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Crescere bene

Attività extra scolastiche, come sceglierle senza stress

chitarrabambino

29 Giugno 2017 | Aggiornato il 13 Settembre 2017
Sport, inglese, musica, teatro: che cosa faccio fare a mio figlio dopo la scuola? Quali le attività adatte dalla scuola primaria a quella superiore? Dopo una giornata trascorsa a scuola, non sarà troppo faticoso riempire anche i suoi pomeriggi di impegni? I consigli della psicologa: fategli provare varie attività e tenete conto dell'indole del bambino. Ma lasciandogli anche tempi di dolce far nulla! 

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L’attività extrascolastica “giusta”? Dipende innanzitutto dall’indole del bambino…
“La scelta della giusta attività extrascolastica dipende da tanti fattori” premette Anna Maria Roncoroni, psicologa e presidente dell'Aistap  “come dall’indole del bambino o dal tipo di scuola che frequenta. Ci sono bambini che non starebbero fermi un attimo, altri che a scuola impiegano molte energie e, finito l’orario scolastico, preferiscono starsene più tranquilli”.


… e dalle attività che già svolge a scuola
Inoltre se nostro figlio frequenta il tempo pieno e nel pomeriggio sono già previste attività motorie, uscito da scuola probabilmente avrà voglia di tornare a casa; se invece è stato seduto tutto il giorno, gli farà piacere avere la possibilità di ‘sfrenarsi’ un po’ e, se il clima o la città dove si vive non consentono di portarlo al parco, è bene che abbia durante la settimana l’opportunità di fare attività fisica.  

Ma bisogna anche tener conto degli impegni di tutta la famiglia…
Se entrambi i genitori lavorano o c’è anche il fratellino da accontentare, occorrerà trovare il giusto equilibrio per conciliare le esigenze di tutti, altrimenti diventa uno stress, soprattutto per mamma e papà!

… e stare attenti a non esagerare!
Se è importante che il bambino o il ragazzo pratichino attività extrascolastiche, che includano attività fisiche, è anche importante non esagerare. Un impegno di qualche giorno alla settimana va bene, ma se, tra corso di nuoto, inglese e musica il bambino è occupato tutti i pomeriggi, finisce che non ha un attimo di respiro. “Si consideri che è anche fondamentale lasciare al bambino tempi di ‘dolce far nulla’, che consentono di sviluppare la capacità di pensare, riflettere e concentrarsi. Anche i tempi vuoti sono formativi!” sottolinea la psicologa. Occorre parlare con i figli, capire se riescono a star dietro a tutto o se sono stanchi ed è il caso di rallentare un po’.

 

Fatte queste premesse, quali sono le attività più indicate per ogni fascia d’età?

 

Quali le attività extrascolastiche più indicate per la scuola primaria
Gli anni della scuola primaria sono i migliori per far conoscere al bambino più attività possibili nei vari ambiti, non solo sportivo ma anche scientifico, artistico, musicale, in modo da offrirgli l’opportunità di capire quali sono i suoi interessi. “E’ l’età in cui ‘assorbono’ di più, per questo, prima ancora di iscriverli ad un corso, è importante accompagnarli a mostre, spettacoli teatrali, festival scientifici, laboratori di informatica o di arte, così capiscono che cosa li incuriosisce e li appassiona di più” spiega Roncoroni. Questo non significa che dopo li iscriveremo a tutti i corsi verso i quali manifesta interesse (non ne avrebbe il tempo materiale!), ma se è previsto un laboratorio ogni tanto o qualche attività ‘spot’, magari abbinata ad una mostra, tanto vale approfittarne. 
Per quanto riguarda l’attività fisica, è importante che il bambino, prima di scegliere, abbia la possibilità di provare diversi tipi e diverse tipologie di sport, sia individuali che di gruppo. “C’è chi pensa che sia meglio far frequentare al figlio uno sport di gruppo, ma non è detto che si possa socializzare solo in squadra o che l’attività di squadra faciliti sempre la socializzazione, perché se il bambino ha un carattere più riservato non si sentirà a suo agio” prosegue la psicologa. “Meglio allora ascoltare le sue preferenze, che vanno rispettate proprio perché si tratta di un’attività extrascolastica, che deve essere innanzitutto piacevole”. All’inizio, quindi, diamogli la possibilità di fare lezioni di prova offerte dalle varie società sportive. E se vuol frequentare uno sport diverso rispetto all’anno precedente, va benissimo così. Perché  finché non si prova non si può sapere quel che piace.

