Genitori calmi

Come essere genitori più pazienti

Di Giulia Foschi
come-essere-genitori-pazienti-2
4 maggio 2020

Come fare a mantenere la calma, specialmente quando ci troviamo a trascorrere tanto tempo chiusi in casa insieme ai nostri figli? Le parole d'ordine sono attenzione e rispetto, degli altri, ma prima di tutto di sé stessi.

 

Come essere genitori pazienti

 

Li amiamo, li adoriamo, stravediamo per loro. Eppure, qualche volta ci fanno davvero perdere la pazienza. Con i figli è normale che succeda: sono proprio i rapporti più importanti che qualche volta ci fanno perdere l'equilibrio. E se può sempre capitare di arrabbiarsi, figuriamoci in questo periodo in cui siamo costretti a restare tutti quanti chiusi in casa, senza valvole di sfogo. Abbiamo allora chiesto a Raffaele Mantegazza, docente di Pedagogia al Dipartimento di Medicina dell'Università Milano Bicocca, come gestire, e possibilmente evitare, le sfuriate con bambini e adolescenti.

INDICE

Come essere genitori più pazienti: cosa percepiscono i bambini

Genitori pazienti: no al sarcasmo e al giudizio

Come essere genitori più pazienti: consigli pratici

Come essere genitori più pazienti ai tempi del coronavirus: una stanza tutta per sè

 

Come essere genitori più pazienti: cosa percepiscono i bambini

 

"La prima cosa che dobbiamo ricordare è che abbiamo davanti a noi dei bambini, o comunque delle persone che non hanno ancora gli strumenti che possiedono gli adulti – spiega Mantegazza -. Bambini e ragazzi vivono le emozioni e il concetto di tempo in maniera diversa da noi. Tutto è amplificato. Una parola, un tono di voce che a un adulto può essere indifferente, da un bambino o da un adolescente viene sicuramente interpretata all'interno di una cornice più ampia. Bisogna quindi 'maneggiarli' con cura, come fossero dei vasi di cristallo".

 

Genitori pazienti: no al sarcasmo e al giudizio

 

"Una cosa che io consiglio sempre è di non usare mai il sarcasmo: è un'arma pericolosissima. I bambini non capiscono una comunicazione sarcastica, hanno difficoltà a interpretarla, si sentono in difficoltà. Gli adolescenti si sentono feriti, perché si sentono giudicati personalmente, non per quello che hanno fatto. Evitiamo, quindi, quelle frecciatine come "ah ma che bel lavoro!", "bravissimo!", per affermare il contrario. Oppure generalizzazioni come "sei sempre molto ordinato!" e "anche questa volta te la sei cavata!". Se dobbiamo rimproverare, facciamolo sull'oggetto, sulla questione del rimprovero, non sulla persona. Non diamo mai un giudizio. Allo stesso tempo, notiamo anche ciò che i bambini e i ragazzi fanno di positivo: non c'è bisogno di esagerare, ma è giusto sottolineare un bel voto, un bel disegno, un buon comportamento. Tutto ciò non va dato per scontato". Un complimento fatto sinceramente in un momento di calma mitigherà gli animi".

 

Come essere genitori più pazienti: consigli pratici

 

PRENDIAMO TEMPO. "Quando sentiamo che la rabbia sta salendo, cerchiamo di prendere tempo: possiamo chiedere a nostro figlio di riparlarne più tardi, spiegando che in questo momento non ce la sentiamo. Questo significa saper gestire le proprie emozioni, ed è importante che i ragazzi siano consapevoli del fatto che i genitori, in quanto adulti, sanno farlo".

URLARE DALLA FINESTRA. "Si può anche – perché no – fare un bel grido liberatorio in bagno o alla finestra! E se, nonostante tutto, ci capita di urlare o di rispondere male, non facciamocene una croce. Siamo umani. Si sbaglia".

SAPER CHIEDERE SCUSA. "L'importante è prenderne atto e chiedere scusa, per poi riappacificarsi, anche con un gesto, un abbraccio, una carezza, ritrovando la serenità e l'intesa: niente rancori, niente accuse. È un comportamento molto istruttivo nei confronti dei nostri figli".

MANTENERE LA PROPRIA INDIVIDUALITA'. "In una condizione quotidiana normale, per essere in pace, sereni e in equilibrio è importante che la mamma e il papà mantengano la propria identità di persone, di uomo e donna, di singoli individui, ad esempio coltivando un hobby non condiviso con la famiglia, che sia il calcetto o il corso di musica, quello che si vuole, quello che piace: l'importante è che sia solo per sé".

 

Come essere genitori più pazienti ai tempi del coronavirus: una stanza tutta per sè

 

L'emergenza coronavirus e il conseguente lockdown rendono le possibilità di restare calmi un po'più complesse da raggiungere.

"In questi giorni così particolari ci troviamo a fronteggiare un contesto del tutto fuori dal comune, denso di criticità. È facile che, passando insieme tutto questo tempo, in una situazione di paura e d'incertezza, si possa scattare o rispondere male, anche perché i bambini reclusi danno giustamente segni di insofferenza: non è colpa di nessuno. Per chi ha una casa grande è più facile ritagliarsi spazi di privacy, ma poiché la maggior parte delle persone vive in un appartamento, una soluzione può essere quella di deputare una stanza della casa a un uso solitario, a rotazione: dalle 15 alle 16 ci sta la mamma, dalle 16 alle 17 il fratellino, e così via, e in quell'ora, o in quel lasso di tempo, chi la abita ci può fare quello che vuole, senza alcuna interferenza o richiesta di spiegazioni dall'esterno. Questo espediente aiuta a ritrovare la calma, a recuperare i propri spazi e a riprendere il contatto con sé stessi".

 

L'INTERVISTATO

Raffaele Mantegazza è docente di Pedagogia al Dipartimento di Medicina dell'Università Milano Bicocca.