Speciale: back to school vai allo speciale
Scuola

Ritorno a scuola, tutte le informazioni utili

Di Sara De Giorgi
ritornoascuola
11 Settembre 2019
Anche quest'anno i vostri bambini o ragazzi inizieranno la scuola a settembre? Non volete arrivare impreparati al fatidico primo giorno di scuola? Ecco uno speciale dettagliato per tutti coloro che desiderano far rientrare in classe i propri figli nel migliore dei modi.
Facebook Twitter More

A settembre, come tutti gli anni, ricomincia la scuola e genitori e studenti ritornano a chiedersi come sarà l'approccio alle nuove classi, in quale giorno esatto inizieranno le lezioni, come organizzare gli impegni scolastici ed extrascolastici, ecc. Abbiamo realizzato uno speciale sul ritorno a scuola per tutti coloro che non vogliono arrivare impreparati al fatidico giorno del rientro. Ecco le informazioni utili al riguardo.

 

Come riaffrontare il ritorno a scuola

 

Per affrontare il ritorno a scuola, occorre gradualità, perché anche i bimbi soffrono della «sindrome da rientro dalle vacanze». Lo sostiene Luigi Greco, vicepresidente della Società Italiana di Pediatria (Sip), intervistato dall'Ansa. «Spesso l'estate comporta cambiamenti nel ritmo sonno-veglia. Il periodo che va dalla fine delle vacanze all'inizio della scuola è importante per riprendere pian piano le abitudini. Per farlo senza stress però bisogna prendersi il giusto tempo di adattamento. Quindi iniziare già ora ad andare a letto prima e svegliarsi prima», ha spiegato l'esperto.

 

LEGGI PURE: Gradualità, la parola chiave per affrontare il ritorno a scuola 

 

Inoltre, le settimane che precedono l'inizio della scuola dovrebbero essere utili anche per far riflettere su come organizzare meglio e rendere meno stressante l’anno scolastico che sta per cominciare. Dunque, per evitare di farsi prendere dall'ansia, ecco cinque cose che i genitori non dovrebbero fare prima dell'inizio della scuola.

  1. Non fate i compiti di vostro figlio. Non è la cosa giusta da fare per l'apprendimento del bimbo. Potete scegliere di far andare a scuola il bambino con i compiti non fatti del tutto: magari prenderà un brutto voto, però la volta seguente diventerà più responsabile e la maestra (forse) capirà che la sua spiegazione non è stata efficace e che deve rimettersi in gioco. Oppure, invece di fare i compiti al posto del bambino, potete sedervi accanto a lui e far sì che comunque faccia da solo (senza arrabbiarsi mai però).
  2. Non esagerate con le attività extrascolastiche. In generale è consigliabile non riempire il doposcuola con ogni tipo di attività per arricchire la vita dei bambini. È giusto stimolare i piccoli, ma questi non devono essere sopraffatti da un’agenda piena.
  3. Non scrivete email inutili alla/e maestra/e. Se siete davvero preoccupati, scrivete la mail alle maestre e chiedete un colloquio. Fidatevi dell'istinto: quando una mamma pensa che qualcosa non stia andando per il verso giusto, in genere ha ragione. Però se si tratta di cose futili, lasciate che le maestre facciano il loro lavoro.
  4. Non offritevi come volontari per qualunque cosa. È meraviglioso che i genitori si offrano come aiuto a scuola per una attività. Detto ciò, non esagerate e non dite sempre sì, soprattutto se poi dovete sentirvi sopraffatti e stressati dai troppi impegni.
  5. Non confrontatevi con gli altri genitori. Mamme e papà rilassatevi e non confrontate i vostri figli con quelli degli altri. Fate del vostro meglio, amate i vostri bambini e fate loro tante coccole, dite che voi per loro ci sarete sempre, ascoltateli con attenzione. Basta così.

 CONTINUA A LEGGERE: Ritorno a scuola, 5 cose da non fare

 

Ritorno a scuola, la lista delle cose da fare per le mamme

 

Non è facile organizzare tutto al meglio per il rientro a scuola dei bambini. Occorre prima di tutto preparare lo zaino: non bisogna dimenticare libri, quaderni, astucci, matite, penne, gomme, colla, pennarelli, cartellette, grembiuli e grembiulini, ecc.