Quali le attività extrascolastiche più indicate per la scuola media
Durante la scuola media in genere si consolidano gli interessi che si sono manifestati negli anni precedenti, quindi ben venga se il ragazzo continua a frequentare l’attività che ha già scelto in passato, così come ci può stare anche che chieda di cambiare corsi (magari perché li frequentano gli amici). In entrambi i casi, è importante sostenere il figlio affinché non abbandoni l’attività, ma incentivarlo a portare avanti quel che più gli interessa, perché è facile a questa età lasciarsi sedurre dalla sedentarietà (e dal cellulare!), che invece va combattuta soprattutto durante la crescita.
“Alla fine del ciclo della media, il ragazzo ha l’età giusta per andare all’estero per frequentare un corso di lingua. Se non è possibile, una buona alternativa è fargli frequentare centri estivi dove si svolgono attività in inglese” dice l’esperta.  

 

Quali le attività extrascolastiche più indicate per la scuola superiore
Con gli inizi della scuola superiore, c’è un’altissima percentuale di abbandono delle attività frequentate negli anni precedenti, vuoi perché aumenta il tempo dedicato allo studio, vuoi perché con l’età i gusti cambiano (e magari lo sport praticato per tanti anni non ci piace più), vuoi perché aumenta desiderio di uscire e di stare con i compagni. “Se però si riesce, sarebbe bene non smettere, perché lo sport è un fattore protettivo contro tante tentazioni tipiche dell’età (ore piccole, fumo, consumo di alcool), obbliga a sottostare a delle regole e a mantenere il corpo il più sano possibile” dice Roncoroni. “In più, le scuole superiori offrono la possibilità di frequentare una vasta gamma di attività, a prezzi tra l’altro bassissimi: sport, lingue straniere, teatro, informatica, astronomia, robotica, arte pittorica: ogni scuola ha i suoi corsi”. Val la pena di informarsi e approfittarne, sia perché più adesioni ci sono, più la scuola ne organizza, sia perché, se ci si mette insieme in un numero congruo, si può far richiesta al dirigente scolastico, tramite i rappresentanti di istituto, di istituire corsi rispondenti ai propri interessi. Che sono sempre quelli migliori da seguire!

 

Le attività extrascolastiche danno crediti? 
Nel corso del 2017 cambieranno le regole della maturità scolastica e di riflesso è in procinto di cambiare anche la normativa riguardante i cosiddetti crediti. “Quel che è valido per il momento è che, da alcuni anni, quelli che un tempo si chiamavano crediti scolastici adesso si chiamano alternanza scuola lavoro, si effettuano dal terzo al quinto anno della scuola superiore e consistono in 200 ore obbligatorie per i licei e 400 ore per gli istituti professionali e tecnici da dedicare ad attività lavorative effettuate presso strutture indicate dalla scuola” spiega Anna Maria Roncoroni. “Un discorso a parte invece sono i crediti formativi, che non sono obbligatori e consistono in attività extrascolastiche varie che, per essere riconosciute, devono essere approvate in anticipo dal consiglio di classe.
Siamo però in una fase di transizione, che si definirà meglio nei prossimi mesi”.

Quali i vantaggi delle attività extrascolastiche in inglese?
L’inglese è lingua più parlata in tutto il mondo e per questo è importante che, sin da piccolo, il bambino abbia la possibilità di migliorare l’inglese studiato a scuola con attività extrascolastiche, che sono diversificate a seconda dell'età.
I corsi per i più piccoli, di età prescolare, di solito sono molto coinvolgenti e divertenti per i bambini perché basati sul gioco: il loro obiettivo è principalmente far imparare alcune parole di uso comune e far sentire che una stessa cosa si può esprimere con più parole a seconda della lingua.
“A partire dalla scuola primaria, invece, i corsi di inglese servono per integrare quanto fatto a scuola soprattutto dal punto di vista della conversazione, alla quale a scuola si dedica meno tempo ed è l’aspetto sul quale in genere gli studenti sono più carenti” sottolinea Roncoroni.
“Man mano che il ragazzo cresce, può essere molto utile far frequentare corsi finalizzati all’acquisizione di certificazioni, che servono sia per rendersi conto del livello che si è raggiunto sia per verificare la validità del corso frequentato”.