Indagine

Il telefonino ai bambini? E' il nuovo cordone ombelicale

bambina_cellulare
30 Ottobre 2008
Psicologi e studiosi di nuovi media descrivono questa nuova epidemia che contagia le famiglie: il 'telemothering' o 'teleparantage', un autentico boom di 'telegenitori-chioccia' in perenne allarme. Presentate due ricerche ieri a Milano.
Facebook Twitter Google Plus More

Bambini italiani sotto controllo ovunque, 24 ore su 24, fin dalle elementari. Come? Con il cellulare che i genitori regalano già a otto anni e in un terzo dei casi controvoglia. "E' un ansiolitico per adulti", concludono due ricerche presentate ieri al comune di Milano, per l'incontro 'Bambini e telefoni cellulari. Il nuovo cordone ombelicale', promosso dall'Osservatorio sull'immagine dei minori, fondato nel 2004 dal marchio di moda per bimbi Pinco Pallino.

"A Milano, e in Italia in generale, il 98% dei ragazzini fra i 12 e i 18 anni possiede un cellulare proprio - dice Pier Cesare Rivoltella, ordinario alla Cattolica di Tecnologie dell’istruzione, che ha coordinato la ricerca commissionata al Cremit (Centro di ricerca sull'educazione ai media, all'informazione e alla tecnologia) - Nell'80% dei casi il primo telefonino viene regalato dai genitori ai figli di otto anni, e a 12 anni i giovanissimi sono ormai arrivati al terzo modello di cellulare". Ne hanno già 'bruciati' due, e impugnano l'ultimo ritrovato della ricerca di settore.

Dalla ricerca condotta da Anna Maria Ajello, ordinario di Psicologia dell'educazione all'università La Sapienza di Roma, emerge invece che “il 32% dei bimbi delle scuole elementari che abbiamo intervistato ritiene che alla sua età il telefonino non sia utile”. Un dono subito, insomma, accettato con rassegnazione per compiacere mamma e papà. Il discorso cambia per gli adolescenti. I teenager usano il telefonino soprattutto per interagire con gli amici e pianificare le attività del tempo libero, oltre che come "moderno diario per archiviare pensieri, messaggi, foto e video".

Ma non manca l'impiego 'fuorilegge' in classe. Dall'indagine del Cremit "emerge una presenza capillare del cellulare a scuola, anche se vietato”. Suoneria silenziata e vibracall attivato, gli alunni estraggono il mezzo non solo durante l'intervallo, ma anche “per far passare il tempo nei momenti giudicati noiosi”.

Gli specialisti concludono che la telefonino-dipendenza va curata partendo dai grandi, perché è il rapporto tra genitori e cellulare del figlio a essere spesso 'malato'. ”Non solo in Italia, ma in tutte le società occidentali - riconosce Ajello, ricordando le polemiche tra il sindaco di New York e alcuni genitori che pretendevano di affibbiare un cellulare addirittura ai bebè in età da asilo. Conferma Daniela Brancati, coordinatrice dell'Osservatorio sull'immagine dei minori, che parla di “cortocircuito fra bambini, genitori e telefoni cellulari”. I dati mostrano infatti come "i genitori vivano ogni situazione al di fuori delle mura domestiche come un possibile pericolo, perfino quando i figli sono a scuola o comunque accompagnati da adulti o educatori”.