 

Poi è necessario organizzare anche il resto: le attività extrascolastiche, la mensa, il ritorno alla routine, le scorte di materiale didattico da tenere a casa. Di seguito una “semplice” checklist con le cose da fare per arrivare preparati al fatidico giorno.

 

Da fare entro agosto:

  1. Scegliete zaino e astuccio.
  2. Cercate di capire quale sport piace a vostro figlio e decidete le altre attività extrascolastiche.
  3. Cercate di capire a che punto è vostro figlio con i compiti delle vacanze.
  4. Procuratevi o ordinate i libri di testo.
  5. Cameretta: fate in modo che il piccolo abbia uno spazio tutto per sé.

Da fare entro la fine di agosto:

  1. Procuratevi tutto il materiale di cancelleria che occorre.
  2. Acquistate grembiule e tuta.
  3. Mensa: il bimbo mangerà in mensa? Servono i buoni? Cercate di capire cosa occorre al riguardo.
  4. A letto presto: è fondamentale ristabilire una routine.
  5. Visita dal pediatra: fate fare al bimbo una visita di controllo e approfittatene per chiedere il certificato medico.
  6. Babysitter, nonni e aiuto compiti: organizzatevi già da adesso.

Da fare la settimana prima dell’inizio della scuola

  1. Parrucchiere: se i capelli sono cresciuti molto, fate in modo che vostro figlio li tagli prima dell'inizio della scuola.
  2. Scarpe e altro. Se ha un numero in più, procedete all'acquisto di scarpe chiuse per la scuola.
  3. Ricontrollate i punti precedenti della check list: manca qualcosa? Potete ancora farcela!

CONTINUA A LEGGERE: Ritorno a scuola, la lista per le mamme

 

Come scegliere le attività extrascolastiche

 

Quali sono le attività più adatte al bambino dopo la scuola? Dopo una giornata a scuola, non sarà troppo faticoso riempire anche i suoi pomeriggi di impegni extra? Secondo la psicologa Anna Maria Roncoroni, psicologa e presidente dell'Aistap, occorre fare provare al bambino le varie attività, tener conto della sua indole e della sua fascia d'età. Di seguito, ecco tutte le attività consigliate in base all'età.

 

  1. Attività extrascolastiche più indicate per la scuola primaria.Gli anni della scuola primaria sono i migliori per far conoscere al bambino più attività possibili nei vari ambiti, non solo sportivo, ma anche scientifico, artistico, musicale, in modo da offrirgli l’opportunità di capire quali sono i suoi interessi. «È l’età in cui "assorbono" di più, per questo, prima ancora di iscriverli ad un corso, è importante accompagnarli a mostre, spettacoli teatrali, festival scientifici, laboratori di informatica o di arte, così capiscono che cosa li incuriosisce e li appassiona di più», ha affermato la psicologa Roncoroni. Per quanto riguarda l’attività fisica, è importante che il bambino, prima di scegliere, abbia la possibilità di provare diversi tipi e diverse tipologie di sport, sia individuali che di gruppo. Inoltre, per la scelta dello sport, è opportuno ascoltare le sue preferenze, che vanno rispettate perché l'attività extrascolastiche deve essere piacevole.
  2. Le attività extrascolastiche più indicate per la scuola media. Durante la scuola media, in genere, si consolidano gli interessi manifestati negli anni precedenti, quindi è perfetto se il bambino continua a frequentare l’attività che ha già scelto, così come ci può stare anche che chieda di cambiare corsi. In entrambi i casi, è importante sostenere il ragazzino affinché non abbandoni l’attività, ma incentivarlo a portare avanti ciò che più gli interessa. «Alla fine del ciclo della media, il ragazzo ha l’età giusta per andare all’estero per frequentare un corso di lingua. Se non è possibile, una buona alternativa è fargli frequentare centri estivi dove si svolgono attività in inglese», ha spiegato l’esperta.
  3. Attività extrascolastiche indicate per la scuola superiore. Con gli inizi della scuola superiore, c’è un’altissima percentuale di abbandono delle attività frequentate negli anni precedenti, perché aumenta il tempo dedicato allo studio, i gusti cambiano e cresce il desiderio di uscire e di stare con i compagni. «Se però si riesce, sarebbe bene non smettere, perché lo sport è un fattore protettivo contro tante tentazioni tipiche dell’età (ore piccole, fumo, consumo di alcool), obbliga a sottostare a delle regole e a mantenere il corpo il più sano possibile», ha chiarito  Roncoroni.

