Scuola primaria

Scuola Finlandia: 8 motivi per cui è la migliore al mondo

bambinafinlandia
08 Giugno 2017 | Aggiornato il 25 Ottobre 2018
Sono tutti istituti pubblici e di altissimo livello; i docenti sono molto qualificati e puntano a motivare gli allievi; fino a 13 anni non ci sono voti e si dà grande importanza al gioco. Ecco alcune ragioni per cui in Finlandia la scuola funziona davvero bene. 
Facebook Twitter More

La Finlandia è considerata il Paese con il miglior sistema scolastico al mondo. E', infatti, in vetta  alla classifica del Pisa (Influential Programme for International Student Assesment) dell’Osce che misura alfabetizzazione e capacità matematiche della media degli studenti dei diversi Paesi.

Ma qual è il segreto di tanto successo?

Scoprilo nel video:

 

 

1. Tutte le scuole sono pubbliche

In Finlandia non esistono scuole private. E tutte le scuole pubbliche sono di ugual livello (cioè buono). Questo significa omogeneità dell'istruzione e non istituti di serie A e di serie B: tutti frequentano la loro scuola di zona.

L'alta qualità dipende dal fatto che i docenti sono dei professionisti di altissimo livello. 

 

2. L’insegnamento è una delle professioni che gode di maggiore rispetto.


In Finlandia, infatti,  i maestri non sono sottopagati. Anzi, godono di grande rispetto, dato che si dà molta importanza all’infanzia: è la base della società del futuro. 
In Finlandia, per diventare maestri, i candidati devono prima aver conseguito la laurea magistrale e una specializzazione. Spesso, mentre studiano all’università per diventare maestri, i candidati insegnano come “aggiunti” in una scuola elementare contigua all’università.
Il risultato: si può essere certi che i maestri siano aggiornati al meglio in ambito pedagogico. "C’è fiducia che gli insegnanti usino al meglio la libertà di cui sono dotati, perché hanno avuto una formazione di alto livello, senza bisogno della paura di controlli e giudizi di ispettori" spiega Pasi Sahlberg, esperto di educazione, a businessinsider.com 

 

3. La Finlandia dà retta alla ricerca.

In Finlandia le riforme scolastiche non si fanno in base a calcoli politici, ma il governo fissa le linee d’intervento quasi esclusivamente sulla ricerca. Se gli studi dimostrano l'efficacia di un certo tipo di didattica, allora il ministro dell'istruzione farà degli esperimenti per vedere se si può applicare nella scuola.

“In  Finlandia, l'istruzione è una questione professionale e non politica”, spiega Sahlberg.  

 

 

 4. Non ha paura di sperimentare e si aboliscono le materie

La Finlandia in fatto di didattica  non ha paura di sperimentare, ed è così che con la riforma del 2015,  in via d'applicazione in tutto il Paese, il ministero dell'istruzione ha abolito le lezioni frontali (il docente in cattedra che spiega ad alunni passivi) e introdotto la collaborazione tra insegnanti e ragazzi. 

L’importanza di un atteggiamento sperimentale può portare i maestri a pensare fuori dagli schemi.

Leggi anche: Scuole Senza Zaino: un nuovo modello didattico

 

5. Il gioco dei bambini è sacro


La legge finlandese prevede che i maestri lascino 15 minuti di gioco ogni 45 di lezione.
Questa politica deriva dalla profonda convinzione che i bambini debbano restare bambini il più a lungo possibile. Crescere velocemente per diventare memorizzatori ed esecutori di test non è il loro mestiere.

 

I risultati parlano da soli: sempre più studi confermano che gli studenti che fanno un intervallo quotidiano di quindici minuti o più, si comportano meglio a scuola e fanno compiti migliori.

 

6. Pochi compiti a casa


Gli insegnanti generalmente danno pochi compiti da eseguire a casa. 

Questo perché si lavora molto in classe. E i genitori hanno fiducia che quello che i bambini fanno nell'orario scolastico sia sufficiente. 

Si ritiene, invece, importante che il tempo passato a casa sia riservato alla famiglia, dove le uniche lezioni per i bambini riguardano la vita.

Leggi anche: Compiti a casa, sì o no?

 

7.

Fino a 13 anni niente voti

La pedagogia finlandese parte dalla convinzione che tutti i bambini possano imparare a leggere, scrivere, fare di conto e parlare tre lingue come imparano a correre e parlare, senza umiliazioni. Fino a 13 anni non si danno voti. E dopo, i giudizi non devono essere mai negativi, ma cercare di stimolare chi è rimasto indietro. 

Leggi anche: Voti in pagella? Bocciati. Ecco perché

 

8. Tutti alla scuola materna fino ai sette anni

Anche asili nidi e materne sono di altissimo livello e pubblici. E  questo contribuisce a far sì che i piccoli, una volta entrati alla primaria, abbiano tutti la stessa preparazione.

Inoltre le elementari cominciano a sette anni (e non sei), quando il cervello è al giusto stadio di maturazione, pronto per apprendere.

Leggi anche: Finlandia, una scuola da imitare