Nidi e mense scolastiche

Scuola e servizi: meno posti nei nidi e troppi sprechi di cibo, ma i bimbi sono felici di mangiare in mensa

Di Nicolò De Rosa
mensa.600
27 ottobre 2017
Il rapporto di Cittadinanzattiva rende un quadro piuttosto dettagliato dello situazione riguardante i nidi e le mense scolastiche su tutto il territorio nazionale. La spesa media di una famiglia si aggira intorno ai 380 euro e benché non si evidenzino grossi rincari rispetto agli anni passati, cresce ancora la differenza di tariffe da regione a regione. Altalenanti le condizioni igienico-sanitarie dei refettori

Una famiglia media italiana, con un bimbo al nido e un altro iscritto alla materna o alla scuola primaria, spende al mese 380€, precisamente 301€ per la retta dell’asilo e 80€ circa per il servizio mensa.

 

Ma questo è solo uno dei tanti punti interessanti evidenziati dal rapporto “Servizi in…Comune. Tariffe e qualità di nidi e mense” di Cittadinanzattiva , il quale ha analizzato costi, servizi e feedback su tutto il territorio nazionale e li ha elaborati per ottenere un quadro esaustivo.

 

Ma andiamo a vedere nel dettaglio.

 

 

Costi

 

Le tariffe a livello nazionale si attestano sui parametri degli ultimi tre anni, ma nel computo appaiono evidenti le grosse differenze fra regione e regione e addirittura fra capoluoghi e province.

 

A Catanzaro, ad esempio, una retta costa circa 100€, ma se ci si sposta a Lecco una struttura similiare può arrivare a richiedere una spesa anche di 515€. Lo stesso discorso vale per le mense scolastiche, dove si passa dai 38€ di Barletta ai 128€ di Livorno.

 

E’ di 301€ la tariffa media mensile nel 2017/18 (erano 309€ nel 2014/15). per una famiglia tipo (3 persone con un minore al di sotto dei 3 anni e un ISEE di 19.900€). Il Molise è la regione più economica (167€, -28,2% su 2014/15), il Trentino Alto Adige la più costosa (472€, +9,4%)

Gli aumenti maggiori nell'ultimo triennio sono stati registrati a Chieti (50,2%), Roma (33,4%) e Venezia (24,9%).

 

 

 

 

Disponibilità offerta nidi

 

Se dunque il Sud appare in vantaggio sulla questione costi, dove però si debe tenere conto che solo nel 3% dei casi la retta copre tutte le necessità dell'alunno, le note dolenti arrivano dalla disponibilità dei nidi.

 

Solo il 7,6%, della potenziale utenza viene coperta, mentre la media nazionale è del 20% (23% al Nord e al 26,5% al Centro)

 

In aumento le liste di attesa dal 20% del 2013 al 26% del 2015 (nonostante la riduzione del numero di domande presentate) e ciò può avere forti ripercussioni sulla vita delle famiglie.

 

Nel corso del 2016 si legge nel dossier - su 30mila donne (dati Ispettorato nazionale del Lavoro) che hanno dato le dimissioni dal posto di lavoro, ben una su cinque l’ha fatto per mancato accoglimento dei figli al nido pubblico, quasi una su quattro per incompatibilità fra lavoro e assistenza al bimbo, il 5% per i costi troppo elevati per l’assistenza al neonato.

 

Costi mensa

 

La tariffa media nazionale per il servizio mensa nella scuola primaria è di circa 80€, con il Nord ancora più caro ma in trend descrescente (mentre il Sud rimane più conveniente ma con rincari maggiori).

 

Per la scuola dell’infanzia, la regione più costosa è l’Emilia Romagna 104€, -6,9% rispetto al 2016/17), la più economica la Sardegna (60,60€, -7,7%). Spicca l’aumento registrato in Umbria (+24,1%) e Calabria (+20,7%). Nella primaria, la mensa costa di più sempre in ER (107,10€, -0,8%), costa meno in Umbria (65,70€, invariata). Anche qui gli incrementi più rilevanti rispetto al 2016/17 si registrano in Calabria (+17,6%) e Sicilia (12,2%). Barletta il capoluogo più economico per la ristorazione scolastica (32€ mensili per famiglia tipo), Livorno il più costoso (128€ mensili).

 

Condizioni delle mense

 

Su 78 scuole di 12 regioni e 627 intervistati fra bambini, docenti, genitori e rappresentanti della Commissione mensa, si è riscontrata una certa soddisfazione per la pulizia degli ambienti (l’80% dei bambini ritiene che i locali siano "abbastanza o molto puliti e luminosi"), mentre la manutenzione e la messa in sicurezza dei refettori sono ancora voci negative

 

Il 14% (delle mense) presenta distacchi di intonaco e il 6% altri segni di fatiscenza come umidità, infiltrazioni di acqua. Barriere agli ingressi nell’8% delle mense, pavimentazioni irregolari nel 17%, porte con apertura anti panico assenti nel 35%. [...]Fra gli aspetti negativi segnalati dai bambini, il 56% ritiene che siano molto rumorosi, il 37% poco accoglienti e il 43% poco allegri. Secondo i piccoli utenti gli arredi lasciano molto a desiderare: il 51% dichiara, infatti, che non siano né adatti né confortevoli.

 

Qualità del cibo

 

L'utenza (sia docenti che bimbi) appaiono contenti della qualità del cibo, anche se poco bio.

 

Per il 77% dei genitori il menù è vario e per il 64% rispetta la stagionalità dei prodotti. Rispetto alle quantità, il 73% ritiene che le porzioni siano equilibrate e il 72% che i propri figli mangino volentieri a mensa.

 

Sprechi

 

Quello che invece la scuola italiana proprio non riesce a sconfiggere è lo spreco.

 

L’87% degli intervistati evidenzia infatti l'utilizzo di tovaglie di carta per apparecchiare i tavoli della mensa, con il 50% del campione che afferma anche di usare sempre posate usa e getta.

 

Da una stima effettuata nel corso della rilevazione, gli avanzi, solo in parte “riciclati” (18%), si aggirerebbero tra il 10% ed il 20%. Frutta e pane confezionato vengono in qualche caso riproposti a merenda.

 

I bambini sono felici di mangiare a scuola?

 

Sembrerebbe di sì.

 

Il 63% dei bambini dichiara infatti di mangiare a mensa con piacere, specialmente perché può stare insieme ai compagni (93%). I motivi di chi invece non è contento? Soprattutto la scarsa varietà del cibo (che invece per i genitori rimane accettabile) e delle porzioni, nonché una certa inadeguatezza del personale addetto.