CONTINUA A LEGGERE: Attività extrascolastiche, come sceglierle senza stress

 

Sport e bambini, quale scegliere

 

In genere, i genitori iniziano a far praticare sport ai propri figli intorno ai tre-sei anni. Ma quali sono le discipline migliori? «All’inizio è meglio optare per un’attività il più possibile generica, come per esempio il nuoto o la ginnastica, in modo da favorire uno sviluppo armonico di tutto il fisico. Sono controindicate le attività troppo specifiche, come il calcio o il tennis, perché il bambino non ha ancora acquisito né destrezza né sviluppo fisico adeguati», ha spiegato Armando Calzolari, Responsabile Unità operativa complessa di Medicina Cardiorespiratoria e dello Sport dell'Ospedale Bambino Gesù di Roma.

A tal proposito, l'istruttore Giuseppe Gangemi, Coordinatore Scuola Nuoto F.I.N. (Federazione Italiana Nuoto) del ‘Villaggio dello Sport Parco Caserta’ di Reggio Calabria, ha affermato: «E’ anche vero però che in questa fascia d’età non c’è molta differenza tra i vari sport, perché in tutti i casi l’approccio è ludico e non si entra nello specifico della disciplina sportiva. Fino ai sei anni infatti non si può parlare di sport vero e proprio, ma più di esperienza del proprio corpo, in un’età in cui l’individuo è assai ricettivo ad imparare cose nuove».

Soltanto con il passare degli anni il bambino mediante la pratica sportiva avrà la possibilità di sviluppare gradualmente le varie capacità fino all'adolescenza, quando certe potenzialità potranno essere perfezionate con l’allenamento e in base al proprio talento individuale.

Dopo i sei anni si assiste a un progressivo sviluppo sia del fisico che della capacità di coordinazione dei movimenti, che consente l’approccio a nuove discipline sportive, come per esempio l’atletica leggera o il basket.

 

CONTINUA A LEGGERE: Sport e bambini, quale scegliere

 

Ritorno a scuola: perché è meglio non caricare i bambini di impegni

 

Secondo uno studio di Yuko Munakata della University of Colorado a Boulder, pubblicato sulla rivista Frontiers of Psychology, i bambini che sono impegnati in tante attività scolastiche ed extrascolastiche raggiungono, autonomamente, un minor numero di obiettivi rispetto ai coetanei lasciati liberi di trascorrere il tempo in attività meno strutturate e di autoesplorazione, come il gioco libero da soli o con gli amici.

 

I ricercatori hanno sottoposto i bambini a una serie di test cognitivi al fine di misurare l'autonomia esecutiva nel raggiungimento di obiettivi. Dai test è emerso che i piccoli troppo pressati tra corsi e lezioni sono alla fine quelli che ''rendono meno'', almeno per quanto riguarda le capacità di perseguire obiettivi in modo autonomo.

 

Sembra, infatti, che la libertà di gioco e anche la sana noia abbiano più benefici di tanti corsi sullo sviluppo dell'intelligenza del bambino.

 

CONTINUA A LEGGERE: Perché i bambini non devono avere troppi impegni dopo la scuola?

Calendario Scolastico 2019/2020, il primo giorno di scuola in base alle regioni

 

Il primo giorno di scuola è stato stabilito nelle varie regioni d'Italia. Di seguito tutte quelle che hanno comunicato il loro calendario ufficiale:

