Visite di controllo

Bambini subito dall'oculista!

Di Maria Angela Masino
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29 Gennaio 2009
La prima visita dall'oculista è consigliata a un anno. Il successivo controllo a tre anni e poi prima di iniziare la scuola primaria. Poi test ogni due anni. Nota bene: la diagnosi precoce di un problema oculistico rende più efficaci eventuali terapie soprattutto durante l’infanzia quando il sistema visivo è “plastico”
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Più del 10% dei bambini, come rilevano i dati riportati in occasione della Giornata Mondiale della Vista, presenta arrossamenti agli occhi, affaticamento a leggere e a scrivere, mal di testa dopo aver visto la tv, scritto al computer o durante una lettura prolungata. Disturbi che, spesso, dipendono da difetti di visione non ben identificati nella prima infanzia. Eppure un’adeguata prevenzione è il più delle volte risolutiva.

Ecco gli appuntamenti da non perdere a partire dalla nascita con la consulenza di Roberto Magni, oculista.

Primi giorni - Tutti i bambini devono essere visitati dal neonatologo per escludere la presenza di malattie congenite, come lo strabismo o la cataratta caratterizzata, a volte, da un’opacità parziale e non sempre ben evidente, del tessuto trasparente che ricopre esternamente l’occhio, la cornea. Dopo questo test è importante che I genitori osservino I comportamenti dei piccoli controllando, per esempio, se con lo sguardo sono in grado di seguire oggetti colorati o luci, senza presentare segni di fastidio o lacrimazione.

Dodici mesi - Anche in assenza di problemi, tutti i bimbi dovrebbero comunque effettuare una visita oculistica al compimento del primo anno. A questa età sviluppano infatti la capacità di vedere con entrambi gli occhi. Ed è importante che lo specialista verifichi la coordinazione visiva. Con un particolare strumento, chiamato oftalmoscopio, si osserva l’integrità e il buon funzionamento della retina, del nervo ottico, della cornea e dei muscoli oculari.

Tre anni - E’ questa l’età giusta per il terzo controllo con cui si stabilisce se il bambino ha un difetto visivo, nonostante non sappia ancora leggere e scrivere. Si utilizzano l’oftalmoscopio, le letterine “E” di Albini o gli ottotipi, vale a dire una serie di riquadri raffiguranti fiori, case, animaletti per formulare diagnosi di miopia, ipermetropia, strabismo e ambliopia, meglio nota come “occhio pigro”. Si tratta di un deficit visivo provocato da un difetto nel collegamento nervoso retina-cervello. E la conseguenza è che il bambino progressivamente disimpara a usare l'occhio che, così, diventa pigro. La precoce identificazione del disturbo permette di cominciare subito la terapia per ristabilire una visione perfetta.

Fase-scuola - Prima di iniziare le elementari è fondamentale verificare l’effettiva acutezza visiva con un ulteriore visita. Successivamente, il bambino va comunque sottoposto a test periodici ogni due-tre anni. Ricordiamolo: la diagnosi precoce di un problema oculistico rende più efficaci eventuali terapie soprattutto durante l’infanzia quando il sistema visivo è “plastico” cioè capace di reagire correttamente alle cure.

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