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Scuola: ecco perché non bisogna sostituirsi ai figli

Di Francesca Trabella
scuolalettura

21 Novembre 2017
Ti sostituisci a tuo figlio nei compiti? Tamponi le sue falle? Inverti la marcia. Per farlo finalmente crescere  

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Nel suo libro Sono puri i loro sogni. Lettera a noi genitori sulla scuola (Einaudi, 13 €), Matteo Bussola, scrittore e padre di tre bambine scrive: “Siamo passati da un mondo in cui i genitori stavano a una giusta distanza, a uno in cui stanno troppo vicini. Dal portare i figli a scuola, ai figli che portano a scuola noi. La nostra costante presenza è il risultato di una genitorialità che interpreta troppo spesso l’amore come un mettersi davanti, nel tentativo di proteggere ciò che abbiamo di più prezioso».

 

I MOLTEPLICI PERICOLI: ECCO PERCHE' NON BISOGNA SOSTITUIRSI AI FIGLI

«Però, se ti sostituisci al ragazzo e gli spiani tutti gli ostacoli, non favorisci lo sviluppo della sua autonomia, che necessita di impegno personale, tentativi ed errori», spiega Marcella Ascari, psicologa psicoterapeuta e mediatrice familiare a Modena.

 

«Ma non basta: gli trasmetti messaggi di sfiducia (“Non ce la fai senza di me”), principi sbagliati (“È lecito imbrogliare delegando i compiti a qualcun altro”) e un’idea di amore condizionato dalla performance (“Ti voglio bene solo se ottieni certi risultati”)». Già, perché se da un lato vuoi risparmiare a tuo figlio fatica, frustrazione, delusioni, sofferenza, dall’altro pretendi che sia perfetto. La ragione? Come ipotizza Bussola, «nei nostri figli riviviamo noi genitori. E di fronte a un brutto voto o a una nota siamo noi a sentirci criticati nel nostro ruolo».

 

Come aiutare tuo figlio

Un passo indietro, dunque, è necessario. «Non si tratta di disinteressarsi dei figli, ma di accompagnarli in modo più discreto e meno ansioso», chiarisce la psicologa. Come consiglia Jessica Lahey, autrice di Lasciamoli sbagliare. Imparare a farsi da parte per crescere figli felici (Vallardi, 15,90 €): «Concentrati sul benessere di tuo figlio a lungo termine, anziché su ciò che lo rende felice qui e ora, e saprai come comportarti». Tuo figlio è alle prese con un esercizio ostico? Non finirlo al suo posto, ma offriti di spiegarglielo. Dimentica di portare del materiale? Evita di rimediare correndo a scuola e/o di giustificarlo davanti agli insegnanti. Piuttosto, spiegagli quanto sia importante organizzarsi per tempo.

 

 

«Non far passare però il cambio di rotta come una punizione: il ragazzo deve capire che ti stai facendo da parte per il suo bene», dice Ascari. «Infatti non gli togli nulla, anzi gli dai l’occasione per mettersi alla prova e per far crescere autostima e senso di autoefficacia (“Sono capace da solo!”)».

 

 

Abbi fiducia negli insegnanti, così si cresce in due modi
Anche la considerazione che hai dei docenti di tuo figlio e il modo in  cui ti relazioni con loro incide molto su come lui vive la scuola. Se li ritieni incompetenti, privi di autorevolezza, ingiusti, difficilmente lui potrà riconoscerli come guide ed educatori, e continuerà ad appoggiarsi solo a te.
«Abbi  fiducia negli insegnanti e confrontati con loro, cercando di essere più obiettiva possibile riguardo al giudizio su tuo figlio», dice la dottoressa Ascari. «Troverai preziosi alleati per questo processo di crescita, tuo e di tuo figlio».