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Bullismo e Challenge online: i consigli della psicologa per la sicurezza online

di Nostrofiglio Redazione - 26.05.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Non solo Bullismo e Cyberbullismo: 1 ragazzo su 5 è coinvolto in challenge online: la psicologa Francesca Rossi ci fornisce 5 consigli per la sicurezza online

Bullismo e Challenge online: i consigli della psicologa per la sicurezza online

Sfide estreme e prove di resistenza ad alto tasso di rischio rappresentano i nuovi pericoli della navigazione in rete dei ragazzi. Non solo Bullismo e Cyberbullismo, ma 1 ragazzo su 5 è coinvolto in challenge online: si tratta di fenomeni che rappresentano l'evoluzione del Cyberbullismo.

Queste prove online coinvolgono, in genere, persone che si filmano mentre fanno qualcosa di difficile e che condividono online i video per incoraggiare gli altri a ripetere le stesse azioni. 

Fra quelle più gettonate c'è ad esempio, la Blackout Challenge, che prevede lo stringersi una corda intorno al collo per testare la propria resistenza, Blue Whale una sfida della durata di 50 giorni che spingerebbe i ragazzi all'autolesionismo, o Eye Balling, un modo di ubriacarsi in fretta, versando dell'alcol sugli occhi con effetti devastanti. 

Secondo i dati racconti da un sondaggio di Skuola.net su 1.500 ragazzi di scuole medie e superiori, più di 1 giovane su 6 conosce la Blackout Challenge, che prevede lo stringersi una corda intorno al collo per provare la propria resistenza.

In che modo i ragazzi ne sono a conoscenza?

  • Il 31% attraverso letture sul web,
  • il 25% tramite video postati sui social,
  • il 17% per il passaparola dei coetanei.

Ma il dato più allarmante riguarda chi dalle parole è passato ai fatti: tra i ragazzi «informati», quasi 1 su 5 - il 18% - afferma di aver anche partecipato al «gioco». 

Ancora di più quelli al corrente dell'esperienza di qualcuno che ha sperimentato il brivido della morte apparente: il 30%, quasi 1 su 3.

Quali sono le motivazioni che attirano gli adolescenti nella trappola delle Challenge online?

  • il 56% vuole fare un video da far diventare virale online,
  • il 10% vuole divertirsi in modo alternativo,
  • l'8% provare la sensazione di incoscienza promessa,
  • il 5% stare male per saltare qualche giorno di scuola,
  • il 21% non sa dare una giustificazione.

Sentirsi parte di un gruppo, cercare di attirare l'attenzione, ma soprattutto, l'esigenza di andare oltre la normalità – anche a costo di compiere atti di sfregio ai danni di Scuola, FamigliaIstituzioni, diventando protagonisti di esperienze adrenaliniche.

I consigli della Psicologa per la sicurezza su TikTok, Facebook e Instagram

La psicologa ed esperta dell'area evolutiva, Francesca Rossi, pone l'attenzione su quanto sia importante sensibilizzare i ragazzi e le famiglie per prevenire questi pericolosi fenomeni, che nei casi più gravi, vanno subito denunciati alla Polizia Postale (www.commissariatodips.it).

Ed ecco 5 consigli della psicologa Francesca Rossi:

  1. Sensibilizzare i ragazzi sui rischi ai quali si espongono partecipando alle Challenge: un dialogo sereno è fondamentale, sia in famiglia che a scuola;
  2. Prestare attenzione ad eventuali cambiamenti di comportamento degli adolescenti: chiusura, mancanza di comunicazione, atteggiamenti aggressivi immotivati, insonnia, inappetenza, variazioni significative nel peso, atti di auto lesionismo, etc.
  3. Monitoraggio dell'uso di Social e App per aiutare i ragazzi a intercettare i canali pericolosi: è importante che gli adulti non si lascino ingannare dalle competenze tecnologiche dei figli perché queste non sempre vanno di pari passo con la capacità, legata alla maturità cerebrale, di comprendere i rischi di alcune proposte. I ragazzi - illusi dal fatto che "lo hanno fatto altre persone" - rischiano di non riuscire a valutare i pericoli in cui incorrono. L'idea di poter controllare sempre la situazione è illusoria. Inoltre, spesso non vengono considerate le reazioni del pubblico – ad esempio, la vittima di uno scherzo potrebbe reagire in modo violento, oppure gli spettatori potrebbero incitare a fare azioni sempre più pericolose.
  4. Tenere sotto controllo le amicizie e il gruppo di riferimento: Il desiderio di appartenenza ad un gruppo può essere molto forte e, in alcune situazioni, i ragazzi si scoprono disposti a tutto pur di appagare questa esigenza. Lungi dall'esercitare un controllo che risulterebbe invasivo, porre attenzione alle relazioni dei ragazzi consente ai genitori di monitorarne anche la qualità. Una buona occasione anche per "testare" l'autostima dei figli ed, eventualmente, rinforzarla, perché possano sentirsi apprezzati e benvoluti, trasferendo questo sguardo benevolente anche nel loro modo di vedersi.
  5. Affidarsi a piattaforme ed App che possano aiutare il ragazzo se in difficoltà e in tempi rapidi, come l'AppConvy School, la prima App digitale per prevenire bullismo e cyber bullismo e si basa su una tecnologia in grado di aiutare le scuole ad applicare le disposizioni contenute nel Legge N. 71 del 2017.

Per maggiori info: 

www.convyschool.com

Le Scuole interessate a partecipare al progetto possono consultare il sito:

www.mhstudyo-educare.it/progetto-didattico/partner-figc-osservatorio-nazionale-ma-basta/

Come intercettare segnali di allarme

Come prevenire e intercettare segnali di allarme nei bambini coinvolti nelle challenge online? Risponde la Dott.ssa Francesca Rossi, in una puntata del podcast di NostroFiglio "Risposte in due minuti"

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