Fascia 6-8 anni

Giochi per feste di compleanno

Di Antonella Laudonia
29 dicembre 2011
Non c’è bisogno di accendere un mutuo per organizzare una festa. Basta organizzarla in casa e bandire l’ansia: ai bambini interessa giocare e stare insieme. Ecco una selezione di giochi divertenti adatti a bambini da sei a otto anni.
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La danza delle carte

Questo gioco è l’ideale per rompere il ghiaccio tra gli invitati all’inizio della festa, soprattutto nel caso dei più piccoli che potrebbero avere improvvisi attacchi di timidezza (ehm, maschi, femmine, amichetti non identificati…). Allora, mettete in cerchio un numero di sedie sufficienti per i presenti e consegnate a tutti un carta da gioco. Scegliete anche una compilation musicale adatta a rallegrare l’atmosfera. A questo punto, a voi tocca estrarre una carta dal mazzo e mostrarla: il giocatore che ne ha una tra le mani dello stesso segno, non importa il numero, deve spostarsi sulla sedia alla sua destra. E se il posto è occupato, il concorrente è obbligato e sedersi sulle ginocchia dell’amico vicino e chi sta sotto non può muoversi anche qualora esca una carta col segno giusto… Così si formano lunghe, e traballanti, file di bambini in equilibrio! Vince chi riesce per primo a completare tutto il giro delle sedie tornando ad accomodarsi al suo posto iniziale.

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Il memo-bicchierino

Raccogliete una decina di coppie di oggetti identici, abbastanza piccoli da poterli nascondere sotto un bicchierino di carta capovolto. Qualche idea? Due bottoni, due monete, due zollette di zucchero, due smarties, due pezzi di mela, due soldatini… E, naturalmente, mettete ogni singolo pezzo sotto un bicchiere mentre i bambini guardano. Con un’aria da grande prestigiatore, iniziate poi a spostare i bicchieri in modo piuttosto veloce (ed elegante, se vi riesce). A questo punto, ogni ragazzino, a turno, deve provare ad alzare due bicchieri cercando gli oggetti uguali. Quando li trova, può tenerli (e mangiarli se sono commestibili!) rimettendo, però, in campo i bicchieri vuoti, altrimenti la sfida diventa troppo facile. Vince, alla fine, questo classico gioco di memoria chi ha individuato più coppie. Se gli invitati sono nella fase in cui non aprono bocca con i compagni dell’altro sesso, formate due squadre, maschi e femmine, ed eleggete un “capitano/a” che parli a nome di tutti a ogni valzer dei bicchierini.

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Cane, gatto o elefante?

Sfoggio di abilità manuale e spirito di competizione, in genere, mettono d’accordo e divertono maschi e femmine in questa fascia d’età. In un cestino, infilate dei foglietti dove avrete scritto nomi di animali (non troppo complicati!) che i ragazzini potranno pescare. Ogni invitato, infatti, una volta preso il suo pezzetto di carta, senza farlo vedere agli amici, dovrà realizzare l’animale indicato con il pongo (il didò o quello che preferite). Stabilite un tempo massimo di 5-8 minuti per il lavoro e poi, a turno, invitate i giovani scultori a mostrare la loro opera ai compagni che devono identificarla. Per aiutare gli amici, l’autore può rispondere a delle domande: attenzione, non imbrogliamo, solo una a testa! Un’ultima cosa, se avete tempo, e siete delle “puriste”, al posto dei vari tipi di pongo, potete preparare voi la pasta di sale, vi lasciamo la nostra ricetta.

Pasta di sale
200 ml o una tazza di acqua
125 gr farina o una tazza farina
150 gr sale o mezza tazza sale (per miglior impasto si può frullare il sale per farlo diventare tipo zucchero a velo)
2 cucchiai di bicarbonato
2 cucchiai di olio da cucina
qualche goccia colorante per alimenti
una goccia essenza vaniglia

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Parole nel cappello

Prendete tanti foglietti, distribuitene una decina a ogni giocatore e invitateli a scrivere una parola su ciascun biglietto, e poi a metterli, ripiegati, in un cappello. Se non l’avete, può andare bene anche un cestino (o il porta-pane). A coppie o a squadre, il membro di ogni gruppo, per una tornata di un minuto, deve pescare dal cappello e inventare frasi che riguardano la parola estratta senza mai nominarla. Può ricorrere anche a rumori e gesti per aiutare i compagni di squadra a indovinare di che parola si tratta. Scopo del gioco è far azzeccare, nei sessanta secondi previsti, quante più parole possibili, prima di passare il cappello agli avversari. Se i membri della squadra di appartenenza non riescono a capire un termine, il “capitano” deve rimettere a posto il pezzetto di carta tenendo la bocca ben chiusa. E nel caso in cui nella foga della gara, dovesse pronunciare la parola scritta mentre tenta di spiegarla, il turno passa subito all’altro gruppo. Quando il cappello è vuoto, si contano i bigliettini di ogni squadra: si aggiudica la vittoria chi ne ha di più.

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Centro segreto

Per questo gioco, che potrebbe risultare più gradito ai maschietti, servono due barattoli, tipo quelli in metallo del caffé, e una ventina di sassolini. Dividete i presenti in squadre e consegnate a ognuna lo stesso numero di sassi. In modo perfettamente speculare, disponete i contenitori e stabilite il punto per effettuare i lanci, alla stessa distanza per ogni gruppo. Che dovrà provare a fare centro, a turno tra i compagni, voltando le spalle agli avversari. Durante i tiri, l’altra squadra, che ovviamente non può assolutamente sbirciare, deve cercare di contare quanti sono i reali centri. Quanti sassi sono finiti nel barattolo? Ci vogliono silenzio e concentrazione per capirlo! Alla fine, vince, quindi, la squadra che riporta correttamente il numero di lanci fortunati dell’altra (e non chi fa più centri).

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