I BISOGNI DEI PICCOLI

I 7 bisogni irrinunciabili dei bambini: ecco quali sono

Di Alice Dutto
ipa_fw733c
29 Agosto 2017
Quali sono i bisogni dei bambini che bisogna assolutamente soddisfare per garantire il loro corretto sviluppo? Se lo sono chiesti i professori T. Berry Brazelton e Stanley I. Greenspan, che hanno tentato di dare una risposta nel loro libro "I bisogni irrinunciabili dei bambini. Ciò che un bambino deve avere per crescere e imparare"
Facebook Twitter Google Plus More

Come fare per crescere bambini felici, sicuri di se stessi, creativi, intelligenti ed emotivamente sani? È il quesito che si pongono, ogni giorno, genitori, educatori, medici e chi ha a che fare con i bambini.

T. Berry Brazelton, professore emerito presso la Harvard Medical School, e Stanley I. Greenspan, professore di Psichiatria e Pediatria alla George Washington University Medical School, hanno tentato di rispondere nel loro libro “I bisogni irrinunciabili dei bambini. Ciò che un bambino deve avere per crescere e imparare”.

Nel volume i due esperti individuano i 7 bisogni irrinunciabili dei bambini che, se soddisfatti, ne garantiscono la corretta crescita intellettiva ed emotiva. «I “bisogni irrinunciabili” che indicheremo sono le esperienze e le tipologie di educazione alle quali ogni bambino ha diritto. In una società opulenta come la nostra, nessuno di noi ha il diritto di ignorarli» scrivono gli autori nell'introduzione del volume.

 

I BISOGNI IRRINUNCIABILI DEI BAMBINI

 

1. Il bisogno di sviluppare costanti relazioni di accudimento


È importante che ci si relazioni in maniera emotiva con i bambini, offrendo sostegno, calore e accudimento, perché questo «favorisce uno sviluppo adeguato del sistema nervoso centrale». L'ascolto della voce umana, ad esempio, aiuta i bambini a sviluppare il linguaggio così come lo scambio di gesti dal significato emotivo aiuta i piccoli ad apprendere, a percepire e a rispondere a segnali emotivi. Al contrario, la mancanza di stimoli emotivi può portare a dei deficit nei bambini.

«Quando vi sono relazioni sicure, empatiche, di accudimento, i bambini imparano a entrare in intimità e a essere empatici, per poi mettere gli altri a parte dei propri sentimenti, riflettere sui propri desideri e sviluppare, loro stessi, dei rapporti con adulti e coetanei». In sostanza, le relazioni permettono al bambino di imparare a pensare.

2. Il bisogno di protezione fisica e sicurezza, e relativa normativa


Così come nel caso di un'insufficiente presenza emotiva dei caregiver (cioè di chi si prende cura dei piccoli), se manca anche un'attenzione alla sicurezza fisica del bambino possono svilupparsi conseguenze negative sul suo sviluppo, in particolare del sistema nervoso centrale.

Come protezione fisica si intendono una serie di cose, tra cui la difesa rispetto a situazioni di disagio, come violenze e abusi, ma anche come esposizioni a sostanze nocive, dall'alcool al tabacco, dal piombo al mercurio.

Tutte eventualità che predispongono molti bambini a «turbe a carico del sistema nervoso centrale», ma anche a «problemi di apprendimento, impulsività, comportamenti antisociali e difficoltà nell'instaurare relazioni con i coetanei, interpretare i segnali sociali e anche organizzare il pensiero e mantenere un senso di realtà».

Una delle prime cose da fare per garantire al bambino protezione e cure fisiche, «è supportare la madre durante la gravidanza, durante le fasi stesse del parto e nei primi anni di vita del bambino».

3. Il bisogno di esperienze modellate sulle differenze individuali


Ogni bambino è diverso e risponde agli stimoli in modo differente. È importante comprendere le sue peculiarità e offrirgli esperienze personalizzate.

«La natura si esprime parzialmente nel modo peculiare del bambino di immagazzinare sensazioni, comprenderle e organizzare e programmare l'azione. L'accudimento, le interazioni che forniamo ai nostri figli rappresentano poi, rispetto alla natura, ciò che è la chiave per la serratura. Le giuste esperienze possono aprire la serratura della natura e aiutare i bambini a esprimere il loro potenziale».

 


Tra l'altro, l'interazione con un adulto può cambiare la predisposizione di un bambino: «Gli schemi stabiliti dall'adulto possono alterare di molto la tendenza verso un certo tipo di comportamento. Può accadere che i bambini chiusi in se stessi a due anni diventino socievoli, e che quelli paurosi acquistino coraggio quando cominciano a camminare. Ecco che, per mezzo delle interazioni tra i tratti fisiologici del bambino e gli atteggiamenti dell'adulto, emergono le caratteristiche di personalità».

