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Il potere del bilinguismo sulle competenze cognitive dei bambini

di Elena Cioppi - 31.10.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Il bilinguismo rafforza il cervello secondo uno studio che punta a spiegare quali competenze cognitive allenano i piccoli che sanno una seconda lingua.

Uno studio pubblicato su Brain Structure and Function ha evidenziato il potere del bilinguismo nei bambini, che diventano adulti non solo più consapevoli ma anche con più materia grigia, un'apparato cerebrale più integro e meno possibilità di sviluppare l'Alzheimer. Il bilinguismo rafforza il cervello? I ricercatori ne sono sicuri: la complessità delle competenze che si acquisiscono imparando e parlando una seconda lingua da piccoli sono equivalenti a quelle che si attivano imparando a suonare uno strumento musicale. I vantaggi del bilinguismo per i bambini sono innegabili già durante l'età scolastica, ma questa ricerca punta a capire gli effetti a lungo termine. E se è vero che il bilinguismo in tenerà età aiuta a sviluppare l'intelligenza, secondo i ricercatori ha anche un impatto fisico sul cervello, sulla sua struttura e sulla sua resistenza.

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Il bilinguismo rafforza il cervello dei bambini, i risultati dello studio

Come crescere un bambino bilingue? Sono tanti i genitori che decidono di integrare attivamente nella didattica dei figli un piano di studi orientato a imparare una nuova lingua. Secondo la ricerca pubblicata su Brain Structure and Function che si chiama "The effect of bilingualism on brain development from early childhood to young adulthood" e ha esaminato i cervelli dei partecipanti (tutti tra i 3 e i 21 anni), questa scelta avrà delle ripercussioni importati sull'attività cognitiva di quel bambino. Non solo nell'infanzia, ma anche nella sua vita adulta. Lo studio infatti ha analizzato la presenza di maggiore materia grigia nel cervello dei ragazzi con studi di una seconda lingua pregressi, rispetto a quella dei bambini capaci di parlarne solo una.

 

Oltre a una presenza maggiore di materia grigia, il cervello dei bambini e dei ragazzi bilingui testati è risultato anche essere più integro e resistente. La materia grigia controlla molte delle funzioni quotidiane come quelle motorie e di memoria e cresce di intensità fino all'adolescenza, quando tocca il suo picco e si ferma. Ma non solo: le persone bilingui sembrerebbero avere maggiore sostanza bianca, che connette diverse zone del cervello e, secondo lo studio del dottor David A. Ziegler Cognition in healthy aging is related to regional white matter integrity è anche deputata dei processi di invecchiamento cognitivo. Alla luce dei risultati dello studio, la presenza di entrambe le materie in quantità importante potrebbe significare che il cervello dei bambini bilingui invecchia più lentamente e appare più giovane rispetto a chi parla una lingua sola.

I miti del bilinguismo

La ricerca va ad oscurare alcuni falsi miti sul bilinguismo: la scienza ha già dimostrato diverse volte che un bambino bilingue impara più velocemente rispetto a un coetaneo ma spesso le credenze popolari sul ritardo del linguaggio nativo battono i risultati delle ricerche scientifiche. Tra i miti a cui questo studio cerca di sovrapporsi ce ne sono alcuni legati allo sviluppo e all'apprendimento del linguaggio. In realtà l'analisi cerebrale su bambini e ragazzi bilingui ha concentrato l'attenzione non solo sulla struttura interna del cervello, ma anche sugli effetti a lungo termine che parlare due lingue ha su di esso. In generale gli effetti benefici del biliguismo confermati dalla ricerca sono:

  • I bambini bilingui reagiscono meglio ai problemi e sviluppano competenze cognitive più forti
  • Non si fa confusione con le lingue: anche se usano contemporaneamente due lingue nelle prime fasi dell'esperienza questo non vuol dire che le confondano ma che anzi, hanno l'abilità di cambiare registro e lingua non appena se ne presenta l'opportunità.

Ulteriori studi hanno indagato il rapporto tra bilinguismo e ritardo nella comparsa di sintomi dell'invecchiamento cerebrale (demenza o Alzheimer). Addirittura una ricerca del 2016 ("Impact of Bilingualism on Cognitive Outcome After Stroke") ha confermato che il bilinguismo ha contribuito a contenere effetti severi e gravi dell'ischemia: il 40,5% delle persone bilingui testate presentavan infatti funzioni cognitive normali, comparate al 19,6% dei monolingua. 

Fonti per questo articolo: Pliatsikas C, Meteyard L, Veríssimo J, et al, The effect of bilingualism on brain development from early childhood to young adulthood; Gennatas ED, Avants BB, Wolf DH, et al, Age-Related Effects and Sex Differences in Gray Matter Density, Volume, Mass, and Cortical Thickness from Childhood to Young Adulthood; American Academy of Pediatrics, 7 Myths and Facts About Bilingual Children Learning Language; Alladi S, Bak TH, Mekala S, et al, Impact of Bilingualism on Cognitive Outcome After Stroke

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