Sport e bambini

Equitazione e bambini: come imparare a cavalcare

Di Alice Dutto
equitazione
19 Settembre 2017 | Aggiornato il 19 Settembre 2019
Andare a cavallo non è solo uno sport fisico, ma anche mentale. Una disciplina che educa i ragazzi al rispetto e alla lealtà nei confronti di un altro essere vivente. Ma come si impara a cavalcare? Lo abbiamo chiesto ad Antonio Tabarini, istruttore federale di 3° livello e master d’eccellenza e Rappresentante dei tecnici nel Consiglio della Federazione Italiana Sport Equestri.
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Danza, nuoto, tennis o cavallo? Perché prediligere l'equitazione rispetto ad altri sport? “Perché è l'unico sport che si fa con un altro essere vivente. È importante capire che andare a cavallo, prima di tutto, insegna la disciplina, l'educazione e il rispetto, e che poi è anche uno sport”, ha affermato Antonio Tabarini, istruttore federale di 3° livello e master d’eccellenza e Rappresentante dei tecnici nel Consiglio della Federazione Italiana Sport Equestri.

 

Equitazione e bambini, i benefici fisici

 

Secondo l'esperto questo sport ha benefici psicologici, ma anche fisici: “l'equitazione è uno sport sano, che si pratica all'aria aperta e a stretto contatto con la natura”. In più, permette di migliorare la respirazione e l'attività cardiaca e di allenare i muscoli del corpo: dagli addominali ai glutei, a tutti quelli delle gambe.

 

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Equitazione e bimbi, a quale età iniziare

 

“I bambini possono iniziare anche da molto piccoli. Verso i 4 anni possono cominciare a salire e giocare con l'animale, con un approccio ludico, per prendere sempre maggiore confidenza con il cavallo”, chiarisce Tabarini.

 

“Verso gli 8-9 anni, quando i bimbi sono pronti e si manifestano in loro un maggiore interesse e passione nei confronti di questa disciplina, si possono indirizzare all'agonismo”.

 

Equitazione e bambini: agonismo 

 

“L'attività agonistica, come detto, inizia anche abbastanza presto: verso gli 8-9 anni si cominciano già a fare piccole gare. Ma l'attività agonistica è sempre da prendere come una verifica del lavoro fatto durante il corso, non deve essere vissuta come qualcosa di stressante. Ecco perché è importante il ruolo dell'istruttore, che deve saper riconoscere quando l'allievo è pronto per questo passaggio”.

 

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Meglio un approccio lento

 

Una cosa è sicura: bisogna evitare di avere fretta. “L'istruttore, ma anche il genitore, devono osservare con attenzione il bambino per capire quando è pronto per fare degli scatti in avanti in questo sport. È molto importante non forzarlo, per evitare che si disamori o che possa correre dei rischi”.

 

“All'inizio è molto importante fare un percorso ludico, che può durare anche qualche anno, con persone competenti, in modo che il bimbo prenda confidenza con l'animale. Poi, quando ci saranno i presupposti, si passerà all'educazione del corpo del cavaliere sopra il cavallo”.

 

Equitazione e bambini: postura, andature, stili

 

“La prima cosa sarà quella di concentrarsi sulla postura, che deve essere adeguata al cavallo e centrata sul suo corpo. Bisogna fare attenzione che sia anche comoda, per evitare rigidità del corpo. Più la postura sarà adeguata, più sarà semplice la conduzione dell'animale. Le redini, a quel punto, serviranno solo per dare indicazioni o per fermarsi”.

 

“Tutto questo lavoro deve essere fatto alle diverse andature, cominciando con il passo, passando per il trotto, fino al galoppo. L'istruttore deve controllare sempre che l'allievo sia comodo e che non ci siano contrazioni del corpo in nessun momento”.

 

Meglio cavalcare all'inglese o all'americana? “Non esiste uno stile migliore dell'altro. L'importante è l'approccio che si ha nei confronti del cavallo, che deve essere di confidenza, amore e rispetto. Poi, ognuno sceglierà anche la disciplina per cui si sente più portato: ad esempio, il salto è per chi ama l'agonismo; il dressage per chi preferisce la precisione”.