  • Abruzzo: lunedì 16 settembre;
  • Basilicata: mercoledì 11 settembre;
  • Bolzano: 5 settembre.
  • Calabria: lunedì 16 settembre;
  • Campania: mercoledì 11 settembre;
  • Emilia Romagna: lunedì 16 settembre;
  • Friuli Venezia Giulia: giovedì 12 settembre;
  • Lazio: lunedì 16 settembre;
  • Liguria: lunedì 16 settembre;
  • Lombardia: giovedì 12 settembre (5 settembre per le scuole dell'infanzia);
  • Marche: lunedì 16 settembre;
  • Molise: lunedì 16 settembre;
  • Piemonte: lunedì 9 settembre;
  • Puglia: mercoledì 18 settembre;
  • Sardegna: lunedì 16 settembre;
  • Sicilia: giovedì 12 settembre;
  • Toscana: lunedì 16 settembre;
  • Trentino Alto Adige: giovedì 12 settembre;
  • Umbria: mercoledì 11 settembre;
  • Valle d'Aosta: giovedì 12 settembre;
  • Veneto: mercoledì 11 settembre.

CONTINUA A LEGGERE: Calendario scolastico 2019/2020

 

Scuola, consigli per risparmiare sul materiale scolastico

 

Esiste un modo per risparmiare sul materiale scolastico? Alcune associazioni dei consumatori, dal Codacons ad Altroconsumo da Adiconsum, passando per l'Unione Nazionale Consumatori, hanno identificato alcuni consigli, grazie ai quali è possibile ridurre la spesa scolastica anche del 40%.

 

  1. Non seguite le mode. Non comprate articoli legati a personaggi, cartoni o bambole famosi. Spegnete anche la tv: è prima dell'inizio della scuola che la pubblicità bombarda i ragazzi di messaggi mirati.
  2. Fate una lista dettagliata. Cercate di essere preparati. Fate mente locale su quello che serve a vostro figlio per la scuola: il diario, l'astuccio, le penne, i quaderni, e così via. E cercate di comprare solo quello che avete annotato.
  3. Rinviate gli acquisti. Spesso occorre solo aspettare qualche tempo dopo l'inizio della scuola per comprare a prezzi più bassi.
  4. Attendete le indicazioni dei professori. Sia per i libri sia per strumenti più tecnici, è bene attendere le istruzioni dei docenti per evitare acquisti superflui o non in linea con le loro esigenze. Per i volumi adottati potete comunque già farvi un'idea di quelli indicati dai professori sul sito dell'Associazione Italiana editori: www.adozionilibriscolastici.it.
  5. Comprate al supermercato o online. Secondo il Codacons nei punti vendita della Grande Distribuzione Organizzata si può arrivare a risparmiare anche il 30% rispetto alle cartolibrerie. In base a ciò che sostiene Altroconsumo, prenotando e acquistando libri scolastici nelle grandi insegne – come Auchan, Esselunga, Despar e Carrefour – si può usufruire di sconti che in media vanno dal 15 al 20%. Anche online si possono fare grandi affari: da eBay e Amazon al Libraccio.it, da Libreriascolastica.it a Libreriauniversitaria.it si possono trovare tante offerte.
  6. Sfruttate le offerte Coupon, buoni sconto, promozioni. Fate una spesa consapevole e cercate di sfruttare le occasioni che sono in giro.
  7. Occhio all'edizione. Prima di comprare l'edizione più recente di un testo scolastico valutate se è veramente diversa da quella vecchia: se sono uguali, potete comprare un volume usato.
  8. Puntate sull'usato. L'opzione migliore è quella di comprare i libri direttamente da altri studenti e non nei negozi specializzati: così è possibile risparmiare anche il 50% rispetto al prezzo di copertina.

CONTINUA A LEGGERE: Come risparmiare sui libri di scuola

 

Scuola, consigli per bambini che iniziano

 

Sta per iniziare la scuola! Ecco un po' di consigli per i genitori, a cura della dott.ssa Simonetta Gentile, psicologa psicoterapeuta dell'età evolutiva presso l’Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile, Responsabile dell’ U.O Semplice di Psicologia Clinica dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

  1. Rendete i bambini autonomi e responsabili. Curate insieme il materiale scolastico e il suo angolo studio, ma insegnategli a essere anche autonomo e responsabile in questo compito.
  2. Date una routine nell'orario. Stabilite sempre lo stesso orario per lo studio, preceduto da un momento di riposo e attività tranquille, e seguito da giochi ed impegni più intensi.
  3. Genitori sempre informati. Parlate insieme di quello che si è fatto a scuola, condividendolo nei momenti in cui tutta la famiglia è riunita.
  4. Valorizzate i bimbi per i progressi fatti. Mostratevi contenti per i loro successi senza sopravvalutare i risultati. Non sottovalutate i risultati negativi, ma cercate di capirne insieme il perché e di individuare per tempo la causa e le possibilità di soluzione, consultandovi anche con le insegnanti.
  5. Non parlate male della docente. Mai svalutare il lavoro o il comportamento degli insegnanti davanti al bambino: potrebbe giungere alla conclusione che andare bene o male in quella materia non sia importante!

