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Predicato verbale e predicato nominale: ripassino per aiutare i figli nei compiti

Di Niccolò De Rosa
imparareitaliano
06 Settembre 2019
Aiutare i figli nell'analisi logica può essere più ostico di quanto pensiate. Ecco qualche dritta per rinfrescarvi la memoria sul predicato verbale e il predicato nominale.
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«Mamma, papà, mi aiutate con i compiti di analisi logica?»

Se questa domanda vi imperla la fronte di sudore e abbassa la vostra temperatura corporea di almeno cinque gradi, allora forse un bel ripasso sui predicati potrà essere un salvagente adeguato per non farsi trovare impreparati in caso d'emergenza.

 

Indice:

  • predicato verbale
  • predicato nominale
  • eccezioni

 

Predicato verbale

Definizione

Il predicato verbale è costituito da un verbo predicativo, che definisce una relazione  tra soggetto e oggetto presenti all'interno di una frase. In sostanza ci fornisce informazioni sull'azione svolta dal soggetto.

Esempio

 

Esempio: I bambini giocano in cortile


Il verbo può essere di forma attiva, passiva o riflessiva, transitiva (permette un complemento oggetto) o intransitiva (non permette un complemento oggetto).


Sono predicati verbali unici e completi le voci verbali costituite con verbi servili (dovere, potere, volere) o fraseologici (stare, sapere, cominciare).


Esempio: Claudio è dovuto andareIl bebè ha cominciato a camminare.

 

 

 

Predicato nominale

Definizione

Il predicato nominale è formato, nella maggior parte dei casi, dall'unione del verbo essere  ( in questo caso chiamato "còpula") ad un nome o un aggettivo che si riferiscono al soggetto, denotandone una qualità e completando il significato del verbo essere, il quale da solo non può reggere il significato della frase. 

Esempio

Esempio: Giorgio è un buon padre

 

Il predicato nominale dunque ci dice cos'è o com'è il soggetto della frase.


Oltre al verbo essere però, ci sono altri verbi, i cosiddetti verbi copulativi, che assumono lo stesso valore del verbo essere (sembrare, diventare, restare, rimanere, riuscire, vivere, morire ecc..) .

Anche in questo caso, come con il verbo essere, serve un altro elemento a cui agganciarsi per completare il senso della frase.


Esempio: Federica diventerà una grande pallavolista ("Federica diventerà" da sola, non ha senso!)

 

Attenzione però ad un paio di eccezioni:

  • Nel  predicato nominale, il verbo essere  NON deve assumere il significato di  stare, esistere, trovarsi, rimanere, appartenere . Altrimenti ci troviamo di fronte a un predicato verbale.
  • I verbi essere e avere possono essere ausiliari nelle coniugazioni dei tempi verbali (es: è andato). In tal caso, la presenza del verbo essere NON indica un predicato nominale.
    ES: Claudio è corso via come un gatto (è predicato verbale, perché ci parla dell'azione, non di un modo d'essere del soggetto!)

FONTE: Il Quaderno delle Regole di Italiano " di Milena Catucci, La Fabbrica dei Segni Editore; Treccani