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Scuola primaria

Ortografia, 7 dritte sull’uso dell’h

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15 Gennaio 2013 | Aggiornato il 10 Ottobre 2017
Anno o hanno? Uno degli scogli più comuni per i bambini della scuola primaria è imparare l’uso dell’h. Come possiamo aiutarli? Ecco le regole grammaticali e le strategie per superare la difficoltà divertendosi

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Nella top ten delle difficoltà più comuni durante la scuola primaria, un posto d'onore spetta sicuramente alla 'silenziosa' e misteriosa lettera H. Imparare a usare l'acca correttamente è un vero scoglio per la maggior parte dei piccoli alunni tanto che c'è chi continua a sbagliare anche alle medie (e talvolta, non stupitevi, anche alle superiori: parola di insegnante!). Come può un genitore aiutare suo figlio anche a casa?

1) Test: quanto conosci l’h?

In genere, i bambini si prestano volentieri alle sfide: tra gioco e voglia di fare bene, l'apprendimento diventa più 'leggero' e divertente. Grazia Mauri, esperta di didattica, autrice di molti libri (con Monica Colli, Grammatica primitiva, Erickson) e maestra della primaria ha ideato apposta per Nostrofiglio l'H test qui sotto. Proponetelo a vostro figlio per motivarlo a fare amicizia con l'acca!

L'H test Come si fa questo test? In solitudine. Leggi attentamente le frasi numerate, se a tuo parere l’h è stata usata correttamente scrivi sì, altrimenti scrivi no. Lascia che un adulto competente revisioni il tuo lavoro cerchiando in verde i numeri delle frasi corrette e in rosso quelli delle frasi scorrette.

  1. Ieri a merenda ho divorato un cestino di fragole.

  2. Scendi ho saliamo noi da te?

  3. Domenica non andrò ha sciare: sono raffreddata.

  4. La mamma mi ha rifatto il letto.

  5. Preferisci le ciliegie o le albicocche?

  6. Laura, hai visto il gatto?

  7. È stato assegnato un premio ai vincitori del torneo.

  8. Quest’anno sono cresciuti nell’orto ottimi pomodori.

  9. I nonni hanno cambiato casa.

  10. Piero e io in un hanno ci siamo visti solo tre volte!!

 

Controlla:

da 8 a 10 = tu e l’h siete amici!

da 5 a 8 = tu e l’h avete bisogno di conoscervi meglio

da 3 a 5 = tu e l’h vi conoscete poco: frequentala di più

da 0 a 3 = tu e l’h non vi conoscete!! Presto, trova qualcuno che vi presenti.

2) Impara bene le regole generali sull’uso dell’H

Quando si usa l’H?

  • Quando voglio dire che possiedo qualcosa. Per esempio: Ho un orsetto; ho una bambola; ho un cane...

  • Quando sento/provo delle cose. Per esempio: Ho sete; ho fame, ho paura...

  • Quando faccio delle azioni. Per esempio: Ho vestito la bambola; ho saltato la corda; ho mangiato una fetta di torta...

 

Ricorda che …

ATO, ITO, UTO

L’acca han sempre avuto.

Per esempio: Ho mangiato; ho sentito; ho bevuto.

L’H non si usa …

  • Se rispondo a DOVE? A casa

  • Se rispondo a COME? A piedi

  • Se rispondo a CHI? A Luca

  • Se posso sostituire O con OPPURE

 

Ricorda che …

Con ARE, ERE, IRE

L’H va a dormire. Per esempio “vado a mangiare”, “Non riesco a bere”, “Vado a dormire”.

Una letterina 'muta' che fa la differenza Se vostro figlio pensa che l'h sia inutile perché è una letterina muta, che 'non si sente', invitatelo a osservare la sua importanza nella nostra lingua (l'h non si sente ma si vede!) con questo semplice schemino.

L'h serve per distinguere alcuni voci del verbo avere da parole di uso frequente

ho (1^ persona singolare) → o (congiunzione)

hai (2^ persona singolare) → ai (preposizione articolata)

ha (3^ persona. singolare) → a (preposizione semplice)

hanno (3 persona plurale) → anno (periodo temporale)

Per ribadire il concetto in modo divertente - strappando un sorriso al bimbo - provate a recitare insieme questa filastrocca.