Infine, quando si vuole imparare, è bene fare un corso. Ma è meglio individuale o di gruppo? “Meglio in gruppo, perché ci sono più stimoli per migliorarsi. Guardando gli altri gli allievi imparano meglio cosa e come cavalcare. Il corso individuale è utile, invece, quando si è già fatta una scelta verso una specializzazione agonistica precisa”.

 

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Equitazione e bimbi: l'allenamento e il cavallo giusto

 

Ma quante volte è bene allenarsi? “Consiglio due-tre volte alla settimana. Ovviamente, come in tutte le cose, più si fa, meglio è. Però preferisco vedere allievi motivati, piuttosto che obbligati. Quindi, se vi rendete conto che per il bimbo un allentamento così intensivo è troppo pesante, diminuite l'impegno”, ha detto Tabarini. "Inoltre, è sempre bene scegliere un cavallo che abbia una buona predisposizione nei confronti dell'uomo: è un animale grande e forte e potrebbe anche farci male. Ma già se ci dà la disponibilità di salirgli in groppa, vuol dire che è benevolo”.

 

Una delle cose più belle dell'equitazione è il rapporto che si instaura con il cavallo. “Per questo è anche uno sport mentale: bisogna essere leali, perché questi animali ridanno indietro tutto ciò che gli si dà. Se si è bruschi con loro, saranno più nervosi; se invece li si ama, si riceverà amore. È fondamentale dunque imparare a rispettarli: se il cavaliere sarà educato, educherà più facilmente il proprio cavallo”, ha affermato l'esperto.

 

Equitazione e bambini: a chi rivolgersi e quale attrezzatura scegliere

 

“Le associazioni sportive che aderiscono alla Federazione Italiana Sport Equestri sono le migliori, poiché hanno istruttori preparati, che hanno seguito corsi specifici dedicati all'insegnamento dell'equitazione, anche ai ragazzi”.

 

Per cavalcare è necessario avere poi l'attrezzatura giusta: “Sicuramente dei pantaloni adatti, lunghi e aderenti; poi gli stivaletti da equitazione, che sono bassi e arrivano alla caviglia. Molto importante è anche il corpetto protettivo e fondamentale è un Cap omologato, per proteggere la testa”.

 

Equitazione e bimbi: passeggiate, vacanze e fattorie didattiche

 

Oltre ai corsi nelle scuole di equitazione, per far appassionare i bimbi a questo sport li potete portare con voi a fare delle passeggiate nei boschi, accompagnati da una guida. Sarà un buon modo per passare del tempo insieme in famiglia.

 

Alcuni tour operator, poi, organizzano vere e proprie vacanze in sella. Dal weekend alle due settimane, sono tante le destinazioni a disposizione per provare quest'avventura indimenticabile.

 

Un altro modo per avvicinare i vostri bambini ai cavalli è quello di portarli nelle fattorie didattiche dove potranno vederli da vicino e imparare sulle loro abitudini e caratteristiche. Sul sito www.fattoriedidattiche.biz potete trovare un elenco diviso per Regione.

 

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Bimbi e cavalli: l'ippoterapia

 

Come riporta il sito del Ministero della Salute, andare a cavallo può avere benefici sulla salute. L'ippoterapia, o equitazione a scopo terapeutico, fa bene. Ma come mai il supporto terapeutico del cavallo funziona così bene? 

 

  1. “Perché si muove alle varie andature con movimenti ritmici e per questo prevedibili, ai quali perciò è più facile adattarsi con i movimenti del corpo", si legge sul sito.
  2. "Perché il cavallo è estremamente sensibile al linguaggio del corpo inteso come gestualità e, essendo un animale altamente sociale, è molto ricettivo verso tutti i tipi di comunicazione".
  3. "Inoltre, per andare a cavallo, alle varie andature, si impegnano numerosi gruppi muscolari e si coinvolgono vari campi della psicofisiologia e della psicomotricità”.
  4. "Perché è in grado di generare sentimenti ed emozioni intense; è ormai riconosciuto il valore del coinvolgimento emotivo nel processo di apprendimento".

E poi ci sono anche benefici sul processo di apprendimento, sulle stimolazioni visivo-spaziali, ma anche tattili.

 

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