4. Il bisogno di esperienze appropriate al grado di sviluppo


«Affinché il bambino impari a relazionarsi agli altri con empatia, è necessario che chi si occupa di lui fornisca interazioni empatiche e di accudimento» e che le calibri sulla base delle competenze raggiunte dai ragazzi, evitando di mettergli fretta. Non rispettare i loro tempi, infatti, può essere controproducente e produrre un rallentamento nel loro sviluppo.

Ma quali sono le capacità che i bambini acquisiscono nel tempo?

 

  • Nei primi mesi di vita: sicurezza e capacità di osservare, ascoltare e mantenere la calma;
  • Tra i 4 e i 6 mesi: la capacità di relazionarsi, sentirsi affettuosi e vicini agli altri. Se non riescono a farlo possono poi tendere all'isolamento e avere difficoltà ad ascoltare ciò che dice qualcuno;
  • Tra i 6 e i 18 mesi: la capacità di comunicare intenzionalmente, senza le parole;
  • Dai 18 mesi: risolvere i problemi e creare un senso di sé;
  • Prima dei due anni: capacità di elaborare idee emotive. Ciò significa che i bambini cominciano a imparare a costruire delle idee sulla base delle loro esigenze, i loro bisogni e le loro emozioni. Invece di calciare o picchiare qualcosa, sono in gradi di dire “Sono arrabbiato!”;
  • Tra i 2 anni e mezzo e i 3 anni: capacità di elaborare un pensiero emotivo. Oltre a dare un nome alle emozioni che provano, i bambini arrivano a pensare le emozioni e a collegarle. Cominciano a saper dire: “Oggi sono arrabbiato perché tu non sei venuto a giocare con me”;
  • Nei primi anni di scuola: la relazione triangolare. In questa fase, i bambini hanno bisogno di un nuovo tipo di relazione a tre, con la madre e il padre. Questo conferisce al bambino una maggiore elasticità emotiva;
  • Tra i sette e gli otto anni: i bambini sviluppano relazioni con i coetanei. Cominciano a uscire dalla famiglia e a entrare nel mondo dei loro pari. In questa fase, il pensiero complesso si sviluppa enormemente;
  • Dai 12-13 anni: sviluppano il senso interiore di sé. In questo momento, i ragazzi sviluppano un'idea più precisa di ciò che sono e divengono più capaci di elaborare una rappresentazione interna di se stessi basata sui loro obiettivi e valori.

È fondamentale «prestare attenzione ai livelli di sviluppo e alle esperienze necessarie in ogni fase […] Ci aiuta a comprendere a che punto sono i bambini, o di che tipo di esperienze hanno bisogno. Ci dice in che modo rendere equilibrata la vita di un bambino e che genere di esperienze mettergli a disposizione per una crescita e uno sviluppo sani».

 

5. Il bisogno di definire dei limiti, di fornire una struttura e delle aspettative


Nell'educazione è molto importante dare ai bambini dei limiti. Limiti che i piccoli imparano fin da subito nel momento dell'accudimento, «perché il novanta per centro del compito di insegnare ai bambini a interiorizzare i limiti si basa sul loro desiderio di piacere a coloro che li circondano». Gioca un certo ruolo anche l'esempio che danno gli adulti: «La moralità nasce dal cercare di essere simili a un adulto che essi ammirano».

Certo, i limiti possono anche essere insegnati con le punizioni o con la violenza, ma ciò e controproducente: «Quando i bambini crescono, quelli che sono stati educati con la paura rischiano maggiormente di sviluppare tendenze in direzione del bere, dell'alcoolismo, della tossicodipendenza e di comportamenti delinquenziali». In più, la punizione fisica non è rispettosa del bambino e mina l'immagine che lui ha di sé.

Se consideriamo la disciplina come una materia di insegnamento, il modo per trasmetterla in modo efficace è attraverso l'empatia e la capacità di accudimento: i bambini si sentono bene quando osservano la disciplina, perché osservano il compiacimento che provocano nell'adulto di riferimento quando si comportano bene. Al contrario, sentiranno un senso di perdita e di mancanza qualora si comportino male e la mamma o il papà gli rivolgano anche solo uno sguardo di disapprovazione.


6. Il bisogno di comunità stabili e di supporto, e di continuità culturale


Perché il bambino possa sviluppare tutte le sue capacità e soddisfare i suoi bisogni, è necessario che il contesto in cui viva sia quello di una comunità stabile: «Gli sforzi compiuti a favore dei bambini saranno efficaci solo se lo saranno le famiglie, le comunità e i supporti culturali entro cui si sviluppa».

7. Salvaguardare il futuro

A livello ancora più macroscopico, il bambino ha bisogno di un Pianeta privo di minacce belliche, problemi ecologici e nuove malattie. Lo sforzo della società, quindi, deve essere orientato in questo senso.

«Tutto questo sembrerebbe abbastanza estraneo alla questione dei bisogni irrinunciabili dei bambini, se non fosse che tutti gli altri bisogni perdono importanza di fronte a quello di sopravvivere e di dare alla luce nuove generazioni».