Invalsi

Iniziano i Test Invalsi: facciamo chiarezza

scuolabambinifila
03 Maggio 2017
Iniziano oggi per oltre un milione di bambini italiani i Test Invalsi 2017. Abbiamo chiesto a Roberto Ricci, dirigente di ricerca e responsabile dell'area prove nazionali di sciogliere qualche dubbio: che cosa sono queste prove, se sono davvero anonime, se possono essere usate come prove dai docenti e le novità per i prossimi anni.
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3 maggio 2017. I Test Invalsi iniziano oggi per più di un milione di bambini italiani. Si parte con la prova di italiano per le seconde e le quinte classi delle scuole primarie. Seguirà matematica, il 5 maggio, sempre per le classi di seconda e quinta. Il 9 maggio le prove arriveranno alle superiori e l'ultimo appuntamento è il 15 giugno, con la prova nazionale nell'ambito degli esami di terza media.

 

Abbiamo chiesto a Roberto Ricci, dirigente di ricerca e responsabile dell'area prove nazionale Invalsi che cosa sono queste prove, qualche consiglio per i ragazzi e le novità per i prossimi anni.

 

Che cosa sono le prove Invalsi e perché si fanno

Le prove Invalsi sono dei test uguali per tutti, rivolti agli studenti delle scuole italiane. Come spiega Roberto Ricci: "Servono a fornire alle scuole, alle famiglie e agli insegnanti e al sistema nel complesso una misura del livello di raggiungimento dei traguardi fondamentali posti dalle indicazioni nazionali sulle competenze di base nella comprensione della lingua italiana, della matematica e in futuro anche dell'inglese". 

Quindi, in pratica, misurano competenze di base importanti e fondamentali per tutti i ragazzini, sia per andare avanti negli studi, sia per prepararsi a diventare dei cittadini consapevoli oggi, ma soprattutto domani. 

 

Come mai sono così criticate?


"Le critiche io credo derivino spesso dal fatto che non si ha ben chiaro il senso e l'obiettivo di queste prove. È, ripeto, fondamentalmente quello di dare una misura del grado di raggiungimento di competenze fondamentali" continua Ricci. Se non si ha un'informazione di questo tipo a risentirne è la qualità e l'equità stessa del sistema nazionale scolastico. È importante sapere il livello di competenza raggiunto dagli allievi in queste che "sono le chiavi per accedere all'apprendimento e alla conoscenza" per avere una scuola di qualità. Gli alunni più bravi infatti e i figli delle famiglie più avvantaggiate potranno raggiungere lo stesso questi obiettivi, mentre altri alunni potrebbero fare più fatica. Questo è quindi un modo per la scuola per "guardarsi, uniformarsi, senza fare tragedie, e migliorarsi sempre" spiega Ricci.  

 

Le prove Invalsi sono davvero anonime?

"L'invalsi, per legge, non può raccogliere i nomi degli studenti - spiega Ricci. - Non lo fa e in più, non serve nemmeno. E la raccolta dei dati avviene nel pieno rispetto della legge sul trattamento dei dati personali. Le prove degli studenti sono identificate da un codice e la paura a volte degli studenti è che, dato che il codice rispecchia l'ordine del registro di classe, in un qualche modo siano identificabili". Ma non sono identificabili dagli invalsi. "È chiaro che sono identificabili dalla scuola, ma questo è vero per tutto - continua Ricci. - Nel momento stesso in cui un ragazzo entra nella scuola e quando esce, è sempre identificabile. L'importante è che non lo sia a soggetti esterni, in questo caso l'Invalsi.". (Leggi anche: test Invalsi, consigli ai genitori)

 

E se i docenti usano l'Invalsi come prova?


"Questo di per sé, per me è un falso problema: qui in realtà l'oggetto del discorso non è più l'invalsi, ma la fiducia nei confronti dei docenti. Il docente, per definizione, usa il materiale che ritiene più opportuno per fare attività didattica e anche per valutare. Se un docente, in coscienza, ritiene che una parte della prova Invalsi sia così vicina alla sua programmazione da essere usata anche per la sua valutazione, questo di per sé non è uno scandalo, perché attiene alla funzione del docente". 

 

Un consiglio per tutti i ragazzi alle prese con gli Invalsi?

"Serenità. Per fare le prove invalsi non serve alcuna preparazione specifica - rassicura Ricci. - Quello che i ragazzi fanno a scuola è più che sufficiente per ottenere risultati. Non esiste un concetto di risultato adeguato o inadeguato. Perché serve per misurare quanto si raggiungono determinati traguardi e nel caso non si raggiungessero, sapere quanto si è lontani per attuare delle azioni di miglioramento. Quindi: impegno, serietà, ma assoluta serenità".

 

Le novità Invalsi per il 2017-2018 e il 2018-2019

Per gli alunni di quinta delle scuole primarie, già dal prossimo anno è prevista una prova di inglese. Il traguardo di questa prova è l'A1 (quadro di riferimento europeo delle lingue).

 

Per quanto riguarda la scuola secondaria, dall'anno prossimo la prova Invalsi (in italiano, matematica e inglese) sarà anticipata ad aprile e non sarà più all'interno dell'esame finale di stato. Sarà obbligatoria e senza averla svolta non sarà possibile accedere all'esame finale. Il voto ottenuto non farà media.

Novità in arrivo: questa modalità entrerà in vigore anche per l'ultimo anno delle scuole superiori nell'anno accademico 2018-2019.

 

Per maggiori informazioni: calendario prove Invalsi