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Attività fisica

Sport per bambini, le attività consigliate dopo i 6 anni

20 Novembre 2008
Calcio, pallavolo, basket, judo, tennis, atletica leggera: sono tanti gli sport che i bambini possono cominciare a fare dopo i sei anni. Siete indecisi su quale scegliere per vostro figlio? Leggete pro e contra delle diverse discipline.

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Calcio

Ok se si intraprende verso i 7-8 anni; prima no, perché è troppo difficile sia apprendere il gesto atletico che imparare le regole del gioco.
Quel che si pratica prima dei 7-8 anni è di solito il minicalcio, in un campo ridotto e con delle porte più piccole. Anche il numero dei bambini in squadra è inferiore e soprattutto non ci sono ruoli, che il bambino non sarebbe in grado di ricoprire. Più che altro si fa ginnastica, o esercizi propedeutici al calcio. Un allenamento strutturato come il calcio prima dei 12 anni non è pensabile: il bambino non è pronto né dal punto di vista della coordinazione neuro-muscolare, né dal punto di vista delle capacità condizionali (forza, velocità, resistenza)”.
- Il calcio non può essere considerato uno sport completo, perché sviluppa solo la muscolatura delle gambe e le società di calcio spesso trascurano una sufficiente preparazione fisica di base: meglio abbinarlo a nuoto o palestra.

I benefici
- E' una delle attività che più favorisce la socializzazione e lo spirito di gruppo, che insegna a mettere da parte il proprio egoismo per il bene della squadra.
- E’ molto coinvolgente anche per la grande partecipazione di pubblico nei confronti di questa disciplina.

Quando l’attività agonistica: 12 anni.
Info: http://www.figc.it

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Basket, pallavolo

Entrambi sono sport di situazione come il calcio, e per questo si possono cominciare verso i 7-8 anni purché si tratti di corsi specifici per bambini, che prendono il nome di minibasket e minivolley.
Non prima, perché non è facile apprendere il gesto atletico specifico, inoltre il bambino non ha ancora sviluppato la coordinazione neuro-muscolare e le capacità condizionali necessarie.

I benefici
- Sono attività complete, che fanno lavorare sia le gambe che la parte superiore del corpo, allungano la colonna vertebrale e fortificano gli addominali.
- Stimolano lo spirito di gruppo e sviluppano precisione e abilità.

Quando l’attività agonistica: 12-13 anni.
Info: http://www.fip.it e http://www.federvolley.it

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Atletica leggera

Si può iniziare a 6-8 anni, ma solo sotto forma di gioco, perché il bambino non tollera carichi e sforzi prolungati. “L’atletica leggera richiede sia capacità di coordinazione neuro-muscolare sia capacità metaboliche, che prima di una certa età non sono ancora sviluppate” fa notare l'insegnante di educazione fisica Giuseppe Albanese: “Nell’organismo dei bambini infatti manca un enzima, chiamato PFK, che serve per metabolizzare gli zuccheri atti a fornire pronta energia per attività di elevata intensità. Metabolicamente insomma il suo organismo non è preparato a sostenere un certo ritmo e una certa intensità: ecco perché, se figlio e papà fanno una corsa insieme, dopo un po’ il bambino si ferma perché non ce la fa più a star dietro al padre.
Fino all’adolescenza, pertanto, si può parlare solo di pre-atletica, che ancora una volta è ottima per arricchire il bagaglio di esperienze motorie, ma deve essere condotta con tempi e sforzi commisurati all’età del bambino”.

I benefici
- È uno sport che fornisce una buona preparazione di base.
- Nella bella stagione si pratica all’aria aperta, quindi dà la possibilità di uscire dal chiuso delle palestre..

Quando l’attività agonistica: 16 anni.
Info: http://www.fidal.it

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Karate, judo

“Sono entrambe arti marziali, che possono essere intraprese non prima dei 7-8 anni” consiglia Albanese, “perché richiedono – il karate soprattutto - una coordinazione neuromotoria che al di sotto di una certa età è poco sviluppata. La pratica delle arti marziali (in particolare del judo) inoltre necessita di una certa forza, che comincia a svilupparsi solo verso gli 8-9 anni, per poi completarsi negli anni successivi”.

I benefici
- Le arti marziali possono rivelarsi utili sia ai bambini più timidi e insicuri, perché infondono fiducia nelle proprie capacità, sia a quelli più “vivaci”, perché insegnano a controllare la propria aggressività.
- Attraverso l’apprendimento di certe posture il bambino acquisisce gradualmente la conoscenza, la consapevolezza e il controllo del suo corpo

Quando l’attività agonistica: per il karate 11 anni, per il judo 14 anni.
Info: http://www.fijlkam.it

tennis

Tennis e scherma

Come il calcio, il basket e la pallavolo, sono sport di situazione, che quindi richiedono certe capacità che il bambino piccolo non possiede ancora. “In più” evidenzia il pediatra Armando Calzolari, “sono sport cosiddetti monolaterali o asimmetrici, perché fanno lavorare solo alcune parti del corpo, in particolare uno degli arti superiori. I corsi si possono cominciare sin dai 7-8 anni (prima di questa età è poco sviluppata la coordinazione neuromotoria, alla base di queste discipline), ma in questo caso più che mai è fondamentale che si faccia prima della preparazione generica - in modo da riequilibrare la simmetria del corpo - e poi si apprenda la tecnica con la racchetta in mano, fermo restando che l’obiettivo a quest’età non deve essere la corretta esecuzione del gesto tecnico, che verrà successivamente”.

I benefici
- Sono entrambe attività che divertono e appassionano, inoltre sviluppano molto concentrazione e disciplina.

Quando l’attività agonistica: tennis 10 anni e scherma 8 anni.
Info: http://www.federtennis.it e http://www.federscherma.it

Calcio

Ok se si intraprende verso i 7-8 anni; prima no, perché è troppo difficile sia apprendere il gesto atletico che imparare le regole del gioco.
Quel che si pratica prima dei 7-8 anni è di solito il minicalcio, in un campo ridotto e con delle porte più piccole. Anche il numero dei bambini in squadra è inferiore e soprattutto non ci sono ruoli, che il bambino non sarebbe in grado di ricoprire. Più che altro si fa ginnastica, o esercizi propedeutici al calcio. Un allenamento strutturato come il calcio prima dei 12 anni non è pensabile: il bambino non è pronto né dal punto di vista della coordinazione neuro-muscolare, né dal punto di vista delle capacità condizionali (forza, velocità, resistenza)”.
- Il calcio non può essere considerato uno sport completo, perché sviluppa solo la muscolatura delle gambe e le società di calcio spesso trascurano una sufficiente preparazione fisica di base: meglio abbinarlo a nuoto o palestra.

I benefici
- E' una delle attività che più favorisce la socializzazione e lo spirito di gruppo, che insegna a mettere da parte il proprio egoismo per il bene della squadra.
- E’ molto coinvolgente anche per la grande partecipazione di pubblico nei confronti di questa disciplina.

Quando l’attività agonistica: 12 anni.
Info: http://www.figc.it
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