Caccia al tesoro

Caccia al tesoro "natalizia"

Di Jolanda Restano Maria Eva Virga
bambini-natale
22 Maggio 2012
Una caccia ai simboli del Natale, molto adatta anche ai bambini più piccoli, per arrivare a scoprire il significato vero di questa festa e delle tradizioni ad essa collegate. Da fare in casa (visto il freddo)
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Requisiti: bambini di qualunque età (anche piccoli, ad esempio dai 2 agli 8 anni), sempre con un capo-gruppo (una mamma, un papà, un fratello maggiore, ecc.).

Preparazione del gioco: i bambini in casa non potranno essere molti, soprattutto se piccoli, perciò non verranno divisi in squadre, ma giocheranno insieme. Servono fogli e matite colorate e tre oggetti rossi sparsi per la casa. Infine alcuni pezzetti di stoffa lunghi e stretti per fare le code degli agnellini.

Svolgimento:

1° prova – i simboli che si vedono intorno a noi

Porta alla mamma (capo-squadra) tre oggetti di colore rosso che trovi in casa.

Appena consegnati, la mamma spiegherà perché il rosso è un colore molto usato sotto Natale. (Si fanno sedere i bambini e gli si racconta la storia)

Risposta: “Di solito si associa il colore rosso alla giacca di Babbo Natale, che in realtà è San Nicola, che è sempre stato dipinto con i vestiti rossi. San Nicola era vescovo della città di Myra (antica città della Turchia), o meglio san Nicola di Bari, nel IV secolo dopo Cristo. Per spiegare il cristianesimo anche ai bambini, aveva chiesto ai suoi sacerdoti di raggiungere quelli che non avevano la possibilità o la volontà di recarsi in chiesa anche a causa del freddo invernale, che costringeva molti a non uscire di casa. Disse loro portare a bambini un regalo e di cogliere l'occasione per spiegare chi fosse Gesù Cristo. Si narra che i sacerdoti, o forse anche lo stesso Nicola, portando con loro un sacco pieno di regali, raggiungevano i bambini mediante alcune slitte trainate da cani”.

2° prova:

La mamma legge questo indovinello. I bambini dovranno indovinare di cosa si tratta senza dirlo, ma semplicemente disegnando la risposta:

Forse era calda d’estate, ma fu fredda quell’inverno. Eppure li ha ospitati con un calore “eterno”…..

[Risposta: la capanna di Betlemme, che ha accolto Maria, Giuseppe e Gesù bambino col bue e l’asinello]

Mentre disegnano, la mamma legge il brano del Vangelo di Luca in cui si racconta questa storia:

“In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo”.

3° prova: Prendi l’agnellino!

Leggere:

Dal Vangelo secondo Luca (2,8-20): "C'erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, ma l'angelo disse loro: "Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia". E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste che lodava Dio e diceva: "Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama". Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro: "Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere". Andarono dunque senz'indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore. I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato detto loro".

In questa prova i bambini diventano pastorelli che vanno a trovare Gesù. Ma…non è facile tenere a bada il loro gregge sulla strada che porta alla mangiatoia! C’è sempre un agnellino che vuole scappare, perciò bisogna prenderlo per…la coda! Due bambini si mettono dietro, nei pantaloni, due pezzetti di stoffa, che diventano le coda dell’agnellino o della pecorella. Stando uno davanti all’altro devono cercare di togliersi, senza farsi male, la coda l’un l’altro. Vince chi riesce a togliere la coda all’agnellino turbolento, che dovrà poi sedersi insieme al suo compagno e guardare la gara delle altre coppie del gregge. (Le coppie verranno decise al momento dai genitori, in base alle età dei bambini, che devono essere omogenee).

4° prova: Segui la stella!

La mamma accenderà il lettore Cd e farà partire una musica natalizia tenendo in mano una torcia, che simboleggia la stella cometa. I bambini dovranno far finta di essere i re Magi che, seguendo la stella, arrivano a trovare Gesù. Verranno messi a serpentone o a trenino: appena finisce la musica dovranno andare a trovare la prima immagine di Gesù che trovano in casa (un crocifisso, un Gesù bambino che sta già dentro il presepe) e portarla o indicarla alla mamma.