CONTINUA A LEGGERE: Scuola, consigli per bimbi che iniziano

 

TI POSSONO INTERESSARE: Consigli per il primo giorno di scuola e Consigli per iniziare bene l'anno scolastico

 

Scuola, il passaggio da quella dell'infanzia alla primaria

 

Volete che vostro figlio inizi serenamente la scuola primaria? Non desiderate che stia male o che provi ansia oppure siete semplicemente preoccupati per come affronterà il passaggio dalla scuola dell'infanzia a quella elementare? Ecco alcuni consigli molto validi per rassicurarlo.

  1. La famiglia deve essere unita. Comportatevi come "I Robinson", la famiglia della sit-com americana di grande successo anche in Italia. Questa famiglia, unita e amorevole, si comporta come una squadra e ognuno sostiene l'altro. A sostenere ciò è Melissa Sturge-Apple, psicologa dell'università Usa di Rochester, che ha analizzato poco meno di 250 famiglie per capire se e quanto le relazioni familiari si ripercuotano sull'andamento scolastico. Il modello dei Robinson è vincente perché mette al primo posto le sensazioni del bambino e i genitori rassicurano e ascoltano sempre i figli. Papà e mamma intervengono se il bambino chiede aiuto, ma non si intromettono e rispettano la sua intimità emotiva.
  2. Mostratevi tranquilli. Nei primi giorni di scuola è bene ostentare tranquillità. Vedere i genitori rilassati e fiduciosi aiuta i bambini ad affrontare la scuola con più sicurezza.
  3. Gli insegnanti giocano un ruolo fondamentale. Gli insegnanti devono informare in modo completo gli allievi sulle novità della scuola elementare, su quel che ci si aspetta da loro, ma anche su spazi e tempi dedicati al gioco e alla ricreazione, che per loro rappresentano una rassicurante continuità col passato.
  4. I genitori devono essere coinvolti. I genitori devono essere partecipi in questa fase, dando il buon esempio e aiutando il bambino a responsabilizzarsi e a rispettare gli orari e le regole. I bambini sanno benissimo farsi carico di regole ed impegni, purché ne siano informati in modo chiaro!

 LEGGI PURE: Il passaggio della scuola dell'infanzia a quella primaria e Il bambino inizia la scuola primaria

 

Scuola, passaggio alla secondaria di primo grado: come aiutare i figli ad affrontarlo

 

Se desiderate aiutare vostro figlio nella delicata fase di passaggio alla scuola media, ecco sette ottimi consigli di due esperte: Elena Urso, pedagogista e autrice del sito www.consulenzafamiliare.com, autrice di libri per genitori (con E. Rossini, I bambini devono fare da soli. Senza mai sentirsi soli... Edicart) e Barbara Tamborini, psicopedagogista e saggista.

 

  1. Osservate e ascoltate il bambino. È molto importante che il genitore non minimizzi mai o non metta in ridicolo eventuali paure del figlio e che lo rassicuri aiutandolo a dare voce alle sue emozioni.
  2. Dategli autonomia. Per rassicurare il figlio una buona strategia è quella di lasciargli nuovi spazi di autonomia durante l'estate. Così il bambino può entrare nell'ottica che sta vivendo un momento importante di crescita e mettersi alla prova.
  3. Fare attenzione alle sue emozioni ed essere partecipi. È importante osservare bene il termometro delle eventuali ansie del bambino e agire in base a quello. Inoltre quando il figlio continua a tirare fuori l'argomento "medie", il genitore può raccontare come è stata la sua esperienza, poiché ha attraversato lo stesso momento.
  4. Visitate la nuova scuola e immaginate il primo giorno. Se il piccolo è in ansia, è consigliabile andare alla nuova scuola nei mesi estivi fantasticando su quello che sarà il primo giorno.

