Scuola primaria

Scuola: 7 film indimenticabili per parlare di didattica

filmpedagogici
21 Marzo 2018
Docenti che vanno oltre la classica lezione frontale, dalla cattedra agli alunni, per insegnare stimolando la curiosità e la passione, anche in situazioni difficili come in "Monsieur Lazhar" o con ragazzi problematici, come ne "La classe", e spesso malvisti da preside e colleghi, come ne "L'attimo fuggente". Ecco una rassegna di film per emozionarci e discutere di didattica. 
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"O capitano! Mio capitano"... chi non sarebbe salito sul banco a rendere omaggio al professore interpretato da Robin Williams ne L'attimo fuggente?

 

Questo film, come altri sei selezionati da Paola Cosolo Marangon, formatrice del Cpp e responsabile della redazione della rivista Conflitti, parla di scuola e insegnamento, ma lo fa emozionandoci. Perché al centro mette l'importanza della relazione tra l'insegnante e gli alunni. 

Relazione da cui nessun docente dovrebbe prescindere. Infatti, "l'apprendimento passa attraverso le relazioni: sia tra il gruppo classe, sia tra il gruppo e l'insegnante. Per insegnare non basta mettersi in cattedra e trasmettere dall'alto il proprio sapere; ma un docente deve tener conto dei suoi alunni, saperli guardare con l'occhio dell'adulto e saper guidare; deve incuriosire, appassionare, tenendo presente chi ha di fronte, le sue emozioni, la sua storia" spiega  Paola Cosolo Marangon.

 

"In questi film abbiamo diverse figure di insegnanti che rompono lo schema della lezione frontale, della pedagogia trasmissiva. Sono docenti che cercano di far ragionare i ragazzi con la propria testa, con l'obiettivo di farli appassionare a quello che studiano, non per prendere bei voti, ma perché incuriositi dal sapere". 

 

Ecco sei film per riflettere su didattica e nuove proposte pedagogiche. 

 

L'attimo fuggente (di Peter Weir, 1989)

Per insegnare ci vuole passione ed è la passione che caratterizza il docente di  questo film. Anni Cinquanta, John Keating, docente di letteratura, va a insegnare in un collegio maschile. Il suo approccio didattico è originale e molto coinvolgente: non ci sono lezioni frontali e la poesia viene studiata come esperienza di vita.

Un insegnante avversato perché non conforme ai programmi, un insegnante che tutti avremmo voluto avere perché si impara solo se si ha una forte motivazione. Questo film ci insegna che il carisma è una componente essenziale per il lavoro del docente e l’amore per la propria professione fa il resto. L’imperativo del film? Imparare a cogliere il momento presente e vivere fino in fondo ciò che ci è dato vivere, non sprecare le proprie risorse e interessarsi a ciò che si ha davanti.

 

Essere e Avere ( di Nicolas Philibert, 2002)

Francia, in un piccolo paesino di campagna sopravvive ancora la "classe unica" che raccoglie in una sezione sola tutti i bambini delle elementari.

Qui un maestro, vicino alla pensione, cerca di insegnare ai suoi alunni a stare al mondo, che è il compito più importante della scuola. 

I suoi insegnamenti vanno dalla capacità di cuocere un uovo, al coltivare il piccolo orto. Notevoli le parti in cui il maestro accoglie i bambini che litigano e li mette a confronto, senza giudizio, ma con il sincero interesse ad aiutarli a spiegarsi.

 

Di questo film il quotidiano francese “Liberation” ha scritto: "è un elogio del lavoro dell' insegnante. Un mestiere che, l’avevamo dimenticato, è il più bello del mondo”. 

 

Monsieur Lazhar (di Philippe Falardeau, 2001)

“Si limiti a insegnare piuttosto che educare”. Questa è la frase che colpisce in modo particolare nella vicenda di questo maestro “improvvisato” ma di grande umanità.

