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Figli virtuali: 14 regole di sopravvivenza su web e social

Di Luisa Perego
bambinitecnologia.600
26 ottobre 2018
Una generazione di nativi digitali. E dietro la tecnologia non solo si celano potenzialità, ma anche rischi. Tra privacy, dati personali nessuno è al sicuro. Non lo siamo noi e i nostri figli ancora meno. E' importante quindi offrire a bambini e ragazzi i giusti strumenti per destreggiarsi nella giungla di internet. Per metterli in guardia sui rischi che comporta esserci.

La tecnologia fa sempre più parte di noi. E anche dei ragazzi. Rispetto a noi sono dei veri e propri nativi digitale. Come destreggiarsi tra figli e tecnologia? Come educarli a un utilizzo consapevole? Come farli sopravvivere nella giungla di internet e uscirne indenni?

 

E' quello di cui si occupa il libro dallo scorso settembre in libreria “Figli virtuali. Percorso educativo alla tutela e alla complicità nella famiglia digitale”, scritto da Annalisa D’Errico e Michele Zizza edizioni Erickson.

 

Il volume introduce genitori, insegnanti e educatori nel complesso compito di interpretazione del mondo digitale, soprattutto in riferimento a bambini e preadolescenti.

 

 

 

 

Bambini, ragazzi e tecnologia: pericolo o arricchimento?

 

Da una parte ci sono studiosi e accademici dell'American Academy of Pediatrics, della Canadian Society of Pediatrics e della Sociatà Italian di Pediatria che hanno dettato regole e limiti (come per esempio zero tecnologia per i bimbi sotto ai due anni, un'ora al giorno fino ai sei e poi fino ai 18 non più di due ore al giorno).

 

 

 

Dall'altra c'è chi la pensa in modo completamente opposto. Lisa Jackson, vicepresidente Apple per le iniziative politiche, sociali e ambientali, in un'intervista esclusiva a "La Repubblica" del 30 giugno 2017 ha affermato (ovviamente) che la programmazione dovrebbe diventare materia di studio dall'età scolare.

 

Che cosa ne pensa invece l'Europa? Serge Tisseron, psichiatra e psicologo francese ed esperto di ragazzi, famiglie e internet, ha realizzato la regola 3-6-9-12. In pratica è un vademecum diffuso nel 2013 dall'Associazione Francese per l'Assistenza Ambulatoriale Infantile per accompagnare i genitori (e i figli) all'uso consapevole della tecnologia.

 

I numeri 3-6-9-12 si riferiscono ad alcune età chiave del bambino, nelle quali si possono introdurre novità tecnologiche.

 

Un po' come se fossero un alimento.

 

  • 3 anni (inizio scuola infanzia). Solo a partire dei tre anni il bimbo dovrebbe entrare in contatto con le varie tecnologie, tv compresa. Per non comprometterne capacità intellettive e concentrazione. Il consiglio (prima di questa età) è di dedicarsi al gioco (analogico) e alle attività sensoriali.
  • 6 anni (inizio scuola primaria). Da questa età in su, ok all'introduzione delle console di gioco portatili, anche se per periodi limitati.
  • 9 anni. Solo da questa età i bimbi dovrebbero poter aver accesso a internet, però sempre con la supervisione di un adulto. Occorre spiegare i rischi e le potenzialità, spiegando che ciò che viene messo online resta per sempre. Ma anche che non tutto quello che si trova online è vero.
  • 11-12 anni. Accesso a libero ma con chiavi di utilizzo chiare.

 

Su una linea simile anche il pedagogista Daniela Novara, che nel suo articolo Guida all'uso della tecnologia da 0 a 6 anni sulla rivista specialistica "Un pediatra per amico", ribadisce l'importanza di accompagnare i bambini verso la fase della preadolescenza, dosando internet anche alle fasi di sviluppo.

 

 

Come mettere in guardia i figli dai rischi del web

 

Che i limiti vengano posti prima o dopo, è impossibile tenere lontani i bambini dalla tecnologia. Più la loro vita sociale aumenta, più il web entrerà a far parte delle loro vite anche grazie alle interazioni con gli altri.

 

E dietro la tecnologia non solo si celano potenzialità, ma anche rischi. Tra privacy, dati personali nessuno è al sicuro. Non lo siamo noi e loro ancora meno.

 

E' importante quindi offrire a bambini e ragazzi i giusti strumenti per destreggiarsi nella giungla di internet. Per metterli in guardia sui rischi che comporta esserci.

 

Ecco che cosa dunque possono fare i genitori per sensibilizzare i figli sui rischi concreti a cui può portare un uso sbagliato del web.

 

  1. La vita reale e quella virtuale si compenetrano
    Quello che accade online può avere delle conseguenze anche nella vita reale. E viceversa. Non basta nascondersi dietro a uno schermo o dietro a un nickname: si hanno sempre delle responsabilità nei confronti degli altri. Per la Polizia Postale può essere un illecito grave diffondere i dati personali di persone senza il loro consenso. E possano arrivare a indagare chi si nasconde dietro a un nickname.
  2. Furti di identità e reputazione
    Se si diffondono online informazioni della vita offline (indirizzo, nome, cognome, numero di telefono, scuola), si possono subire furti di identità p venire contattati da persone che non è detto abbiano sempre buone intenzioni.
  3. Non accettare "caramelle dagli sconosciuti"
    Meglio non dare troppa confidenza a qualcuno conosciuto sul web, rilevando dati personali
  4. Sexting e cyberbullismo
    Potrà anche essere divertente scattare foto e condividerle (magari sexy!), ma se vengono inviate sui social o sui sistemi di messaggistica instantanea, non è detto che vengano tenute private, anzi. Chi le ha ricevute potrebbe ricondividerle a sua volta, anche contro la volontà del soggetto.

 

I dieci comandamenti social


Il web sopravvive anche grazie a regole di sopravvivenza. Come ogni community che si rispetti. Ecco dunque un catalogo di riferimento finale, tratto dal libro, scritto con taglio ironico, con alcuni consigli per la vita dei genitori online.
Ascolta! Io sono la tua tecnologia.

1. Avrai una vita all’infuori di me.
2. Non nominare il nome di Mark Zuckerberg invano (in fondo, siamo qui anche grazie a lui...).
3. Ricordati di proteggere la tua privacy.
4. Confidati con tuo figlio: puoi imparare molto da lui.
5. Non uccidere il tuo tempo (device-free o digital detox). La notte si dorme!
6. Non commettere atti di cyberbullismo o sexting.
7. Non rubare l’identità digitale di un altro.
8. Non dichiarare false generalità quando ti iscrivi a un social.
9. Non desiderare di geolocalizzare i tuoi cari.
10. Non desiderare i follower o gli amici di altri (i tuoi sono più im- portanti).
Da stampare, ricopiare, fotografare... condividere!