Talento

I talenti dei bambini, ecco come farli emergere

talentobambini
17 Ottobre 2017
Come coltivare il talento dei bambini? Come far emergere le loro inclinazioni? Che cosa possono fare genitori e insegnanti? Questi i temi che sono emersi il 7 e 8 ottobre scorso alla Triennale di Milano in occasione dell'evento “La città dei mestieri. Mettiamo in gioco il talento dei bambini”.
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Come coltivare il talento dei bambini? Come far emergere le loro inclinazioni? Qual è il ruolo di genitori e insegnanti? Questi i temi al centro della prima edizione de “La città dei mestieri. Mettiamo in gioco il talento dei bambini”, l’evento dedicato alle famiglie con figli da due a 13 anni e ai loro insegnanti e organizzato da nostrofiglio, Focus Pico e Focus Junior, il 7 e 8 ottobre scorso alla Triennale di Milano.

Il pedagogista Daniele Novara ha sottolineato l’importanza del PENSIERO MAGICO.

“Oggi siamo schiavizzati dalla mancanza di immaginazione – ha detto -. Ma allontanare il pensiero magico vuol dire uccidere l’infanzia. Oggi soltanto il 5% dei bambini fino a sette anni ha un amico immaginario, nel 1989 era circa il 70%. E non è una cosa positiva”.

 

Come recuperare il pensiero magico? “Bisogna accettare che i bambini facciano i bambini e cioè accettare le loro bugie, accettare che si sporchino e bisogna recuperare la socialità tra loro, anche in gruppi con bambini di età diverse. I bambini devono stare tra loro, è in quel contesto che emergono i loro talenti.”

 

Ma che cos’è il talento?

“È la capacità creativa di ognuno di noi nei confronti del mondo – ha aggiunto la neuropsichiatra infantile Mariolina Ceriotti Migliarese -. Un’abilità che deve essere spendibile perché la realtà diventi migliore”.

Su come i bambini possono sviluppare le loro potenzialità, la neuropsichiatra non ha dubbi: il linguaggio dei bambini è il gioco. “Il gioco dà piacere, stimola la curiosità e consente di sperimentare. Purtroppo oggi i bambini non sempre sanno giocare e chiedono ai genitori qualcosa di strutturato”. Ma, ha concluso Ceriotti Migliarese, aver sviluppato i talenti non basta per avere una vita felice. “L’educazione al carattere è necessaria. I bambini devono imparare a stare con gli altri e i genitori devono prendersi la responsabilità di dire di no”. Il fenomeno dei talent show ha un po’ distorto l’idea che si ha dei talenti. “Spesso si pensa che ci sia dietro un addestramento fortissimo – ha sostenuto il medico e psicoterapeuta dell’età evolutiva Alberto Pellai -. Invece analizzando l’infanzia di persone che hanno cambiato il corso della storia, abbiamo scoperto che il talento si trasforma in vita di successo seguendo i percorsi più tortuosi”.

 

E ha concluso: “La scienza ci dice che la cosa migliore è offrire a chi cresce un’esperienza di apprendimento centrata sul modello delle intelligenze multiple (teorizzato da Howard Gardner) che descrive il nostro funzionamento mentale come una sinergia di tante singole intelligenze con ambiti di competenza specifici. Abbiamo cioè più menti - artistica, letteraria, matematica, sportiva, spirituale, musicale, emotiva, pro-sociale - ognuna specialistica, ognuna integrata con le altre in un modello di mente complesso e globale. Se nel progetto educativo di scuola e famiglia tutti questi ambiti vengono contemplati, ogni bambino potrà mettersi alla prova con tutti gli ingredienti che stanno alla base del successo evolutivo. Saranno il tempo e l’esercizio a permettergli poi di comprendere qual è la sua area di eccellenza”.

Guarda il video con il resoconto dell'evento alla Triennale