Scuola primaria

Scuola a 5 anni, sì o no. Come fare la scelta giusta

Di Simona Regina
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19 Gennaio 2015 | Aggiornato il 05 Dicembre 2016
A scuola in anticipo, sì o no? Qual è la scelta giusta? Anche i bambini che compiranno sei anni dopo il 31 dicembre 2017 ed entro il 30 aprile 2018 possono essere iscritti alla scuola primaria e iniziare a frequentarla dal prossimo settembre. La scelta se farli cominciare in anticipo oppure no spetta ai genitori. Ecco che cosa valutare
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Anche i bambini che compiranno sei anni dopo il 31 dicembre 2017 ed entro il 30 aprile 2018 possono essere iscritti alla scuola primaria e iniziare a frequentarla dal prossimo settembre. La scelta se farli cominciare in anticipo oppure no spetta ai genitori. 

 

Come si fa a decidere la cosa giusta per il bambino? Meglio optare per l’ingresso anticipato per “guadagnare un anno” o non accelerare i tempi e lasciare che ancora per un po’ i propri figli giochino liberamente senza l’incombenza di compiti e tante ore sedute ai banchi di scuola? Ecco che cosa pensano alcuni esperti con visioni diverse e che cosa stabilisce il ministero dell'Istruzione per gli anticipatari. 

 

La scelta va 'calibrata' sul singolo bambino


La scelta, secondo Luigia Milani, psicologa dell’età evolutiva e psicoterapeuta dell’adolescenza all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, va calibrata sul singolo bambino. E ponderata bene. “Perché un cattivo inizio può essere un trauma: minare l’autostima del bambino e segnarlo da un punto di vista emotivo. Al contrario, invece, un buon inizio lo fa sentire adeguato alle nuove sfide e alimenta il piacere dell’imparare”.


Insomma, pochi mesi di differenza a quella età, è il caso di dirlo, possono fare la differenza e un inserimento traumatico può essere fonte di ansia e demotivazione. Nel ponderare quindi il passaggio anticipato dalla scuola dell’infanzia a quella primaria non basta valutare solo la maturità cognitiva. Anche le bambine e i bambini più svegli intellettivamente e già “svezzati” alla lettura e alla scrittura possono provare disagio al peso delle prestazioni richieste dalla scuola dell’obbligo.

 

Valutate la maturità emotiva del bambino

 

Non è da sottovalutare, infatti, la loro maturità emotiva: "La capacità cioè di stare serenamente e per molte ore (se la scuola è a tempo pieno) lontano dall’ambiente familiare, capacità che non per tutti si consolida nei primi anni di materna, la capacità di relazionarsi in modo cooperativo con i coetanei (e gli adulti), di portare a termine un compito, di saper gestire piccole frustrazioni legate a eventuali difficoltà, e di accettare in modo sereno le richieste e i giudizi degli insegnanti,” dice la psicologa infantile.

 

Valutate gli insegnanti e la didattica. Non sono tutti uguali


Da non sottovalutare poi il tipo di scuola e di didattica con cui il proprio figlio si confronterà: “Non tutti gli insegnanti sono esigenti allo stesso modo e se c’è chi accompagna gradualmente gli alunni alla lettura e alla scrittura, ci sono altri invece che corrono di più e che, per alcuni bambini in particolare, possono essere vissuti come troppo esigenti”.

 

Mettete da parte le vostre aspirazioni. Si parla di vostro figlio


Certo: chi va a scuola prima finisce prima, “ma a mio parere meglio procedere con calma mettendo il bambino nelle condizioni di sentirsi a proprio agio, con i compagni, con le richieste dell’insegnante e con i contenuti dell’insegnamento,” dice la psicologa Milani.


Quindi meglio mettere da parte le proprie aspirazioni genitoriali che, a volte, rischiano di prevaricare sulle reali esigenze dei figli, e considerare i vantaggi che possono derivare dal trascorrere ancora un anno alla scuola materna, dove il gioco la fa da padrone.

 

Il gioco è un'importante forma di apprendimento. Non è tempo buttato

 

“Il gioco infatti è una forma di apprendimento e ha un’importanza enorme per la crescita emotiva, perché attraverso il gioco tra pari i bambini possono riprodurre situazioni di vita reali, o dare libero sfogo alla fantasia e all’immaginazione, sperimentando emozioni, relazioni e sviluppando sicurezza di sé” conclude Milani.

 

Giuseppe Mele (Paidòss): sono a favore dell'anticipo scolastico


Diversa la posizione del pediatra Giuseppe Mele, presidente dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute dell'Infanzia e dell'Adolescenza (Paidòss): “Sono a favore dell’anticipo scolastico perché ritengo che il processo formativo, con l’ingresso nel mondo della scuola, possa esaltare lo sviluppo di un bambino, che oggi riceve molti più stimoli di un tempo. La nostra scuola – conclude – è matura per accogliere gli anticipatari”.

 

Miur: la scuola deve accogliere gli anticipatari con attenzione e cura


Il Ministero dell’Istruzione, dal canto suo, invita le scuole che accolgono bambini anticipatari a rivolgere loro particolare attenzione e cura, soprattutto nella fase dell’accoglienza, ai fini di un efficace inserimento e raccomanda alle famiglie di consultare gli insegnanti della scuola dell’infanzia prima di procedere alla iscrizione anticipata.

 

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Guarda anche il video sull'inserimento dei bambini alla scuola elementare