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Giochi di strada, cicca e spanna

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23 Maggio 2013
Cicca e spanna, un gioco di epoca romana fatto con le biglie. Ecco le regole.
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  • Cicca e spanna

Già gli Egizi e i Romani giocavano a biglie, che non erano di vetro ma di terracotta. Poi vennero quelle di marmo, apparse nel ’700, quindi quelle di acciaio e di vetro colorato. Quelle tuttora in voga a Siena, dette “barberi”, sono invece di legno dipinte con i colori delle contrade e chiamate coi nomi dei fantini. Se il materiale delle biglie è cambiato nel corso degli anni, le regole del gioco sono rimaste immutate. Il primo giocatore tirava (o “ciccava”) una biglia sul terreno; l’altro, per batterlo, doveva bocciare la biglia dell’avversario e far fermare la sua a una spanna da questa. Se rotolava più avanti, nessuno aveva vinto. Se la biglia si fermava entro una spanna dalla prima, senza però bocciarla, veniva persa ed entrava in possesso dell’avversario. L’obiettivo finale era conquistare tutte le biglie dell’altro.

A scuola. Per imparare a giocare a cicca e spanna, diventato anche un sinonimo di “pressappoco” e “all’incirca”, oggi si possono frequentare i corsi dell’Università delle biglie, fondata a Ravenna nel 2001. Le materie? “Tiro a piffetto”, “Scienza delle traiettorie balistiche” e “Tecnica di costruzione dei bigliodromi”.

Gli altri giochi di strada

- La ruzzola

- La lippa

- I cinque noccioli

- Birilli a bocce quadrate

- La catapulta

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Autori: Manuela Maria Campanelli e Anita Rubini

(Articolo tratto da Focus Storia, n. 22 - Agosto 2008, www.focusstoria.it)

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