CONTINUA A LEGGERE:

Il passaggio alla scuola secondaria di primo grado, come aiutare i figli ad affrontarlo bene

 

Ansia da scuola, consigli per vincerla

 

Molti bambini e adolescenti in vista di esami o compiti si caricano moltissimo di ansia e vanno nel pallone, dando risultati scarsi. Ecco un po' di consigli per vincere l'ansia da scuola.

  1. Non chiedete a vostro figlio sempre "Come è andata a scuola?". Se tutti i giorni il genitore fa questa domanda, il messaggio che arriva è che al genitore importa solo del rendimento scolastico. Proviamo invece a chiedergli come è stato a scuola, oppure a raccontargli com’è andata la nostra giornata o ad interpellarlo su un qualunque altro argomento. Spostiamo insomma la nostra attenzione dalla sua prestazione alla sua persona.
  2. Lasciate che faccia i compiti da solo. Il processo di autonomia si costruisce dando fiducia al bambino di potercela fare da solo. Se è più piccolo, lo si aiuta ad organizzare lo studio, si chiariscono eventuali dubbi (se ce lo chiede), si fa una supervisione finale, ma non ci si siede a fare i compiti con lui.
  3. Non ditegli sempre che ha sbagliato. Se a scuola ha sbagliato un problema o a casa fa male un disegno, non bocciamo in toto il suo operato, ma cerchiamo di capire piuttosto come ha ragionato, in che cosa si è inceppato. Interessiamoci cioè alla procedura più che alla prestazione.
  4. Se l'interrogazione è andata male, non mostratevi preoccupati. Se torna a casa con un brutto voto, non dobbiamo mostrarci preoccupati o farci venire l’ansia noi per primi. Ricordiamoci che noi genitori siamo i "piloti dell’aereo" e se c’è una turbolenza il pilota non può farsi vedere dal passeggero più spaventato di lui, ma avere l’atteggiamento rassicurante di chi è certo che si arriverà sani e salvi a destinazione.

CONTINUA A LEGGERE: Ansia da scuola, 10 consigli per vincerla

 

Colazioni sane e veloci prima di andare a scuola

 

Come devono mangiare i bimbi prima di andare a scuola? Secondo gli esperti, occorre che le colazioni siano complete e ben calibrate. Sicuramente a volte mixare e cambiare rende meno noioso l'inizio di giornata. Eccone alcune:

  1. 150 ml di latte o yogurt, parzialmente scremato (dopo i tre anni va bene anche così, si può fare a meno della parte grassa), biscotti secchi (50 g), spremuta d’arancia (100 ml).
  2. 150 ml di latte o yogurt, parzialmente scremato, 4 fette biscottate (35 g) con marmellata (30 g), spremuta d’arancia (100 ml).
  3. 220 ml di latte o yogurt parzialmente scremato, merendina ai cereali (30 g), mela (200 g)
  4. Piccoli panini integrali con prosciutto o frittatine preparate la sera prima, tè bancha (uno speciale tè deteinato in modo naturale, adatto anche ai bimbi di tre anni), e un frutto di stagione.
  5. Uovo sbattuto con lo zucchero, allungato con latte a temperatura ambiente e un frutto di stagione con sopra un po' di miele.

CONTINUA A LEGGERE: 10 colazioni sane e veloci prima di andare a scuola

 

TI POTREBBERO INTERESSARE ANCHE: Come insegnare ai bambini a vestirsi da soli e 5 giochi per il ritorno a scuola

 

Il mal d'autunno nel bambini, come affrontarlo

 

Nel pieno della stagione autunnale insieme ai classici malanni di stagione accade che i bambini si lamentino anche di un malessere più vago, caratterizzato da stanchezza, apatia, inappetenza, ma anche nervosismo e irritabilità. È quello che alcuni chiamano mal d'autunno, e altri ancora più esplicitamente “school blues”, tristezza del ritorno a scuola. Esistono alcune strategie fondamentali per aiutare i bambini ad affrontare al meglio il ritorno a scuola. Eccole:

 

1. Curare l'alimentazione, che deve essere sana ed equilibrata. Come sottolinea un recente documento della Società italiana di pediatria preventiva e sociale sui supplementi ed integratori per l'infanzia, la dieta migliore a cui tendere è considerata quella di tipo mediterraneo, caratterizzata dall'abbondante consumo di frutta e verdura fresche e di stagione e di cereali (meglio se integrali) dal consumo medio-alto di pesce, legumi e frutta secca e dal consumo ridotto di carne (soprattutto rossa) e di grassi saturi.

