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10 regole FONDAMENTALI per educare i bambini all'uso dello smartphone

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01 Luglio 2015
Sono sempre di più i bambini della scuola primaria che possiedono uno smartphone, anche per esigenze di vita familiare. I genitori che lo hanno acquistato ai figli per poter parlare con loro si rendono però ben presto conto che non è soltanto un mezzo di comunicazione ma un nuovo mondo da gestire con cura. Nostrofiglio.it ha chiesto consiglio a Michele Facci psicologo e co-autore del volume Generazione Cloud. Essere genitori ai tempi di smartphone e tablet (Erickson)

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Per molti genitori lo smartphone è semplicemente un mezzo per comunicare con i figli e lo regalano quanto prima, ad altri invece fa paura e cercano di ritardare il più possibile il momento dell'acquisto. Agli uni e agli al

"Vietarlo non serve, ma non può essere dato a un bambino come gli si regala la playstation" dice Michele Facci psicologo e co-autore del volume Generazione Cloud. Essere genitori ai tempi di smartphone e tablet (Erickson). "E' importantissimo insegnare ai piccoli come usare correttamente questo mezzo".

Ecco le 10 regole per educare un bambino all'uso dello smartphone.

REGOLA 1: lo smarthphone si condivide con mamma e papà

A differenza del tablet, che appartiene a tutta la famiglia, lo smartphone è un regalo che si fa al bambino ed è quindi un suo oggetto personale. “Ma genitori devono spiegare al bambino che non è un giocattolo e che lui è ancora piccolo per usarlo da solo. Fin da subito bisogna spiegargli che deve condividerlo con mamma e papà: si guardano i messaggi che riceve e la rubrica si scrive insieme.

REGOLA 2: lo smartphone si usa soltanto quando serve

'Chiamami appena hai bisogno', 'tienilo acceso così ti posso chiamare' ' fammi uno squillo appena arrivi'. Molti genitori vivono il cellulare come uno strumento per tenere a bada le loro ansie, "ma in questo modo" avverte lo psicologo "anche i bambini assorbono l'idea che il cellulare sia un ansiolitico, e da qui il rischio che ne diventino dipendenti.

Invece lo smartphone va considerato solo per quello che è: uno strumento di comunicazione. Un telefono. Va usato solo quando serve e senza ansia.

REGOLA 3: non si usa a tavola, non si leggono messaggi mentre qualcuno parla, si spegne di notte

ll bambino va educato all'uso del cellulare con regole precise. Esattamente come si fa con la televisione o con altri giochi; come un genitore dice che non bisogna ascoltare la musica a tavola o giocare a pallone in soggiorno, nello stesso modo deve dire che non si sta al telefono a tavola, che non si leggono i messaggi mentre qualcuno gli sta parlando, che il cellulare si spegne quando si va a letto.

REGOLA 4: il bambino va educato all'uso di Internet

“Bisogna anche avvisare i piccoli dei pericoli che ci sono nell'uso degli smartphone”.

Quando si dà in mano uno smartphone a un bambino significa anche dargli libero accesso a internet. Quindi è fondamentale anche educarlo al web “ Da un'indagine Eurispes è emerso che l'80% dei genitori ha paura che il figlio su internet possa chattare con adulti, ma poi solo il 2% spiega ai piccoli quali sono i pericoli del web”.

Ai bambini invece bisogna parlar chiaro: spiegargli di stare attenti agli sconosciuti, che potrebbero essere adulti male intezionati, così come è importante avvisarli di non pubblicare foto private che li ritraggano. I bambini magari pubblicano per gioco o per attirare l'attenzione immagini potenzialmente pericolose che poi non si possono più eliminare dalla rete.

REGOLA 5: non si prende in giro o si parla male dei compagni su WhatsApp o su Facebook

Parlar male e prendere in giro un compagno è una cosa molto brutta in generale. E compito del genitore è educare al rispetto degli altri. “Inoltre va fatto capire ai bambini che bravate e scherzi a danni di altri fatti sui social o altre piattaforme digitali possono finire in denunce penali e provocare dei procedimenti legali. Un bambino con un cellulare va responsabilizzato."

REGOLA 6: non si leggono i messaggi di nascosto ma si chiede di leggerli insieme

Guardare o non guardare il telefono di nascosto dai figli? “No” risponde Michele Facci “la privacy va rispettata, piuttosto che sbirciare i loro messaggi è meglio chiederlo apertamente: 'vediamo insieme i tuoi messaggi? Mi fai vedere cosa scrivono i tuoi amici? Così gli insegnerete ad avere fiducia in voi.

Se costruiamo fin da subito un buon rapporto con i nostri figli, quando saranno adolescenti (e chiaramente non gli potremo chiedere di farci vedere i loro messaggini), saranno più consapevoli del mezzo, più sicuri nel caso di problemi e più disposti a parlarne ai genitori".

REGOLA 7: almeno fino a 12 anni il bambino va tenuto sotto controllo

Il cellulare si può dare anche prima delle medie, ma almeno fino ai 12 anni il bambino va tenuto sotto controllo. "In molti casi di adescamento di minori attraverso cellulare" spiega Facci "i genitori non sapevano niente. E quindi mai lasciare da solo un bambino con il suo telefono, ma sempre cercare con lui ogni occasione di condivisione del suo mondo digitale.

Leggi anche: 10 REGOLE SULL'USO DEL TABLET DA PARTE DEI BAMBINI

REGOLA 8: mamma e papà devono dare il buon esempio, almeno nel tempo dedicato ai figli

"Chiaramente i genitori sono il modello esemplare, queste regole non valgono se poi la mamma sta sempre al telefono. Il genitore, soprattutto nel tempo dedicato ai figli deve rinunciare al cellulare. Ad esempio non vale portare i bambini al parco e poi stare tutto il tempo a messaggiare o a telefonare.

REGOLA 9: lo smartphone distrae. Fare un patto durante i compiti

Quando un bambino fa i compiti può essere molto distratto dal cellulare. "Il cellulare mentre si fanno i compiti è una distrazione, come lo era la televisione qualche anno fa. Inutile vietarlo a priori, il bambino lo può tenere vicino a patto che lo controlli solo ogni tanto e non ogni tre minuti. Anche in questo caso ricorrere a un patto educativo con il bambino è la strada migliore.

REGOLA 10: Insegnare ai bambini a esprimere le emozioni non soltanto con emoticon

I bambini preferiscono di gran lunga esprimersi attraverso i messaggini piuttosto che a voce. Più facile mandare una faccina contenta che dire a un amico di essere contento. "I messaggi sono più tutelanti, ma è nostro compito anche educare alle emozioni, insegnare ai bambini ad esprimere le proprie emozioni in modo completo. Inoltre i nativi digitali devono avere il diritto ad usare tutti i sensi, a giocare e a sviluppare la manualità".

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