frutta e verdura. Coinvolgere i bambini nella realizzazione di piccoli-grandi orti, dove poter coltivare carote, patate, pomodori, zucchine, uva, fragole, ecc. può essere un'occasione per fare educazione alimentare e incentivare il consumo dei vegetali. Lo fa, per esempio, Slow Food che dal 2004 propone in Italia il progetto Orto in Condotta anche per trasmettere ai giovanissimi i saperi legati alla cultura del cibo. É nato invece più recentemente il progetto MiColtivo, Orto a Scuola, per riqualificare le aree verdi all’interno dei cortili delle scuole pubbliche di Milano, che tra i suoi obiettivi si prefigge anche di promuovere la conoscenza del percorso del cibo dalla terra alla tavola.

 

2 - Fare l'orto come strumento di educazione fisica

 

L'attività fisica rischia di essere la grande assente dalla quotidianità dei bambini, che molte volte relegano il movimento solo alle ore di ginnastica, nuoto, danza, basket, calcio. Curare l'orto della scuola è dunque anche un modo per fare un po' di sano esercizio fisico, all'aria aperta, divertendosi. Raccogliendo per esempio le foglie, i bambini consumano calorie - se ne bruciano circa 150 dedicando 30 minuti a rastrellare le foglie secche - e poi possono sceglierne alcune, dalle forme e i colori più belli, per fare dei lavoretti a casa. Del resto, anche tra gli adulti è sempre più in voga la Green Gym, teorizzata del medico britannico William Bird, che unisce ai benefici dell’attività fisica praticata in mezzo alla natura, facendo giardinaggio e lavori agricoli, il rispetto e la salvaguardia dell’ambiente.

 

3 - Fare l'orto come strumento di educazione ambientale

 

L’orto a scuola rappresenta infatti anche uno strumento didattico per conoscere il territorio e i suoi prodotti e sensibilizzare i più piccoli sull'importanza della salvaguardia dell'ambiente e dell'uso sostenibile delle sue risorse. Quando è il momento di annaffiare, per esempio, non solo si può spiegare ai bambini perché le piante hanno bisogno di acqua per crescere, ma anche perché è fondamentale non sprecare la preziosa risorsa idrica. Ma non solo: fare l'orto e prendersi cura degli spazi verdi della scuola è anche un'occasione per maturare senso civico. I bambini, così, in fondo si prendono cura di un “bene comune”.

 

4 - Fare l'orto per conoscere le stagioni

 

Acquistando frutta e verdura al supermercato, è piuttosto difficile rendersi conto del trascorrere delle stagioni. Perché ormai si trova pressoché tutto, tutto l'anno. Ecco che allora coltivare l'orto serve anche a capire come la terra non dia sempre gli stessi frutti. È un modo dunque per imparare quali sono i prodotti di stagione, e spiegare ai piccoli ortolani perché sia preferibile acquistare l'uva in autunno e le fragole quando invece fa più caldo: si spende e si inquina meno. Meglio ancora se varietà tipiche del territorio regionale: il cosiddetto chilometro zero.

 

5 - Fare l'orto per imparare che vicino è meglio

 

Scegliere frutta e verdura di stagione prodotta localmente significa infatti contribuire a ridurre l’emissione di Co2, perché inevitabilmente i prodotti d’importazione arrivano sui banconi dei supermercati dopo aver percorso (più o meno) lunghi viaggi, e produrre meno rifiuti, in termini di carta e plastica utilizzata per imballare frutta e verdura per il trasporto. Inoltre, dato che Orto in Condotta prevede anche incontri con artigiani, produttori e chef della comunità locale, fare l'orto a scuola diventa anche un'occasione per conoscere le tipicità, le tradizioni e le ricette del proprio territorio.

 

6 - Fare l'orto per imparare la matematica

 

Ma realizzare una piccola “fattoria” a scuola può servire anche per spiegare ai bambini, in modo originale, matematica, scienze, geografia, arte, al di fuori delle aule, e fare dunque lezioni pratiche su come funziona la catena alimentare, la fotosintesi, l’ecosistema, lo scorrere del tempo o come si possa dipingere preparando i colori con frutta, verdura e spezie. Nelle scuole elementari di Los Cerritos, in California, per esempio, i bambini usano le mani per calcolare, nel loro orto scolastico, la distanza tra le piantine e apprendere, così, i concetti di misura e approssimazione.

 

Le maestre, in pratica, lo usano per insegnare (anche) la matematica attraverso l'esplorazione dell'ambiente. I bambini, del resto, utilizzando mani, palette, imbuti, vasi e secchielli si confrontano con i concetti di quantità, lunghezza, proporzione, grandezza, capiscono quando è necessario aggiungere o togliere qualcosa (quanta terra serve per riempire il vaso?) e sviluppano la percezione dei rapporti spaziali (a quale distanza è necessario sistemare i semi nella terra, affinché le piantine abbiano spazio a sufficienza per crescere bene?).

 

7 - Fare l'orto per sviluppare la manualità

 

Per non parlare del ruolo che la gestione di un orto ha per lo sviluppo della manualità, delle abilità percettivo-motorie e della corporeità dei bambini. Il contatto con la terra e con l'acqua, la possibilità di manipolare i semi, di sporcarsi con il fango o di raccogliere sassi e foglie, consente infatti di sviluppare abilità manuali, sensoriali e la coordinazione motoria. “E ormai è noto quanto lo sviluppo cognitivo sia strettamente interconnesso e dipendente dallo sviluppo corporeo” commenta Elisabetta Nigris, presidente del corso di laurea in Scienze della formazione primaria all'Università Bicocca di Milano. Inoltre, toccare e giocare con materiali diversi (sabbia, terra asciutta, bagnata, fogliame ecc.) aiuta i bambini a conoscere il mondo che hanno intorno, e a capire come cambia nel tempo.

 

Insomma, “fare l'orto ha importanti valenze pedagogico-educative” aggiunge Nigris. “In particolare i bambini che vivono in città sono in 'deficit di natura', espressione coniata dal pedagogista americano Richard Louv, e l'orto scolastico offre loro l'opportunità di avvicinarsi alla natura, capire come si trasforma grazie all'azione rispettosa dell'essere umano e conoscerne i frutti. Osservare, per esempio, un seme che germoglia e poi la piantina che cresce suscita nel bambino profonda meraviglia, sentimento fondamentale per alimentare la sua curiosità e la voglia di scoprire cose nuove”. “Inoltre – conclude la pedagogista, supervisore scientifico del progetto MiColtivo – il contatto con la natura aiuta a sviluppare la concentrazione, la capacità di attenzione e di osservazione, tutte qualità necessarie sia per seguire il passaggio dalla terra alla tavola dei frutti della natura, sia per apprendere in tutti gli altri ambiti disciplinari”.