2. Curare il sonno: riposare bene è essenziale per permettere all'organismo di funzionare al meglio.

3. Passare più tempo possibile all'aria aperta: anche in autunno e in inverno e anche se il tempo non è bello.

4. Prestare ascolto alle loro emozioni e preoccupazioni, senza minimizzarle ma ponendosi in un atteggiamento di ascolto empatico.

 

CONTINUA A LEGGERE: Mal d'autunno nei bimbi, come affrontarlo

Il bambino ha mal di pancia: fisico o psicologico? 

 

Spesso i genitori pensano che nella stragrande maggioranza dei casi la causa del mal di pancia sia una patologia organica, ma non è così. Secondo il Prof. Paolo Lionetti, responsabile di Gastroenterologia pediatrica dell’ospedale Pediatrico Anna Meyer, Università di Firenze, nel 90% dei casi si tratta di cause psicologico-emotive.

 

Nostrofiglio.it ha stilato un breve manuale per genitori alle prese con il mal di pancia dei figli per aiutarli a capire quali sono le possibili cause e come comportarsi.

 

  1. Segnali per capire se la causa del mal di pancia è fisica. I sintomi che devono destare preoccupazione e che “noi medici consideriamo bandierine rosse”, dice Lionetti, sono: il bambino riferisce mal di pancia in un punto ben preciso; risveglio notturno per il dolore; febbre; rallentamento della crescita; diarrea; vomito associato a dolore; infiammazione intorno all’ano; calo di peso; sangue nelle feci. Senza considerare che, molto più banalmente, un attacco acuto – acuto, non ricorrente! - di mal di pancia può esser dovuto ad una semplice indigestione di cibo spazzatura. In generale, si tratta di disturbi passeggeri, che si risolvono da sé in breve tempo.
  2. Se il bambino ha spesso mal di pancia, è consigliabile andare dal pediatra. Se il mal di pancia è un disturbo ricorrente, è sempre bene andare dal pediatra, che innanzitutto rivolgerà alcune domande specifiche per capire quando e come si presenta il dolore. Il medico effettuerà poi una visita generale. Se necessario, prescriverà alcuni esami del sangue - emocromo, test per la celiachia e alcuni indicatori di infiammazione – e un esame delle urine. Se c’è diarrea, un esame parassitologico delle feci.
  3. Se il mal di pancia è ricorrente e il controllo pediatrico è ok, la causa può essere emotiva. Se tutti gli esami sono negativi e la crescita del bambino è regolare, il pediatra può arrivare alla conclusione che si tratta dolori addominali ricorrenti di tipo funzionale, cioè non legati a una malattia, nonostante la pancia faccia male davvero.

CONTINUA A LEGGERE: Il mal di pancia dei bambini: causa fisica o psicologica?

 

TI POTREBBE INTERESSARE: 10 consigli per rinforzare le difese immunitarie dei bambini

 

Bambini e mal di schiena, è davvero colpa dello zaino?

 

In uno studio recente e intitolato Do schoolbags cause back pain in children and adolescents? A systematic review, alcuni ricercatori hanno verificato se le caratteristiche di uso dello zaino scolastico siano fattori di rischio per il mal di schiena di bambini e adolescenti.

 

Gli studiosi sono giunti alle seguenti conclusioni: «Il peso dello zaino, il disegno dello zaino e il metodo di trasporto non aumentano il rischio di sviluppare mal di schiena in bambini e adolescenti», spiega la dott.ssa Alessandra Negrini, fisioterapista di Isico. «Il mal di schiena è invece fortemente correlato all’attività fisica nel bene e nel male: ossia quando se ne fa troppa o troppo poca con conseguenze negative in entrambi i casi».