In una scuola elementare di Montreal, dopo il suicidio di una maestra, avvenuto proprio in classe, la preside non riesce a trovare nessuno come supplente. Alla fine accetta di affidare la classe a Bashir Lazar, un immigrato algerino in fuga dal suo Paese e con un tragico passato. Il maestro riuscirà a costruire un legame con i bambini scossi dalla tragedia. Nel suo essere insegnante saprà conciliare la morte e la vita, senza accettare l’imperativo delle famiglie che vorrebbero “far sparire” il problema del suicidio. Accompagnerà la classe a comprendere che la vita è fatta di gioia e dolore, di fragilità e forza. Ad aiutarli la letteratura, anche se, a detta dei colleghi, sembra essere troppo alta per i i bambini.

 

La classe (di Laurent Cantet,  2008)

Il film segue le vicende di un professore in una scuola media parigina alle prese con una classe multietnica.  La chiave di volta per poter insegnare in un contesto così plurale è aiutare i ragazzi a comprendere ciò che si sta facendo soprattutto attraverso esperienze dirette. La classe è un compendio di democrazia, la complessità è una cifra che aiuta a crescere e ad accettare le diversità e i conflitti  come elementi fondanti dell'educazione. Saper tenere il confronto, non cedere per comodità (come alcuni colleghi fanno) e creare cornici solide, consente a questo professore di essere un riferimento per i suoi alunni.

Un film-esperienza tratto dall’omonimo libro, scritto tra l’altro dall’attore che interpreta il professore. 

 

 

La scuola (di Daniele Luchetti, 1995)

E’ una storia di insegnanti dove il rapporto tra colleghi prende la scena. Insegnanti demotivati, stanchi, con un preside poco interessato al suo corpo docente e forse ancor meno agli studenti. Tra tutte le trame adulte emerge un insegnante molto più interessato alla storia personale degli allievi che alla loro produzione scolastica. Empatico, appassionato del suo lavoro e del rapporto umano, questo insegnante – magistralmente interpretato da Silvio Orlando – esce dal coro dei colleghi. I ragazzi vogliono essere visti dall'adulto consapevole che non è al loro livello ma che li aiuta a crescere. 


Io speriamo che me la cavo ( di Lina Wertmuller, 1992)

Un maestro che viene mandato dove non doveva andare. E’ quasi un paradosso quello che si trova a vivere il povero docente, sbattuto in un paesino dove la scuola sembra essere l’ultimo dei problemi della gente. I bambini vengono raccolti per strada, l’arroganza fa parte della quotidianità. Un maestro che parte dalla disperazione per arrivare all’affetto e alla dedizione. Sente di avere una missione e dovrà trovare tutta la sua capacità didattica per inventare continuamente cose nuove per catturare l’attenzione e convincere i ragazzi ad accettare la sfida dell’imparare. Nonostante le avversità che non sono certo poche.


Lezione di sogni (di Sebastian Grobler, 2011)

Film tedesco che racconta la storia del professor Konrad Koch, docente all'avanguardia che si trova ad insegnare in un contesto scolastico basato sulla più ferrea disciplina nella Germania di metà Ottocento.

 La pedagogia del professor Koch è quella dell’imparare divertendosi e per insegnare inglese farà giocare i suoi alunni a football.

La relazione con i suoi studenti passa attraverso il confronto, il guardarsi in faccia e l'interagire e non solo chinare il capo e tacere. Niente punizioni corporali, niente bacchetta, ed è questo il messaggio principale.

Per Koch essere maestri non significa educare in maniera tetra, bensì aprire la mente attraverso il divertimento e anche il movimento fisico. 

 

 

 

 

Convegno Nazionale CPP


E di nuovi modi di far didattica dse ne parlerà anche al convegno:
"La lezione non serve. La scuola come comunità di apprendimento" promosso dal Centro PsicoPedagogico a cui parteciperanno esperti provenienti dal mondo della ricerca, della pedagogia e della scuola e rivolto a insegnanti, educatori e genitori. 
Il convegno si terrà il 14 aprile 2018, presso il Teatro CarcanoCorso di Porta Romana 63, Milano.
Per iscrizionicppp.it