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Braille e Lingua dei Segni spiegati ai bambini

di Stefano Padoan - 23.02.2024 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Come comunicano le persone sorde e non vedenti? Braille e Lingua dei Segni spiegati ai bambini aprono alla comprensione della diversità.

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Braille e Lingua dei Segni spiegati ai bambini

Come si può parlare di disabilità ai bambini? Attraverso l'immedesimazione, il ribaltamento degli stereotipi e senza alcun pietismo. Così, nel suo 'La dura vita del Ciclope' (EDB, 2023), Oleksandr Shatokhin riesce a spiegare ai piccoli lettori anche come si può parlare senza emettere suoni e come leggere con le mani: la Lingua dei Segni e il Braille.

Braille: cos'è?

Il Braille è un sistema internazionale di scrittura e lettura tattile che consente a persone ipovedenti o non vedenti di scrivere e leggere. Si tratta di un alfabeto e non di una lingua, perché c'è un simbolo per ogni lettera ed è così in grado di riprodurre le parole delle diverse lingue. Fu ideato nella prima metà dell'Ottocento da Louis Braille (1809-1852), non vedente dall'infanzia. Ogni lettera corrisponde a una combinazione diversa di puntini in rilievo, all'interno di una matrice 3x2. Il lettore, passando sopra il foglio con i polpastrelli, riconosce le parole.

Lingua dei segni: che cos'è?

Le Lingue dei Segni sono lingue naturali che usano il canale visivo-gestuale per comunicare, utilizzate soprattutto (ma non solo) dalle persone sorde. LIS è l'acronimo di Lingua dei Segni Italiana, riconosciuta dallo Stato italiano nel 2021. Si tratta di una lingua vera e propria, con regole grammaticali, sintattiche, morfologiche e lessicali ben definite, che cambiano a seconda della lingua madre dei segnanti. È composta sia da segni che rappresentano l'alfabeto, sia da segni che rappresentano delle parole.

Perché insegnare ai bambini il Braille e la Lingua dei Segni

Imparare a scuola il Braille e la Lingua dei Segni è utile non solo per rendere l'ambiente scolastico e la società più inclusivi. È infatti anche un ottimo esercizio di empatia, per mettersi nei panni di persone diverse da sé con l'approccio della scoperta. Proprio come fa il ciclope Pierre nel libro, che suscita nei piccoli lettori la domanda "Com'è vivere con un occhio solo?".

Approcciare lingue e sistemi alfabetici diversi, poi, allena memoria, attenzione ed elasticità mentale e aiuta il cervello a sviluppare flessibilità nell'apprendimento. Coinvolgendo, infine, elementi motori e visivi, il loro apprendimento aiuta a migliorare la coordinazione, l'intelligenza visuo-spaziale e i processi motori.

Come spiegare il Braille ai bambini

La chiave per spiegare il Braille e la Lingua dei Segni ai bambini è fare leva sulla loro innata curiosità e voglia di conoscere mondi diversi da quelli che fanno parte della loro quotidianità. Perché allora non sperimentare l'esercizio di scrittura in Braille proposto dal libro: servono un foglio di carta spesso, uno stuzzicadente e un foglietto con la matrice di 6 puntini disposti su due colonne da 3. Usando come guida la matrice, bisogna scrivere le lettere incidendo il foglio con lo stuzzicadente, facendo attenzione che i rilievi poi vengono letti rivolti all'insù capovolgendo il foglio e che quindi la scrittura è a specchio. Ai bambini si può chiedere di inventare ognuno una favola e scriverla in Braille, per poi scambiarle con i compagni per leggerle a vicenda.

Come spiegare la lingua dei segni ai bambini

Essendo una modalità più visiva, alcune attività per approcciarsi alla LIS possono avvalersi di video e tutorial su YouTube, che spiegano i principali segni base e l'alfabeto, riportato anche nel libro. È possibile anche fare esercizi di attivazione motoria dal posto "traducendo" in Lingua dei Segni alcune canzoni amate dagli alunni, associando alle parole i segni corretti e quindi cantandole tutti insieme. Si può anche istituire un'ora di silenzio totale in classe, nella quale ogni comunicazione tra compagni e con insegnanti e educatori possono avvenire solo attraverso la LIS.

Come parlare di disabilità ai bambini

Conoscere il Braille e la Lingua dei Segni permette ai bambini di immedesimarsi in chi ha bisogno di questi sistemi per leggere e comunicare, senza nascondere la difficoltà che comporta il loro apprendimento.

Essi dunque si rendono conto delle fatiche quotidiane che devono affrontare le persone con disabilità, ma allo stesso tempo si stupiscono della bravura e tenacia che dimostrano ogni giorno. Ecco perché è bene presentare in classe alcuni "Ciclopi Eccezionali", come li chiama il libro: da Stevie Wonder a Helen Keller, da Stephen Hawking a Nick Vujicic. Persone che hanno raggiunto vette straordinarie nonostante le loro disabilità e che sono di grande ispirazione per tutti, perché insegnano che ciò che conta è non arrendersi mai.

Il libro

'La dura vita del Ciclope' (EDB, 2023) è un libro per bambini (ma non solo) sulla diversità, vista attraverso l'unico occhio, attento e curioso, del ciclope Pierre.

Oleksandr Shatokhin è illustratore e autore di libri per bambini ucraino, in grado di affrontare magistralmente temi complessi con immagini leggere e delicate.

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