I Re magi dal Vangelo di Matteo:

"Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: "Dov'è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo". All'udire queste parole, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s'informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia. Gli risposero: "A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta:

E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda: da te uscirà infatti un capo che pascerà il mio popolo, Israele".

"Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme esortandoli: "Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo". "Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese"

Ed ecco qual è il tesoro: Gesù Bambino”

Premio: superate tutte le prove, i bambini riceveranno in premio una fantastica merenda a base di panettone!

Se non sono troppo stanchi, potete spiegare loro anche l’origine del panettone. Ecco la più famosa delle sue leggende:

La storia del panettone o “pan del Toni”

(Siamo nel 1400 circa). Come ogni notte Ugo uscì dalla finestra al freddo di Milano. Con agilità scavalcò la balaustra del balcone e si calò nel giardino. I cani cominciarono ad abbaiare; senza curarsene Ugo corse a perdifiato attraverso tutto il giardino fino ad appiattirsi contro il muro di cinta. Si fermò qualche secondo con il fiato mozzato dalla corsa e dalla paura. I suoi occhi scrutavano nel buio, verso il palazzo, per vedere se qualche finestra si accendeva del debole bagliore delle candele. Tutto tranquillo. I cani cominciarono a calmarsi: anche stanotte, nessuno lo aveva visto uscire. Appigliandosi ad alcuni mattoni, Ugo salì sopra il muro di cinta che divideva lo splendido palazzo che suo padre, Giacomo degli Atellani, aveva ricevuto in dono da Ludovico il Moro, dai cortili della Milano povera, quella delle botteghe che si affacciavano su corso Magenta. Alla bottega di Toni, il panettiere, avrebbe incontrato la sua Adalgisa, la bella figlia del fornaio. Ma Adalgisa era sempre stanca, il lavoro era aumentato da quando il garzone di suo padre si era ammalato; avrebbero dovuto smettere di vedersi, perché c'era tanto da impastare, preparare, infornare.

Ma Ugo non voleva rinunciare a lei e il giorno successivo, con addosso umili abiti, lui, che era il falconiere di Ludovico il Moro, si fece assumere da Toni come nuovo garzone. Nonostante il giovane, ogni notte, si spaccasse la schiena nel retro bottega per preparare il pane, gli affari del negozio continuavano a peggiorare. Una nuova bottega aveva aperto lì accanto e stava portando via tutti i clienti a Toni. Ugo non perse tempo, e rubò una splendida coppia di falchi al Moro e li vendette per comprare del burro. La notte, mentre impastava i soliti ingredienti, aggiunse al preparato anche tutto il burro acquistato. Il giorno successivo la bottega fu letteralmente presa d'assalto, si diceva che facesse il pane più buono di Milano. Nei giorni successivi altri due falchi vennero sacrificati per l'acquisto di altro burro e di un po' di zucchero da aggiungere all'impasto del pane. Milano impazziva per il "pane speciale" del Toni. La coda fuori dalla bottega era interminabile e ogni notte bisognava impastare sempre di più. Mentre l'inverno si avvicinava, gli affari miglioravano. Sotto le feste di Natale, Ugo diede un ultimo tocco di classe alla ricetta del "pane speciale" e aggiunse uova, pezzetti di cedro candito e uva sultanina. Tutta Milano, in quei giorni prima di Natale, transitò dalla bottega per comprare quello che già tutti chiamavano "pangrande" o "pan del Toni" (da qui il termine panettone), da servire in tavola il giorno di Natale. Toni divenne ricco e i genitori di Ugo non ebbero più da lamentarsi di Adalgisa e così i due giovani si sposarono e vissero felici e contenti.

N:B: Se i brani da leggere vi sembrano troppo lunghi, potete anche non leggerli o meglio riassumerli voi molto brevemente!

 

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