Scuola

Scuole aperte d'estate? Il progetto del Ministero

Di Niccolò De Rosa
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17 Maggio 2016
Tra le tante proposte per accorciare le vacanze scolastiche estive, il Ministero prende in considerazione l'idea di tenere aperti istituti di scuole medie e superiori situate in zone degradate per tenere i ragazzi lontano dalla strada.
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L'idea di cambiare il calendario scolastico, e le rispettive ferie, non è nuova; già nel 2006 l'allora Vicepresidente del Consiglio Francesco Rutelli accarezzava l'dea di accorciare le vacanze estive e spalmarle lungo tutto l'anno, così da incentivare il turismo interno. La proposta cadde nel vuoto.

 

Questa volta però, potrebbero esserci sviluppi interessanti.

 

È di settimana scorsa la notizia, ripresa da Repubblica, che ha visto il notevole successo della petizione lanciata su Change.org da alcune mamme emiliane per tenere le scuole elementari aperte almeno sino al 30 giugno.  L'iniziativa verrebbe incontro alle numerose famiglie per cui l'avvento dell'estate rappresenta un vero problema, dato che non tutti hanno la possibilità di accedere a parenti o strutture dove poter lasciare il pupo mentre si è a lavoro.

 

La richiesta, così come è stata lanciata, quasi sicuramente rimarrà un appello inascoltato, ma il terreno è certamente stata smosso.

 

Scuole medie e superiore aperte d'estate? Il progetto c'è già

 

Il Ministro Stefania Giannini ha infatti rivelato in una recente intervista al Messaggero che un progetto per istituti aperti oltre il tempo canonico esiste già, benché riguardi le classi medie e superiori (e non le elementari, con buona pace delle mamme emiliane).

 

La motivazione dietro un passo del genere però non riguarda il bisogno delle famiglie di trovare un "parcheggio" per i propri pargoli, quanto sottrarre i giovani dei quartieri a rischio delle grandi città dal passare tutta l'estate per strada a gironzolare per luoghi e situazioni poco edificanti.

 

Il progetto si chiama Scuola al Centro e prevede che gli istituti situati nelle zone metropolitane più disagiate rimangano aperti anche durante l'estate, così da impiegare il proprio tempo in attività ricreative (quindi niente lezioni) che promuovano l'avvicinamento alla musica e alla lettura, laboratori creativi, sport e conoscenza del territorio (nonché uno sprone alla cittadinanza attiva).

Le grandi città prese in considerazione sarebbero Milano, Roma, Palermo Napoli, per un investimento da circa 10 milioni di euro. Proprio Napoli diverrebbe snodo cruciale dell'iniziativa (4 milioni e 100milla euro di fondi!), dove 275 istituti su 541 si trovano in territori considerati "a rischio".

 

E i professori? Secondo le direttive i docenti non sarebbero obbligati all'impegno (da contratto spettano loro 36 giorni di ferie), ma quelli che volessero investire il loro tempo nel progetto verrebbero premiati con alcuni bonus.

 

Dove reperire le coperture? Secondo la Giannini «potranno essere utilizzati i fondi europei destinati alla dispersione scolastica (che in Italia ha un un tasso molto alto, 17,6%, rispetto alla media europea di 12,7%, N.d.R). Prevediamo che il progetto possa essere esteso anche ad altre città e ad altri istituti in zone o quartieri complessi. L'esempio potrà essere seguito individuando gli istituti che, aprendo le porte quando normalmente sono chiusi, possano accogliere anche chi a scuola non ci va mai».

 

FONTE: Repubblica, Il Messaggero, MIUR