Genitori elicottero

Sei un genitore elicottero? I 7 segnali (e che cosa fare)

genitoriiperprotettivi
17 Luglio 2018
Si sostituiscono al figlio, pensando di fare del bene. Sono i genitori elicottero, dall'espressione colloquiale inglese (Helicopter parents). In realtà sbagliare, provare, tentare o sbucciarsi un ginocchio sono esperienze formativa per un bambino: sviluppano l'autonomia e l'autostima.
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Genitori elicottero: sono quelli che si sostituiscono al figlio, che fanno tutto per lui per rendergli la vita "più facile". Ma non si rendono conto che in realtà le piccole sfide quotidiane sono utili ai bimbi per sviluppare in modo sano la loro autostima e autonomia. 

 

Chi sono i genitori elicottero? 


È un'espressione colloquiale inglese (Helicopter parents) e indica quei genitori che aiutano i figli a superare tutti gli ostacoli che incontrano.

 

Pensi di essere un genitore iperprotettivo? Che cosa puoi fare? Dal sito americano WebMd, i segnali dei "genitori elicottero" e come comportarsi.

 

1 - Combatti le battaglie di tuo figlio

La tua bimba torna a casa da scuola in lacrime perché ha litigato con un'amica. Che cosa fa? Fai un passo avanti se la tua risposta è: "Ora chiamo la mamma della tua amica e risolvo tutto".

 

Che cosa potresti fare

Cerca di supportarla, ma fai risolvere a lei il problema. Insegnale a gestire le emozioni e spiegale come lei e la sua amica possono trovare un compromesso per fare pace.

2 - Fai i suoi compiti

Ti sostituisci a lui quando  va ancora alla materna o risolvi una difficile equazione di matematica una volta adolescente. Lo fai per evitargli frustrazioni, eppure un sano livello di stress può essergli d'aiuto e può servirgli per avere più fiducia in se stesso.

 

Che cosa potresti fare

Lascia che tuo figlio risolva le sue piccole sfide. E premia i suoi sforzi quando se la sbriga in situazioni più complicate.

 

3 - Fai da coach ai suoi allenatori

Sei sugli spalti e gli urli che cosa deve fare durante la partita. Eppure lo sport può insegnare a tuo figlio a gestire in modo sano i conflitti, a lavorare per raggiungere un obiettivo, a essere un leader, ma anche a superare una sconfitta. 

 

Che cosa potresti fare

Se vedi che ha dei problemi o ti chiede aiuto, spiegagli come rapportarsi con il suo allenatore.

 

4 - Lo tieni troppo "al guinzaglio"

Gli gironzoli intorno durante le feste di compleanno, da adolescente, lo porti a casa dell'amica anche se è a due passi da casa. Ti suona familiare? Se è così, è tempo di lasciarlo un po' libero e di aiutarlo a costruire la sua autostima.

 

Che cosa potresti fare

Creagli delle opportunità in modo che possa essere più indipendente: lascialo giocare nel cortile anche se tu sei dentro e fallo andare da solo a fare una passeggiata insieme al cane.

 

5 - Sei la sua cameriera personale

Gli fai ancora il letto anche se va alle superiori, gli pulisci la stanza oppure gli fai il bucato anche se ormai è andato all'università? E' tempo di sciogliere un po' le briglie e di dargli un po' di responsabilità.

 

Che cosa potresti fare

Inizia con dei piccoli lavori da affidargli, semplici, chiari, e spiegagli che cosa ti aspetti da lui. Complimentati per un lavoro ben fatto.

6 - Non gli fai fare nulla per paura che si faccia male

"Scendi da lì", "Non andare così veloce", "Tienimi la mano sullo scivolo!". Vuoi davvero rinchiudere tuo figlio sotto a una campana di vetro? Non lo proteggere troppo. Se lo fai, rischi di non agevolare il suo normale sviluppo.

 

Che cosa potresti fare

Ricordati che il tuo obiettivo è di tenerlo al sicuro, ma non il più sicuro possibile. Lascialo salire su un albero, cadere, sbucciarsi un ginocchio. Gli farà bene.

7 - Non gli permetti di sbagliare

Pensa all'ultima volta che hai fatto un errore. Hai imparato qualcosa, vero? Per questo anche tuo figlio ha bisogno di sbagliare. E di provare. Per scoprire la sua strada nel mondo. Se lo aiuti a "fare sempre giusto" non imparerà mai davvero e non sarà in grado in futuro di gestire piccoli o grandi problemi.

 

Che cosa potresti fare

Fallo sbagliare di tanto in tanto. Quando fa un errore, incoraggialo e digli di provarci ancora.