Il Signor H è sparito dal foglio,

forse ha pensato che io non lo voglio.

per ben tre volte ho scritto:-Essi anno-,

come se avessi iniziato quest'anno.

La mia maestra lo chiama e richiama,

il verbo H lei proprio lo ama.

Lo chiama al telefono, si scusa per noi:

-Sono bambini, capite anche voi...

Sono bravini, ma un po' distratti,

i verbi con loro diventano matti!-

Il Signor H è un tipo orgoglioso,

ma come verbo è generoso.

Ritorna sul foglio, cura “Essi hanno”,

il verbo H ora ce l'hanno!

(Monica Colli, Grazia Mauri, Saviem. Gli aGlieni nell'orto...grafia, Erickson)

(I suggerimenti sulle regole generali dell’H sono di Rossana Colli, pedagogista, da quasi 20 anni attiva nella scuola primaria e autrice di molti saggi - sul tema ortografia, uscirà dopo l'estate - con C. Zanotti - Ti leggo io!, Letture giocose sulle prime difficoltà ortografiche, Erickson).

3) Una canzone per l'acca

La musica è una preziosa alleata per imparare in modo divertente. Ne è convinta Grazia Mauri, autrice con Luisella Meda, di un progetto didattico-musicale che unisce giochi educativi e canzoni per digerire le basi dell'ortografia (L'ortografia capricciosa, libro + cd, musiche originali di Giuliano Crivellente, Mela Music, € 19,90).

Secondo Grazia Mauri, la canzone è una delle migliori strategie a disposizione dei genitori perché non è espressamente scolastica. In questo modo, è possibile memorizzare insieme i casi in cui l’h è necessaria. “In più, risulta facile canticchiarne il motivo quando occorre ricordare l’h dimenticata al figlio distratto”, dice l'autrice.

Su Youtube è possibile ascoltare la canzone

e qui sotto, ecco il testo del brano.

Io ho... tu hai

Rit. Avere è una cosa che mi piace,

però di altro sono capace:

son bravo anche a coniugare

in tutti i modi il verbo dare.

Ho i capelli ricci.

Ho cento e più capricci.

Ho gli occhi ridarelli.

Ho giochi molto belli.

Ho il naso a patatina.

Ho anche una gattina.

Ho le unghie rosicchiate.

Ho matite molto usate.

Rit.

Ho nuovi pattini neri.

Ho mille e più pensieri.

Ho una bella bicicletta.

Ho sempre tanta fretta.

Ho molte costruzioni.

Ho anche dieci palloni.

Ho tanti libri illustrati.

Ho amici affezionati.

Rit.

(testo canzone tratta dal libro + Cd: L'ortografia capricciosa, Mela Music)

4) Gara a sorte: ci va l’h o no?

Una gara speciale all'ultima acca tra bambini o, ancora meglio, divisi in squadre, è un ottimo pretesto per allenarsi a casa. L'effetto sorpresa rende la sfida più divertente: occorre, infatti, preparare tanti bigliettini e infilarli in un cestino o sacchetto.

Ogni foglietto riporta una frase con spazi bianchi dove è necessario capire se l'acca ci voglia o meno tra hanno/anno, ha/a ho/o, hai/ai. Qualche esempio?

... l'impressione di aver già visto quella faccia.

Marco e Paola ... molto in comune.

Il tuo gatto... fame quando si agita ... è una mia impressione?

Mara ... terminato il libro, tu invece non l'... neanche iniziato.

Vieni con me al cinema... resti a casa?

A turno, ogni bambino (o squadra), deve 'pescare' un foglietto dal cestino e completare la frase in un tempo massimo definito (tipo 30 secondi). Segna punto (per esempio, 0,5 per ogni risposta giusta nello spazio bianco) chi finisce più velocemente, senza errori. Per rendere la gara più eccitante, preparate un tabellone o usate una lavagna per segnare il punteggio e il tempo.

Nel caso, il bimbo (o il gruppo), più veloce abbia sbagliato la frase, il punto passa agli avversari posto che le loro risposte siano giuste. Altrimenti, nessuno segna, i bimbi, o le squadre, sono pari. Alla fine vince chi ha raggiunto il punteggio più alto (per risposte corrette) nel minor tempo possibile.

5) È arrivato un bastimento carico di... H!