 

Come prevenire allora i dolori legati alla schiena? Gli esperti di Isico suggeriscono, riprendendo le Linee Guida Internazionali, che:

  1. Occorrerebbe fare almeno un’ora al giorno e non necessariamente di sport agonistico, anzi: va benissimo anche giocare nel parchetto sotto casa.
  2. Non bisogna essere troppo sedentari ed è meglio evitare di stare troppo seduti.
  3. Se possibile, camminare per andare a scuola, se il tragitto è breve.
  4. Si può pure approfittare dell’intervallo per giocare e correre. Inoltre, è meglio alzarsi a intervalli regolari dal banco e fare sport il più possibile.
  5. Infine, il banco o la scrivania sono fondamentali per una postura corretta. «Sedia, banco e scrivania devono essere adeguati all'altezza del ragazzo. E' importante sedersi il più possibile indietro con il bacino e appoggiarsi con il dorso allo schienale quando si usa il computer o si ascolta a scuola, mentre quando si legge o si scrive ci si può inclinare in avanti appoggiando gli avambracci sul piano di lavoro, sempre curando che il bacino sia ben indietro», ha detto la dott.ssa Negrin.

CONTINUA A LEGGERE: Bimbi e mal di schiena: è colpa dello zaino?

 

TI POTREBBERO INTERESSARE ANCHE: Schiena e bambini, 5 miti sulla postura, la scoliosi, gli zaini pesanti

 

Ritorno a scuola, i film da vedere

Quali film guardare con i propri figli in attesa del rientro in classe? Ecco una serie di lungometraggi divertenti e da vedere in famiglia, che preparano gradualmente i ragazzi all'idea dell'inizio della scuola.

Vi proponiamo:

  1. L'attimo fuggente
  2. Harry Potter e la camera dei segreti
  3. Grease
  4. The breakfast club
  5. School of rock
  6. High School Musical

Le frasi più belle sul ritorno a scuola

l rientro in classe non è vissuto sempre in modo ottimale dai giovani, i quali, dopo le vacanze estive, sono tristi perché il divertimento e il relax sono, in un certo senso, terminati. Abbiamo selezionato una serie di frasi d'autore che possono facilitare e rallegrare il ritorno a scuola. Ecco quali sono.

  1. «Avevo proprio bisogno di trovar mia madre all’uscita e corsi a baciarle la mano. Essa mi disse: – “Coraggio Enrico! Studieremo insieme". – E tornai a casa contento. Ma non ho più il mio maestro, con quel sorriso buono e allegro, e non mi par più bella come prima la scuola». (Edmondo De Amicis, "Cuore")
  2. «Non basta mandare i figli a scuola, bisogna accompagnarli sulla via degli studi, bisogna costruire giorno per giorno in essi la consapevolezza che a scuola si va non per conquistare un titolo, ma per prepararsi alla vita». (Giovanni Leone)
  3. «La scuola è il nostro passaporto per il futuro, poiché il domani appartiene a coloro che oggi si preparano ad affrontarlo». (Malcom X)
  4. «Primo giorno di scuola: 20 matite, 64 temperamatite, 30 penne, 12 righe, 20 quaderni. Fine della scuola: 1 matita trovata per terra». (Anonimo)
  5. «Lo scopo della scuola è quello di trasformare gli specchi in finestre». (Sydney J. Harris)

 

Le frasi per il primo giorno di scuola

 

Tre frasi per il primo giorno di scuola: 

  1. "Ti auguro di passare un anno stellare, costellato da momenti indimenticabili in questo universo di esperienze che devono essere prese sempre al volo!" (Pascal Ciuffreda)
  2. Una bambina torna a casa dopo il suo primo giorno di scuola. La madre le chiede: "Che cosa hai imparato oggi?" La bambina risponde: "Non abbastanza, vogliono che torni anche domani". (Anonimo)
  3. "Avere una forza capace di muovere le montagne e non sapere di possederla: tutti i giovani la posseggono, anche tu. Per trovarla, bisogna dare il giusto valore a ogni giornata, capire che la felicità necessita di sacrifici: per diventare dei campioni, anche a scuola, il lavoro duro e costante non deve mancare. Solo così si diventa quello che veramente si vuole, solo così si realizzano i desideri". (Pascal Ciuffreda)