Salute

Bambini allergici, nuove terapie

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13 Febbraio 2009
La medicina molecolare apre le porte a cure più mirate per i bambini che soffrono di allergie. Se ne parla oggi e domani a Roma in occasione della 'Quarta giornata del bambino allergico'.
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In Italia il 20% dei bambini in età scolare è particolarmente sensibile a polvere, polline e peli di animale; l'8-10% soffre di patologie asmatiche che nell'80% dei casi sono provocate da allergie; il 2-6% dei bambini soffre di allergie alimentari.

Sono bambini a cui dovrebbero essere assicurati spazi scolastici e ricreativi sereni, senza pericoli per la loro salute, eppure, dall'ultima indagine del Ministero dell'Istruzione condotta sul tema della Sicurezza nella Scuola, emerge che solo il 42,65% delle scuole italiane è in possesso del certificato igienico-sanitario.

Una situazione di disagio che necessita di interventi; per questo, in occasione della 'Quarta Giornata del bambino allergico' che si celebra oggi, l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, ALAMA (Associazione Laziale Asma e Malattie Allergiche), FEDERASMA (Federazione Italiana delle Associazioni di Sostegno dei Malati Asmatici e Allergici), e SIAIP (Società Italiana Allergologia e Immunologia Pediatrica), promuovono oggi e domani un confronto tra istituzioni, società scientifiche, medici di famiglia e pazienti, per discutere 'le strategie per il bambino allergico'.

Non solo curare, ma aver cura del bambino allergico

“Uno degli obiettivi di questo incontro è cercare di modificare l’approccio alle allergie dei bambini” premette il professor Giovanni Cavagni – Responsabile dell’Unità Operativa di Allergologia Pediatrica dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Roma: “non avere come obiettivo solo la cura del disturbo e del singolo organo coinvolto, ma prendersi cura del bambino nella sua globalità, considerando le ripercussioni fisiche e psicologiche generali che tale disturbo può provocare.

È bene adoperarsi affinché il bambino allergico conduca uno stile di vita il più possibile analogo a quello dei suoi coetanei: sicuramente se è allergico a latte e uovo non potrà mangiare alcuni cibi, se è asmatico e non viene curato adeguatamente non potrà correre e giocare insieme ai compagni. Per questo intorno al tavolo siedono genitori, pediatri di famiglia, specialisti, ma anche amministratori pubblici, affinché mettano in atto tutte le misure in materia di ristorazione, pulizia ed edilizia scolastica, ma anche programmi di promozione dell’attività fisica, che consentano al bambino allergico di partecipare alla vita sociale senza sentirsi ‘diverso’.”

Le nuove frontiere della medicina molecolare

“Grazie alla medicina molecolare, oggi siamo in grado di individuare anche le più piccole molecole che scatenano le allergie” prosegue il professor Cavagni. “Per capire meglio di cosa stiamo parlando, in ogni alimento - così come in altri agenti allergizzanti - si trova un allergene principale, che è contenuto solo in quell’alimento, ed elementi detti panallergeni, che si possono trovare contemporaneamente in altre sostanze. Con i test cutanei comunemente adoperati si riesce a capire se il bambino è allergico all’insieme di proteine contenute in un determinato alimento, con la medicina molecolare invece riusciamo ad isolare le singole catene proteiche ed individuare l’elemento più piccolo in grado di generare allergia.

I vantaggi di questa nuova diagnostica sono notevoli: una volta scoperto l’allergene specifico, posso prescrivere una terapia più mirata e consigliare i genitori sulle sostanze precise da evitare, senza rischiare di eliminare più di quel che è necessario o non eliminare il vero responsabile dell’allergia. Facciamo un esempio: se dal test generico il paziente risulta positivo alla polvere, la prima cosa che viene da pensare è che sia allergico agli acari della polvere, che è la forma più comune di allergia. Nella polvere però è presente un panallergene detto tropomiosina che è contenuto anche nei crostacei e nelle lumache. Se il bambino è allergico alla tropomiosina e fa un vaccino contro gli acari della polvere, non solo non risolve il problema, ma rischia di avere reazioni anche serie se consuma crostacei, ai quali non sa di essere allergico. Idem per l’uovo o per il latte, che contengono numerose proteine che vengono utilizzate anche in altri campi, come nei comuni vaccini raccomandati in età pediatrica o in certe medicine, come gli spray nasali.

Utilissimo individuare l’allergene specifico anche nelle allergie ai pollini, ai fini della somministrazione dei cosiddetti vaccini antiallergici, che potranno avere un’azione tanto più efficace quanto più saranno specifici per quel determinato allergene”.

Certo, è una diagnostica nuova, che si può effettuare solo in Centri specializzati e che non sostituisce di certo la diagnostica tradizionale, così come le terapie specifiche non sostituiscono le terapie sintomatiche, come gli antistaminici, gli antiasmatici, le terapie inalatorie con steroidi, che sono in grado di alleviare notevolmente i fastidi dei pazienti.