Il classico gioco del bastimento si presta a infinite varianti: con un po' di fantasia e impegno può trasformarsi in un'attività divertente per esercitarsi con l'acca, soprattutto per i più piccoli.

In questo caso, a ogni mano del gioco, il bastimento è carico di frasi (al posto di singolo parole) che devono contenere ho, hai, ha, hanno.

Per rendere la sfida più simpatica, preparate una nave in cartoncino con lo spazio per scrivere le frasi. A ogni turno, per esempio, declamate: Arriva un bastimento carico di... Ho! invitando i giocatori a scrivere una frase sensata. Alla fine, vince chi ha inventato frasi corrette allo scadere di un tempo prefissato.

6) A caccia dell'acca scomparsa!

Per esercitarsi con l'acca, un buon sistema è quello di affrontare un testo dove non compare mai, anche in quei casi considerati 'facili' dal bambino stesso. È possibile scegliere un brano di una storia che il piccolo alunno ama molto, riscrivendolo senza la lettera h o anche la pagina di un fumetto, opportunamente modificata (e poi fotocopiata con spazi bianchi al posto dell'acca).

In alternativa, con un po' di fantasia, funziona anche inventare un breve testo come quello di esempio qui sotto.

Naturalmente, per invogliare il bambino (e non farlo apparire come la 'solita roba' di scuola!) l'esercizio deve trasformarsi in una sfida a tempo tra amici, familiari o piccoli gruppi. Consegnate ai giocatori il foglio con il testo e invitateli a inserire dove l'acca manca in un paio di minuti... Vince il bambino (o la squadra) che completa il testo con meno errori nel tempo più breve (prima dello scadere di quello massimo).

Sai Giovanna, non capisco perché ai sempre il muso lungo. Vediamo cosa ti manca: nessuno a più amici di te (o, se ne avessi io così tanti!); gli insegnanti anno sempre per te un occhio di riguardo:

per esempio, l’anno scorso ti anno dato alcune sufficienze che non meritavi (aimè, io non o avuto

questa fortuna!); i tuoi genitori anno solo pensieri per te. Allora che c’è? Bo, non lo so, ma o un

dubbio. Forse ai deciso che un viso triste ti sta meglio, è più interessante e lo “metti” come la mattina indossi il vestito che ti dona di più. Scusami, ma lo dovevo dire.

(Da Ortografia - scheda online, La Spiga Edizioni)

7) Tutto si impara con tempo e pazienza (parola di maestra!)

Secondo Luisa Staffieri, maestra della primaria e scrittrice per bambini (il suo ultimo libro è Mamma Natale, Casa Editrice Mammeonline), l'ortografia si impara grazie all'attenzione costante e al fatto che si matura. Insomma, le mamme non dovrebbero preoccuparsi troppo!

Nella sua classe, mettere l'acca diventa un automatismo conseguente alla domanda che le fanno sempre tutti i bambini: 'Maestra, qui ci vuole l'acca?'.

“Quando sono piccoli, rispondo in automatico se ci voglia o meno l'acca” - dice la maestra. I più attenti riflettono e spesso arrivano a metterla anche da soli, correttamente. Quando sono più grandi dico loro di farsi alcune domande. Per esempio, 'Vado a scuola', vado, dove? a scuola. Quando possono rispondere alle domande dove? a chi?... non ci vuole l'acca”.

La maestra Staffieri racconta che alcune sue colleghe suggeriscono di usare il verbo essere e avere all'imperfetto per accertarsi che si tratti del verbo, ma questo non sempre funziona. In base alla sua esperienza in aula, non esiste una ricetta ideale (e assoluta) o un trucco per far capire subito a tutti i bambini l'uso dell'acca.

Sulla stessa lunghezza d'onda anche la maestra Moira Lucarelli: “Con i miei alunni, ho un approccio tipo fai, prova e impara e, se ti sembra che non vada bene, allora riprova... Sono sicura che quando sarai riuscito ti sentirai molto soddisfatto e ti nascerà un sorriso meraviglioso sul volto”.

Quanto alla temuta acca, per aiutare i bambini quando hanno dubbi, la maestra ricorre a due classiche filastrocche: ATO, ITO, UTO, l'acca viene in aiuto e Con ARE, ERE, IRE. L’H va a dormire.

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