Salute famiglia

Vaccino contro l'influenza, si parte il 1° ottobre

medico_paziente
28 Settembre 2010
La campagna di vaccinazione inizia un mese prima rispetto all'anno scorso. Quest'anno il vaccino è unico e protegge da tre virus, due stagionali e il terzo dell'influenza suina. E' consigliato, come sempre, alle categorie a rischio, cioè anziani, persone con malattie croniche, soggetto addetti a servizi pubblici, donne nel II e III trimestre di gravidanza ...
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Il ministero della Salute ha annunciato il via dal 1° ottobre della campagna di vaccinazione contro l'influenza, con oltre un mese di anticipo rispetto all'anno scorso. La campagna dovrebbe concludersi entro il 31 ottobre.

La novità dell'anno: il vaccino è unico e proteggerà contemporaneamente da tre virus. Due sono stagionali, di origine australiana, e uno efficace contro l’AH1N1. Ancora lui, il virus dell’influenza suina che tanti timori aveva generato lo scorso anno e che fortunatamente si è rivelato meno aggressivo di quel che si era creduto nei primi mesi.

La vaccinazione è consigliata, come sempre, ai soggetti di età superiore a 65 anni; bambini sopra i sei mesi, ragazzi e adulti affetti da diverse patologie, tra cui malattie croniche dell'apparato respiratorio; malattie dell'apparato cardio-circolatorio; diabete e altre malattie metaboliche; malattie renali; neoplasie; malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinali; patologie per cui sono programmati importanti interventi chirurgici.

E ancora, il vaccino viene consigliato anche a donne che all'inizio della stagione epidemica si trovino nel secondo e terzo trimestre di gravidanza; malati lungodegenti; medici e personale sanitario di assistenza, nonché addetti a servizi pubblici.

Dunque, vaccino sì o vaccino no? Abbiamo chiesto a Fabrizio Pregliasco, infettivologo e ricercatore dell’Istituto di Virologia dell’Università di Milano di chiarire i principali dubbi.

Perché bisogna vaccinarsi anche quest’anno contro l’influenza suina? Perché le pandemie non si esauriscono mai nel giro di un anno. Nell’emisfero australe, infatti, dove la stagione invernale è ancora in corso, il virus pandemico è circolato anche quest’anno, anche se è stato ‘declassato’ a virus stagionale.

Come si presenta quest’anno l’influenza stagionale? I virus dell’influenza, quali che siano, causano sempre la stessa malattia e sempre gli stessi sono i sintomi - febbre elevata ad insorgenza rapida, malessere generale, sintomi respiratori - quindi non si può parlare di un’influenza più ‘cattiva’ di un’altra”.

Quel che differenzia una forma influenzale dall’altra è la quantità di persone colpite. In base alle previsioni di inizio stagione, suscettibili senz’altro di modifiche ‘in corso d’opera’, si stima quest’anno si ammaleranno di influenza - indifferentemente stagionale e pandemica - dai 2 ai 5 milioni di persone: un dato molto variabile, che sarà condizionato in particolare dall’andamento meteorologico, che aumenta la possibilità di diffusione del virus”.

Perché quest’anno ci si vaccina così presto? Il motivo è semplice: lo scorso anno il virus pandemico ha cominciato a diffondersi con anticipo rispetto all’influenza stagionale, quindi meglio proteggersi per tempo, visto che già disponiamo del vaccino. Nessun timore che questo possa ridurre la durata dell’efficacia: la copertura dei nuovi vaccini è garantita per parecchi mesi”.

Come devono comportarsi le donne incinte? Le donne in gravidanza sono considerate una categoria a rischio, pertanto la vaccinazione è sempre raccomandata. Solo per precauzione si consiglia di aspettare la fine del primo trimestre, anche se va sottolineato che non c’è nessuna evidenza scientifica che il vaccino possa interferire con il buon andamento della gravidanza.

E l’esperienza dello scorso anno ce ne ha dato conferma, poiché tra tutte le donne vaccinate a livello mondiale non si è rilevato nessun rapporto di causa-effetto tra il vaccino ed eventuali problemi al feto. Sarà il ginecologo a valutare, se la donna presenta fattori di rischio aggiuntivi, l’opportunità di anticipare la vaccinazione durante il primo trimestre.

Vaccinare o no i bambini? E' consigliato il vaccino per i bambini dai 6 mesi in poi (prima di quest’età l’efficacia è inferiore mentre è maggiore il rischio di effetti collaterali), soprattutto se appartenenti alle categorie a rischio – in primis quelli che soffrono di patologie croniche, specie di tipo respiratorio - per i quali il rischio di complicanze è più elevato.

Ma il vaccino è raccomandato in generale in età pediatrica, visto che i bambini sono sempre maggiormente esposti al contagio, ma in questo caso la scelta spetta ai genitori, in accordo con il pediatra.

Arriva il vaccino intradermico

L’anno scorso si fece un gran discutere dell’utilizzo nelle formulazioni dei vaccini di un adiuvante, lo squalene, utile ad aumentare la risposta del sistema immunitario. Si tratta di una sostanza riservata ai vaccini per anziani, che hanno una risposta immunitaria più rallentata.

Una novità priva di effetti collaterali, spiega Pregliasco, "quindi indicata anche per bambini e donne in attesa, è invece rappresentata dal vaccino cosiddetto "intradermico", che utilizza un ago molto più corto, che consente di inoculare il farmaco a livello del derma anziché del muscolo. In questo modo la risposta immunitaria è più efficace e non c’è bisogno dell’adiuvante”.

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